venerdì 14 luglio 2017

"I primi illuministi parlavano arabo"

www.storiamedievale.net

di Gianni Fabbri

"Così, mentre l'Occidente attendeva il suo Rinascimento, l'Asia Centrale visse secoli di arti, cultura e tolleranza"

Questi, titolo e sottotitolo di un articolo importante, estremamente interessante, a firma di Siegmund Ginzberg, pubblicato sulla pagina culturale di "La Repubblica" di Lunedì 12 Giugno 2017.
Cinque, sei secoli prima dell'Europa, intorno all'anno Mille, il pianeta Islam aveva già il suo Copernico, i suoi Galileo Galilei, Leonardo Da Vinci, Michelangelo Buonarroti, Cristoforo Colombo.
È noto a tutti il contributo enorme dato dagli Arabi alla Matematica; in particolare, a loro si deve l'introduzione della 'notazione numerica posizionale', con uso dello zero.

Attraverso gli Arabi fu possibile la diffusione della notazione posizionale in Europa, al posto del 'sistema additivo romano', insufficiente rispetto alle esigenze di praticità della matematica moderna.
Mohammed Ibn Musa al-Khuwarizmi, di origine persiana, vissuto nell' VIII secolo, e' considerato uno dei padri dell'Algebra.
Il suo testo "Al jabr wal mukabalah", nel quale figurano la denominazione "Algebra" e il concetto di "Algoritmmo", e' considerato un'opera fondamentale nella storia della Matematica, vi è, infatti, sviluppata una teoria delle 'equazioni di secondo grado', e proposto un corretto impiego di tecniche dell'Algebra Geometrica.
Al-Mosein Ibn-Sina, meglio noto come Avicenna, vissuto dal 980 al 1037, inserisce nella sua opera enciclopedica "La Liberazione" una sezione dedicata alla Matematica e una alla Geometria.
Molti furono gli studiosi arabi che scrissero di Aritmetica e di Algebra. Gli Arabi si occuparono anche di 'equazioni indeterminate'.

