venerdì 5 agosto 2016

Annibale, il generale che voleva essere Ulisse

foto mostra Annibale Barletta
Questo il titolo di un breve saggio pubblicato oggi su "La Repubblica", a firma di Giovanni Brizzi, e di cui si riportano alcuni stralci interessanti.

"La battaglia di Canne del 2 agosto del 216 a.C. - esattamente 2200 anni fa -, è un momento cruciale della storia dell'antichità, da cui emerge la personalità del condottiero cartaginese, simile all'eroe di Omero nell'astuzia e nell'arte bellica"

Le guerre puniche coprirono un periodo di quasi 120 anni e i loro effetti furono tutt'altro che circoscritti al Mediterraneo occidentale e centrale.
Cartagine, oggi sobborgo di Tunisi, fu fondata nell'anno 812 a.C. da coloni fenici provenienti dalla città di Tiro, attuale Libano.
- già allora il Mediterraneo era mare/ponte di flussi migratori (!) -
Nel IV secolo a.C., Cartagine controllava un ampio territorio che andava dal Golfo della Sirte (attuale Libia) a Est, fino alle coste della Numidia (coste dell'Algeria mediterranea) e dell'Iberia (Spagna) ad Ovest.

sabato 30 luglio 2016

Elogio della follia

Desiderius Erasmus
Titolo originale di questa famosa opera di Erasmo da Rotterdam è: "Stultitiae Laus", in greco "Morias Enkomium" - rispettivamente "Lode della Stoltezza" e "Encomio della Follia" -.
Scritta nel 1509, durante il soggiorno di Erasmo a Bucklersbury presso la residenza di Thomas More - Tommaso Moro, o meglio San Tommaso Moro - a cui l'opera venne dedicata col titolo di "Moriae Encomium", titolo che gioca sul doppio significato di "Moriae", "Follia" dalla radice greca, e che sottintende "Elogio a Moro".
Nella dedica che fa all'amico, nonché 'maestro', Tommaso Moro,
si premura di rimarcare il carattere satirico del saggio, volto a far...
"sorridere gli amici". D'altronde il termine "Stoltezza" del titolo originale, nel significato di idiozia, imbecillità, stupidità, incapacità di fare un discorso intelligente, di comportarsi in modo intelligente, è meno forte e decisamente serio di quello di "Follia", "Pazzia".
Erasmo rimane sorpreso dal successo dell'opera quando viene pubblicata una prima volta nel 1511, perché lo scopo suo non era quello di pubblicarla, ma di farla circolare in forma privata tra gli amici.

giovedì 7 luglio 2016

NAUFRAGIO DELL'APRILE 2015, ORRORE NELLA STIVA: RECUPERATI OLTRE 200 CORPI


A una settimana dall'arrivo nella rada di Augusta del relitto del peschereccio inabissatosi il 18 aprile 2015 nel Canale di Sicilia, continuano le operazioni di recupero delle salme dal barcone che lo scorso 5 luglio è stato posizionato all'interno della tensostruttura allestita presso il comprensorio della Marina Militare di Melilli (Sr). Ad oggi sono stati estratti dalle squadre dei Vigili del Fuoco 217 corpi. Sono stati eseguiti 52 esami autoptici e sono iniziate le perizie giudiziarie da parte della Polizia Scientifica di Catania coordinata dalla locale Procura. 

guarda tutto : www.rainews.it

venerdì 24 giugno 2016

NAVIGARE IL MEDITERRANEO (PARTE IV)