Nel suo libro "L'Illuminismo perduto. L'età d'oro dell'Asia Centrale dalla conquista araba a Tamerlano" - Edizioni Einaudi, pagg. 676, 36€ -, libro citato da Ginzberg nel suo articolo,
Frederick Starr parla soprattutto di due personaggi, Al-Biruni e Ibn-Sina Avicenna, considerati i più famosi in una galleria sterminata di autori, scoperte, risultati scientifici, opere d'ingegno, storie, poesie, capolavori d'arte, produzioni culturali...
Le cronache del tempo riportano che i due giovani intrecciano una fitta corrispondenza, pur abitando a svariati chilometri di distanza. Nelle lettere, scambiano tra loro opinioni, scoperte scientifiche, riflessioni geografiche e astronomiche, considerazioni letterarie e culturali.
Si pongono interrogativi profondi su come sia fatto il Mondo, sulle sue origini e sugli sviluppi futuri, il tutto in piena libertà e... più di mille anni fa (!)
Il primo, Al-Biruni, ha 28 anni, conosce quasi tutto dello scibile umano. È un geografo, un geologo, un fisico, un matematico, un astronomo, un filosofo. È anche studioso di religioni comparate, di psicologia, persino musicista. Vive e lavora in un Paese che oggi è chiamato Afghanistan.
Il secondo, Ibn-Sina Avicenna, poco più che ventenne, e' nato a Khorosan, oggi Iran, al confine con l'Afghanistan, studia a Bukhara, oggi città dell'Uzbekistan, si sposta poi a Gurganj, per stabilirsi definitivamente a Isfahan, allora Persia, oggi seconda città dell'Iran.
Avicenna si trasferiva da una città all'altra, offrendo liberamente le sue conoscenze e anche consigli politici - al pari di Dante e Machiavelli - spesso inascoltati. La sua opera più famosa e' il poderoso "Canone di Medicina", sulla cui traduzione latina e' praticamente fondata tutta la Medicina occidentale.
Nella corrispondenza con l'amico Al-Biruni espone anche una 'teoria dell'evoluzione'. E questo, quasi dieci secoli prima di
Darwin (!)
I due, trattando di Geografia, postulano addirittura l'esistenza di un continente sconosciuto tra l'oceano Atlantico e l'oceano Pacifico...
Con le loro teorie, avvalendosi anche di nozioni di Geografia astronomica, "scoprono" l'America 500 anni prima di Colombo.
Mezzo millennio prima del "miracolo" chiamato Rinascimento, molto prima dei vari Leonardo, Michelangelo, Keplero, Copernico, Galileo, molteplici menti geniali e poliedriche appartenenti all'Islam al pari dei noti Al-Biruni, Avicenna, Al-Khuwarismi, elaborano, scoprono, scrivono in tutti i campi del sapere.
Gli astronomi di Samarcanda misurano l'anno sidereo, o siderale
- relativo alle stelle e corrispondente anche al 'periodo orbitale' completo della Terra intorno al Sole, pari a 365 giorni, 6 ore, 9 minuti
10 secondi -, nonché l'inclinazione dell'asse della Terra, con precisione scientifica paragonabile a quella odierna.
Menti geniali che eccellevano anche nelle Arti, nella Letteratura e nella Poesia.
Omar Khayyam rimava in 'quartine', cantando la vita, l'amore, la sensualità, il vino, l'umanità... Ma, al tempo stesso, era anche un grande matematico. È tra i primi ad elaborare e far suo il concetto di 'numero irrazionale', a classificare quattordici tipi di 'equazioni di terzo grado'. Gli viene attribuita persino una 'teoria delle parallele' che prefigura le 'geometrie non euclidee' applicate dai matematici moderni Lobacevskij e Riemann, le stesse geometrie che hanno permesso ad Einstein di pervenire alla rivoluzionaria 'legge della relatività', nonché definire la 'curvatura dell'Universo'...
Erano tutti musulmani, anche se non tutti arabi.
In comune con gli arabi di El-Andalus - Emirato di Cordova, Emirato di Granada - avevano soprattutto la tolleranza e il rispetto per gli altri. Più che arabi, sarebbe più esatto definirli "cosmopoliti" (!)
I loro interlocutori erano ebrei, indù, buddisti e cristiani. Si può dire che fossero "eretici", ma nessuno li mando' al rogo, come avvenne poi nella cristianissima Spagna della "Santa Inquisizione", oppure nell'Italia di Santa Romana Chiesa Cattolica.

L'Illuminismo dell'Asia Centrale, a cavallo tra il primo e il secondo millennio, arrivo' addirittura alla compilazione di 'grandi compendi' dello scibile umano, anticipando "Les Encyclopedistes" di Diderot nel secolo dei Lumi (!).
Purtroppo delle 180 opere di Al-Biruni ne restano 22, mentre delle 400 opere di Avicenna ne sopravvivono circa 200, comunque memorie tangibili di un "Illuminismo perduto".
E di quella che chiamavano la "Terra delle mille città", città affascinanti come le capitali europee Roma, Parigi, Londra..., rimane oggi un vasto territorio definito il "buco nero" del Mondo, dilaniato com'è dal terrorismo e da guerre fratricide, mascherate come "guerre di religione" se non addirittura "guerre di civiltà".
Oggi, purtroppo, l'Islam e' troppo spesso assimilato al terrorismo e agli atti di barbarie perpetrati nel suo nome.
Ma c'è stato un tempo in cui l'Islam rifulgeva per il suo ricco e diversificato patrimonio artistico e culturale: le arti dell'Islam e la civiltà che l'Islam ha suscitato e custodito hanno segnato un'epoca.
Bisogna guardare nello specchio dei tempi e mostrare quanto il mondo musulmano abbia contribuito ad arricchire il patrimonio dell'umanità, con le sue luci che hanno brillato e guidato i secoli dei lumi nell'Asia Centrale.

"Al Fana" e' l'arte in tutte le sue espressioni e forme.
In tutti i tempi, artisti islamici, spesso anonimi, hanno contribuito a creare e arricchire il patrimonio artistico. La storia ci ha consegnato testimonianze importanti e inconfutabili.
- Le miniature persiane mettono in scena la vita nei suoi rituali: feste, matrimoni, o anche scene d'amore. Immagini idealizzate di un mondo perfetto e armonioso, ove ciascuno è al suo posto in uno spazio illuminato e fiorito...
- Anche la calligrafia (la bella scrittura) e' un'arte, anzi la prima delle arti fatta propria dagli islamici.
Vent'anni dopo la morte di Maometto, il Califfo Othman e sei compagni del Profeta decisero di raccogliere in un libro i versetti e le sure (i "capitoli") del Corano. Dovevano essere trascritti in bella grafia, dato che il Corano non poteva non avere una veste artistica.
Nella calligrafia, ogni lettera e' trasformata in un armonioso arabesco.
- Il secondo campo dell'arte islamica e' l'architettura. Le moschee e le madrase (scuole e università musulmane) sono, o almeno dovrebbero essere, opere d'arte, in cui tutto deve ricordare il cielo e l'infinito. Le cupole delle moschee e le guglie dei minareti sono metafore del rapporto col cielo che li sovrasta...
Ne sono esempi di straordinaria bellezza i capolavori architettonici che si possono ammirare nella Piazza Naqsh-e jahan di Esfahan (Isfahan), nella Piazza Labi-Hauz di Bukhara, nella Piazza Registan di Samarcanda - su cui torneremo - ...per non trascurare capolavori assoluti come la Meschita di Cordoba (oggi Cattedrale di Cordova) e l'Alhambra di Granada - di cui si è già scritto in precedenza, a proposito di Al-Andalus -.

- Arte e semplicità: l'Islam ha sempre privilegiato uno stile semplice e spoglio -ben lontano dalla complessità del "Barocco" occidentale-come la mancanza di immagini nei luoghi di culto. Il divieto riguarda infatti solo la rappresentazione di Allah (Dio) e il suo Profeta (Maometto). Normale, data la loro natura spirituale che non dovrebbe essere ridotta a una immagine... Se l'architettura lavora sulla simmetria e sulla semplicità delle linee architettoniche - semplicità che contrasta però la complessità di certe merlature a forma di foglia, di altri elementi architettonici come le "rondelle" decorate con iscrizioni al centro, le mattonelle, i marmi, i capitelli, finemente scolpiti e lavorati con figure e iscrizioni -,
al contrario, alcuni manufatti tipici della produzione islamica, come i tappeti, i tessuti ricamati, presentano una certa complessità che esprime libertà creativa.
Tutta la produzione artigianale di oggetti d'uso quotidiano in metallo, ceramica, avorio, come piatti, ciotole, caraffe, vasi, coltelli, pugnali con manico e fodero di giada intarsiati in oro e tempestati di rubini, diamanti e smeraldi, mai fabbricati in serie, ma lavorati da artigiani, per lo più anonimi, presenta una varietà enorme di pezzi unici straordinari che risaltano per la sintesi mirabile tra utilità e bellezza.

L'arte islamica, che si è ispirata a quella 'bizantina' e a quella 'romana', può essere suddivisa in vari periodi storici:
- Quello iniziale detto degli "Omayyadi" (dal 660 al 750 c.)
- Quello degli "Abbasidi" e quello della Dinastia dei Turchi
"Selgiuchidi" (dal 1000 al 1100)
- Quello dei "Safavidi" (attorno al 1600)
- Quello della Rinascita dell'Arte sotto gli Ottomani (dalla fine del
Medioevo alla Prima Guerra Mondiale)
L'arte islamica e' essenzialmente "Arte del Bello" - Bello nella
grafia o 'calligrafia araba', bello nei tessuti, bello nei tappeti, bello nelle decorazioni, bello e armonioso nelle linee architettoniche...-,
oltre a essere un mezzo di culto.
Viene sviluppato l' "Arabesco" come stile ornamentale universale.
Arabeschi di forme vegetali e, soprattutto, arabeschi di temi geometrici e simboli presi in prestito dalla 'calligrafia'.
Ma è principalmente nella costruzione delle moschee, dalla pianta simile alla casa del Profeta Maometto, che si riproducono al meglio i fondamenti dell'arte islamica.