"L'Adriatico è forse la regione marittima più coerente...
Da solo, e per analogia, pone tutti i problemi impliciti nello studio dell'intero Mediterraneo. Più lungo che largo, si presenta come una lunga strada Nord-Sud." (Fernand Braudel)
"L'adriatico è anche... le sue storie.
Le storie si fanno chiare negli epiloghi per dare ali asimmetriche e malinconie evocative. E inducono ai ripensamenti...
L'Adriatico è anche la vecchia filatrice di Kotor (Cattaro), seduta avanti la porta di casa, che vuole farti fumare la pipa; la schiava bosniaca Taha', figlia di Homer Aga', venduta ad un lanaiolo di Matelica da marinai turchi nella fiera di Sinigaglia (Senigallia), nall'anno 1690, poi monacata "per rispetto umano" dai parenti dell'uomo in un convento di Fabriano... I corsari dulcignotti entrati con una fusta nel porto di Pesaro, era il 1573... La bambina della Kraijna portata a Fano e affidata "insciens latina nostra lingua, annorum octo vel circa", ad una famiglia abbiente "ut servat in honestis usque ad nuptiis" nel 1502...
I selvaggi seminudi e barbuti delle Kornat (Isole Incoronate) alle prese con un capretto allo spiedo e un'aragosta nel "caldaro"...
Le tre sorelle innamorate dello stesso comandante di nave, che nelle acque di Kotor fanno murare la propria finestra aperta sulle Bocche a mano a mano che si sentono morire, affinché il capitano sappia e si affretti a decidere...
Ma Adriatico è anche... gli ex voto sbalzati su lastre d'argento che raccontano storie di naufragi e di insperati salvataggi, tempeste
battaglie, incursioni corsare, conservati nella piccola chiesa eretta sullo scoglio antistante Perats (Perasto)... Sono le quadriglie dei cavallari-legnaioli sulle serpentine boscose tra il Cakor e Podgorica (Montenegro), diventata Titograd e tornata Podgorica...
Sono i pini e gli olivi di Makarska... I melograni e gli oleandri di Perats... Le barchette del borgo medievale di Giovinazzo... Le incredibili mini-isole dello Scoglio e di San Giorgio nel mezzo delle Bocche di Cattaro...
E poi la faticosa risalita della Neretva fino a Metkovic... Il suk del Palazzo di Diocleziano a Split (Spalato)... Il mare di Hvar (Lesina)... Il silenzio luminoso e amico dei fari di Veli Rat (Punte Bianche), Sestrice (Talascica), Stoncica (Capo Promontore), Susak (Sansego).
Tutto ciò è Jadransko More... È l'Adriatico mare.
...Tutto questo è ancora qua e là rintracciabile, se lo si cerca, ma l'Adriatico storico se ne è andato e nessun restauro o revival culturale o espediente politico potrà renderlo al suo naturale ruolo di favoloso mare interno nel quale, affluendovi genti d'Asia, d'Europa, d'Africa, del Levante e minoranze di ogni tipo, si scontrarono composero, scomposero culture diverse, tutte integrandosi alfine...
È difficile dire che cosa esso possa diventare... Un Adriatico diverso da quello odierno... E diverso da quello di ieri, ormai quasi scomparso anche dalle persistenze della memoria collettiva e poco familiare ai giovani... Ma la conoscenza dei fatti storici, questa sì, potrà forse aiutare i contemporanei a capire meglio il 'background' del complesso quadro Adriatico e fornire qualche indicazione."
(Sergio Anselmi)

sabato 16 aprile 2016

NAVIGARE IL MEDITERRANEO. (Parte terza)

"All'alba del terzo millennio il Mediterraneo riesce ancora a darci
- nonostante il fosco scenario attuale - delle buone ragioni di speranza, invitandoci ad adottare e condividere un'arte comune del vivere - l'appartenenza, se non proprio una comune identità mediterranea -



Noi cittadini e parlamentari di tutti i paesi del Mediterraneo intendiamo rivendicare inequivocabilmente la nostra eredità e la nostra partecipazione all'avvenire, proclamando a voce alta le nostre convinzioni e le nostre idee attraverso la presente dichiarazione.
Il Mediterraneo e' un mare interno che bagna le coste di tre continenti. Al centro tra Europa, Maghreb e Mashrek, questo mare è riuscito a trasmettere a tutti dei valori stabili, accendendo una interminabile curiosità per il proprio miglioramento e conoscenza.
Le tradizioni complesse, che ancora resistono e prosperano su entrambe le rive, ci hanno insegnato a non denigrare mai la grandezza dell'uomo. Parlando di noi, ci dicono chi siamo e arricchiscono il nostro ambiente, ci donano una identità e le libertà di cui essere fieri, e ci consentono soprattutto di essere fieri dei nostri vicini.
Il Mediterraneo ci ha insegnato a dare e a ricevere, a lottare per il successo, ad interrogarci senza pregiudizi, e a guardare ad universi mentali differenti all'interno di un mondo intricato fin dai tempi di Omero e Virgilio. Le sue leggi, il suo sapere, le sue credenze, le religioni monoteiste, il rispetto per la natura e la bellezza, per il sacro e la ragione, sono andati oltre le sue sponde, contribuendo alla esperienza totale dell'intero genere umano..."

Dalla "Carta del Mediterraneo", adottata all'unanimità, in occasione della 3^ Sessione Plenaria Principato di Monaco, il 13-15 novembre 2008, date in cui si è riunita l' Assemblea Parlamentare Mediterranea (APM) dei Paesi rivieraschi.

di Gianni Fabbri

"Navigare necesse est, vivere non necesse!"

"Egli dunque col timone guidava destramente
Seduto: ne' il sonno gli cadeva sugli occhi
Guardando le Pleiadi, Boote che tardi tramonta
E l'Orsa che chiamano anche col nome di Carro
Che ruota in un punto e spia Orione:
È la sola esclusa dai lavacri di Oceano
Già aveva ingiunto Calipso, chiara tra le Dee,
Di far rotta avendola a manca..."
("Odissea" - Libro V -)

martedì 22 marzo 2016

Incontri del Mediterraneo - Scuole - Giornata Mondiale dell'Acqua

Circa 200 ragazzi di diversi istituti scolastici alla conferenza organizzata al Palazzo del Turismo in occasione della ‪#‎GiornataMondialedellAcqua‬. All'appuntamento hanno partecipato Arpa Rimini, Romagna Acque e Pertroltecnica. L'evento ha chiuso le giornate degli Incontri del Mediterraneo .

sala palazzo del turismo Riccione
sala palazzo del turismo Riccione

Mostra Fotografica di Livio Senigalliesi