- Un altro periodo storico e' quello dell' "Arte Mudejar", espressione artistica elaborata nella Penisola Iberica nel periodo immediatamente successivo alla fine del dominio islamico di
Al-Andalus.
Lo stile "Mudejar" costituisce la prosecuzione del cosiddetto "stile Mozarabo" o "Mozarabico", tipico dell'arte, dell'architettura, delle arti figurative dei "Mozarabi", ossia dei cristiani che vivevano nella Penisola Iberica dopo l'invasione Araba e la costituzione dell'Emirato di Cordoba e dell'Emirato di Granada - al-Andalus -
Lo stile "Mudejar" e' rappresentato esemplarmente dall'Alcazar si Siviglia (Palazzo reale), dall'Aljaferia di Saragozza (Palazzo fortificato), dagli "Azulejo", dai vasi, piatti, vasche, lampadari... che decorano Palazzi, Case, Ville di Malaga, Valencia, Siviglia e Granada
L'arte mozarabica comprende tutta la produzione artistica e architettonica "preromanica", caratteristica della Spagna e del Portogallo tra la fine del IX e l'XI secolo. Arte che è il risultato della commistione di elementi delle culture cristiano-visigote e della cultura islamica.

SAMARCANDA
Piazza Registan
È l'elemento più distintivo di Samarcanda, poiché ricorda l'epopea della dinastia Timurid che regno' sul territorio oggi noto come Uzbekistan, nell'Asia Centrale.
Il Registan e' la piazza pubblica, struttura accentrativa del potere, una evoluzione dell' Agora' greca e del Foro romano.
Nel Registan si svolgevano le funzioni pubbliche, in particolare le proclamazioni reali, che venivano rese note attraverso gli annunci degli 'araldi', amplificati da enormi corni.
Sempre nella piazza, venivano eseguite le esecuzioni capitali.
Dal punto di vista urbanistico il Registan e' il luogo geografico centrale della città.
Di forma rettangolare molto allungata, la piazza è circondata su tre lati dalle Madrase Ulugh Beg, Sher-Dor e Tilya-Kory (le scuole e università islamiche), costruite nel Quattrocento e nel Seicento.
Il Registan, che in persiano significa "luogo di sabbia" o "deserto", era il cuore palpitante dell'antica città di Samarcanda, che significa "fortezza di pietra", e che era collocata in un crocevia strategico: al centro delle antiche rotte commerciali asiatiche, lungo le 'carovaniere' della famosa "Via della Seta" che collegavano l'Europa alla Cina.

"Samarcanda e' una nobile cittade e sonvi Cristiani e Saraceni"
(Marco Polo)

Samarcanda faceva parte dell'impero persiano quando Alessandro Magno la conquista, nel 329 a.C.
Dal VI al XIII secolo, la città registra la sua massima espansione e conosce, nell'ordine, prima l'invasione araba, che porta l'alfabeto arabo e la religione islamica, poi l'invasione dei persiani e, a ondate successive, quelle di diverse dinastie turche, che ne fanno una delle città più ricche di tutto il mondo musulmano.
Nel 1220, viene saccheggiata dai mongoli di Gengis Khan.
Si deve a Tamerlano, grande condottiero turco-mongolo, che conquista gran parte dell'Asia Centrale e del Medio Oriente, della dinastia Timurid, il periodo del suo massimo splendore.
Nel 1370, il grande condottiero decide di fare di Samarcanda la capitale dell'Impero timuride e farla risplendere come la città più bella di tutta l'Asia Centrale.
Durante la sua costruzione, il centro era pieno di cantieri, con architetti e artigiani provenienti da tutte le regioni dell'impero.
A Samarcanda si trovano alcune tra le più significative costruzioni dell'architettura islamica.

- La Madrassa Ulugh Beg
Viene costruita tra il 1417 e il 1420, durante l'epoca Timurid, sotto l'Impero di Tamerlano.
Ha un portale imponente che s'affaccia sulla Piazza. Gli angoli del portale sono affiancati da due alti minareti.
Il pannello di mosaico sopra l'arco d'ingresso dell'Iwan (portale di ingresso) e' decorato da ornamenti con stilizzazioni geometriche.
Il cortile quadrato include una Moschea, una sala conferenze e cellette dormitorio per gli studenti.

- La Madrassa Sher-Dor
Viene costruita tra il 1619 e il 1636, per ordine del Governatore di Samarcanda Yalangtush Bakhodur.
I mosaici sulla facciata sono interessanti in quanto violano il divieto nell'Islam delle raffigurazioni negli edifici religiosi.

- La Madrassa Tilya-Kori
Viene costruita, sempre per opera del Governatore di Samarcanda, a partire dal 1646 e ultimata nel 1660.
Ha una facciata principale a due piani e, all'interno, un vasto cortile circondato da ambienti dormitorio.
La Moschea si trova nella parte occidentale del cortile e la sua sala principale è abbondantemente dorata.
Anche la facciata di questa Madrassa, come quella della precedente, presenta mosaici con raffigurazioni.

- Il Mausoleo degli Shay Banidi
Si trova a Est della Madrassa Tilya-Kori.
Nel 1500, Muhammad Shay Bani conquista Samarcanda e Bukhara dagli ultimi governanti Timurid. Il conquistatore era un leader degli Uzbeki nomadi.

- La Cupola del Commercio Chorsu.
Altro importante monumento che si trova nell'area del Gran Bazar, detto anche Bazar Siyob.

- Osservatorio di Ulug Beg
Viene costruito, nel 1420, dallo sovrano che costruisce la Madrassa che porta lo stesso nome. Ulug Beg, più famoso come astronomo che come sovrano, utilizza un immenso 'astrolabio' per misurare le posizioni delle stelle e ottiene risultati di grande precisione.

BUKHARA
Con i suoi edifici millenari, Bukhara e' una delle più attraenti localita' dell'Asia Centrale.
Città Museo, miracolosamente conservata nel tempo, "Bukhara la Nobile" e' stata, insieme a Samarcanda , uno dei nodi principali della leggendaria "Via della Seta".
Dopo gli splendidi 'mosaici' di Samarcanda, il "marrone" dominante di Bukhara e' una sorpresa indubbiamente notevole.
Ma si spiega con l'antichita' di tutto il suo nucleo storico.
In questa città si contano più di 140 edifici protetti.
I monumenti più importanti, oltre a quelli della sua famosissima Piazza Labi-Hauz, sono:
- I tre Bazar coperti
- Il Minareto Kalan, alto 47 metri, risalente al XII secolo
- Il Mausoleo di Ismail Samani, una delle strutture più antiche,
completata attorno al 905
- L'Ark

- La Piazza Labi-Hauz
È la più famosa delle numerose piazze commerciali della città.
Al suo centro si trova una vasca, "Hauz", costruita nel 1620, che rappresenta una specie di serbatoio alimentato dal Canale Shakhrud che attraversa la città vecchia.
"Liabi khauz" vuol dire "presso la vasca".
La Piazza è letteralmente circondata, su tutti i lati, da monumenti storici importanti.
A Ovest, di trova la Moschea di Nodir Devan begi.
A Sud, la Madrassa Kukeldash, costruita nel 1578, e' una delle più grandi università coraniche dell'Asia Centrale.
A Nord, ricchi Palazzi e lussuose Ville dei quartieri residenziali, di proprietà dei facoltosi mercanti di Bukhara.
A Est la Madrassa di Nodir Devan begi (XVII sec.)

- L'Ark
È una massiccia fortezza dalle possenti mura, una cittadella difensiva costruita intorno al V secolo.
Con il suo "marrone", che ne fa l'edificio simbolo della città, ricorda l'antico passato in cui oltre ad essere una struttura militare era sede delle varie corti reali che dominavano la regione circostante.
Attualmente è un'attrazione turistica e ospita musei che ne ripercorrono la storia.
Oltre alle pregiate 'merlature' delle mura, al suo interno, si trovano elementi architettonici importanti come
- La Mosche del Venerdì
- La "Sala Aperta" del Trono
- Il Portale d'ingresso alla "Sala Aperta" con mosaici raffinatissimi.

ESFAHAN (Isfahan)
"Esfahan e' metà del Mondo", dice un vecchio adagio persiano, a ragion veduta essendo universalmente nota per le sue straordinarie bellezze architettoniche e per i suoi magnifici giardini pubblici.
Città molto antica, importante durante l'Impero Sasanide, noto anche come secondo impero persiano - dopo quello famoso dei Ciro, Serse e Dario, noto come Impero Archemenide -.
Fu conquistata dagli Arabi nel 642, che ne fecero una città islamica.
Nel 1055, fu conquistata da Toghrul Beg, sovrano dei grandi Selgiuchidi, che la scelse come capitale del suo Sultanato.
Fu poi occupata, dai Mongoli di Gengis Khan e dagli Afghani, fino a diventare una delle principali città del nuovo Iran.
Lo Scia' Reza Pahlavi, nel 1930, ordino' un ampio progetto di ricostruzione e restauro delle sue rovine.
La città presenta ancora oggi vestigia straordinarie:
- la Piazza Naqsh-e Jahan, ovvero "Piazza Metà del Mondo"
È una delle piazze più grandi al mondo e tutto il suo complesso - Moschee, Palazzi, Minareti, Giardini, Gran Bazar - e' stato dichiarato dall'UNESCO "patrimonio dell'umanità".

- La Moschea dello Scia'
Sul lato Sud della piazza, eretta a partire dal 1629, su ordine dello Scia' Abbas I il Grande, e' la principale Moschea della città, una delle più grandi dell'Iran islamico.
Mirabili sono le sue linee architettoniche, le simmetrie, le sue cupole, i suoi minareti; raffinatissimi mosaici coprono i suoi "Iwan" -i portali d'ingresso coperti con arco- e gli interni delle cupole.
Il colpo d'occhio, guardandola dal lato Nord della piazza, e' straordinario e non può non suscitare stupore e meraviglia (!)

- Palazzo Ali' Qapu
Significa "Porta di Ali'" (Ali', genero di Maometto)
È l'antico Palazzo dello Scia' di Persia che si affaccia imponente sulla grandiosa Piazza.
La parola Qapu in lingua turca significa "Soglia reale".
Il Palazzo viene eretto anch'esso su ordine dello Scia' Abbas I il Grande, che lo utilizza per incontrare ambasciatori, dignitari e visitatori importanti.
Di pianta rettangolare, si sviluppa su sei piani ed ha una vasta terrazza nella sua parte frontale, coperta da un soffitto di legno intarsiato, sostenuto da altissime colonne lignee.
All'interno del Palazzo vi sono preziosi e importanti affreschi di Reza Abbasi, pittore di corte di Abbas il Grande
Al terzo piano si trova la "Grande Sala", sorretta da 18 colonne ricoperte di specchi e con un mirabile soffitto decorato da grandi affreschi a soggetto naturalistico, uccelli soprattutto.
Al sesto piano, si trovano le stanze più grandi di tutto il Palazzo, come quella dedicata ai banchetti, stanze dove abbondano stucchi rappresentanti vasi e coppe di tutte le forme.
Altra sala e' la cosiddetta "Sala della Musica", dove gruppi musicali intrattenevano gli ospiti con musiche e canti.
Dalla galleria superiore i Sovrani e i loro ospiti potevano assistere alle corse di cavalli e alle partite di Polo (!) che si svolgevano nella sottostante piazza.

- Moschea dello Sceicco Lotfollah
È uno dei capolavori architettonici della "architettura Safavide" iraniana.
È collocata sul lato orientale della Piazza e la sua costruzione viene iniziata nel 1603, per essere terminata nel 1619.
Dei quattro monumenti che hanno dominato il perimetro della Piazza, questo è stato il primo ad essere costruito.
Doveva essere la Moschea privata della Corte Reale, a differenza della grande Moschea dello Scia', pensata e utilizzata per il pubblico. Per questo motivo, non ha minareti ed è di dimensione più piccola. Ma lo squisito stile di cui rifulge e' di gran lunga superiore a quello della Moschea grande dello Scia'.
Quello che emerge subito, a prima vista, e' l'armonia delle linee architettoniche, le simmetrie perfette, la ricchezza dei mosaici, delle piastrelle e dei materiali usati: un vero scrigno di tesori e pietre preziose.
L'ingresso è un 'incasso a mezza luna' come quello della Moschea dello Scia' e del Gran Bazar. Costruito in marmo, come tutta la facciata inferiore, ha la porta che conduce dal vestibolo all'interno della Moschea a forma di 'L'.
Piastrelle in ceramica, definite di "sette colori", e mosaici policromi decorano la parte superiore della struttura. Creazione di "calligrafia" e maioliche che superano, sia in bellezza che in qualità, tutto ciò che è stato creato in precedenza nel mondo islamico.
Tutti i lavori furono eseguiti sotto la supervisione del grande maestro calligrafo Ali' Reza Abbasi, che volle lasciare la sua firma sul portale di ingresso, con la data di inizio dell'opera.
La sua cupola a "guscio unico" e' di 13 metri di diametro. Il lato esterno e' riccamente ricoperto di piastrelle. Mentre all'interno la cupola e' caratterizzata da una rete di compartimenti a forma di limone che diminuiscono di dimensioni e ascendono verso il "Pavone", il tutto in un'armonia sublime a formare la cosiddetta "Coda del Pavone"

"Ogni parte del disegno, ogni piano, ogni ripetizione, ogni ramo o fiore ha la sua sublimazione nella Coda del Pavone...
Non ho mai incontrato uno splendore di questo genere."
(Robert Byron, scrittore, "The Road to Oxiana")

Il "Pavone", al centro del lato interno della cupola, e' una delle caratteristiche più attraenti della Moschea.
Se ci si trova sull'ingresso della sala interna e si guardi al centro della cupola, si può vedere il "Pavone", la cui "coda" e' composta dai raggi del sole che penetrano dal foro nel soffitto: ecco, quindi, materializzarsi la celeberrima "Coda del Pavone".

- La Moschea del Venerdì
È probabilmente l'espressione architettonica più importante della dominazione dei Selgiuchidi in Persia.
Nel 1051, Isfahan diviene infatti la capitale dell'Impero Selgiuchide, dopo la conquista da parte del loro condottiero Toghrul Beg.
Ciò che fa distinguere immediatamente la Moschea e' la sua integrazione con il tessuto urbano, attraverso i numerosi accessi che la collegano con le attività della città, in particolare con il Gran Bazar coperto.
Le due cupole hanno diverse tipologie di decorazioni, con una vasta gamma di disegni.
Al centro del cortile principale si trova una fontana per le abluzioni che ricalca il modello della Ka'ba alla Mecca.
Quattro sono gli "Iwan", i portali d'ingresso coperti con arco:
- Quello meridionale, con due minareti
- Gli Iwan orientale e occidentale, costruiti con tecniche analoghe e
risalenti allo stesso periodo
- L'Iwan settentrionale, caratterizzato da iscrizioni cufiche (stile calligrafo della lingua araba) del periodo Selgiuchide. Subito dietro la porta d'entrata, si apre una "Sala di Preghiere"
Nella parte Nord-occidentale della Moschea si trova il "Mirhab di Ulijetu", costruito nell'anno 1310 dal Sovrano Oljatu.

- Gran Bazar
Conosciuto anche come "Qeysarryeh Bazar" (in persiano), e' stato originariamente costruito durante l'XI secolo in uno spazio compreso tra la Moschea Jameh e l'antica Piazza Kohneh.
Varie arcate e diversi spazi furono aggiunti in seguito.
L'ultima parte, il Bazar Qaysari, situato sulla fascia Nord rispetto alla Piazza Nasqh-e Jahan, e' stata edificata in periodo Safavide.
La Porta di Qeysarieh, che è l'ingresso principale del Gran Bazar, si trova, appunto, all'estremità settentrionale della Piazza.
Notevoli sono gli affreschi del Portale, a firma, sempre, di Ali' Reza Abbasi.
L'interno del Bazar e' un dedalo di strade, archi, negozi, bancarelle... nel quale si respira l'atmosfera tipica, tra odori di spezie, colori di tappeti e tessuti, luccichii di argenti e ori... Le voci dei mercanti che trattano animatamente sulle merci: se non c'è contrattazione accesa, non si conclude l'affare... secondo la migliore tradizione del souq (suk, mercato) islamico.

- Si - O - Se Pol
Significa "Ponte dei 33 Archi", sul fiume Zaiande', uno dei tanti ponti della città, costituisce un esempio significativo dell'architettura e dell'urbanistica della dinastia dei Safavidi, all'inizio del VII secolo, sempre per opera dello Scia' Abbas I il Grande.
Oltre che da ponte, fungeva da diga.
Di notte, tutto illuminato, e' particolarmente affascinante

BISANZIO, COSTANTINOPOLI, ISTANBUL
Crocevia di imperi, civiltà, religioni e culture, la "porta" designata tra Occidente e Oriente, tra Europa e Asia...
È stata capitale di due diversi imperi, ha attraversato molteplici civiltà: quella Ittita, Frigia, Lidia, Ellenistica, Romana, Bizantina, Selgiuchide, Ottomana... Civiltà di cui porta segni inconfutabili nell'architettura, nelle arti, nella cultura, nei costumi, nelle tradizioni, nei colori, odori, sapori e suoni (!)
Il "mito" risale al 667 a.C., quando un gruppo di coloni greci - i migranti di allora! -, provenienti da Megara, dopo aver consultato l'Oracolo di Delfi - secondo tradizione -, sbarca e fonda una città in posizione strategica per i traffici: tra il Bosforo e i Dardanelli... La "Porta dell'Oriente".
La città viene dai Greci chiamata Bysantion.
Annessa all'Impero Romano, fin dal I secolo d.C., Bisanzio attrae l'attenzione dell'Imperatore Costantino, che decide di stabilirvi la capitale dell'Impero Romano d'Oriente. Bisanzio diventa così Costantinopoli. È il 330 d.C., e per tutto il Medioevo sarà la città più importante tra Occidente e Oriente.
Circondata da mura che la rendono pressoché inespugnabile - famosissimo l'assedio di Costantinopoli del 1204, ad opera degli eserciti della Quarta Crociata - il "mito" sopravvive fino al 1453, quando la città viene conquistata dai Turchi Ottomani e diventa capitale dell'Impero Ottomano, e tale rimarrà fino alla fine della Prima Guerra Mondiale (!)
Sotto i sultani ottomani la città conosce un rinnovato splendore e nuove importanti opere architettoniche vanno a completare il già ricchissimo patrimonio monumentale, come la costruzione delle Moschee, la conversione di Chiese Cristiane in Moschee, Palazzi, Case, Ville, Piazze...
Come già scritto, l'Impero Ottomano dura secoli, fino alla Prima Guerra Mondiale, quando viene sconfitto dagli eserciti europei e nasce allora, il 1923, la moderna Repubblica di Turchia, ad opera di Mustafa Kemal Ataturk, il "Padre della Patria".

"Giungemmo a una città di bellezza inenarrabile. La Città d'Oro.
Le mura erano costruite di dodici filari e ciascuno era di una diversa pietra preziosa; le porte erano d'oro e d'argento.
Entro le mura trovammo dorato il terreno, dorate le case, dorate le ville. La città era piena di una luce ignota e d'un soave profumo.
Ma nell'attraversarla non incontrammo una sola persona o animale o volatile..."
(Dal manoscritto di Cosma I, vescovo di Costantinopoli nel X sec.)

Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul. Una città tra mito e storia... La "Regina delle città". Una città tra Europa e Asia: un "ponte" tra Occidente e Oriente. È stata per lungo tempo la "Nuova Roma", luogo di incontro, e scontro, di civiltà millenarie, baluardo e centro indiscusso delle arti, della cultura e della scienza.
A Costantinopoli l'eredità greca e quella latina si fondono col Cristianesimo, che sarà poi il Cristianesimo orientale della Chiesa Ortodossa, dando vita al Mondo Bizantino.
È una città dove il civile e il religioso si coniugano, nei monumenti, nell'urbanistica, nella arti, per irradiarsi poi in tutto l'impero.
E quando, il 29 Maggio 1453, Maometto II della Dinastia degli Ottomani conquista Costantinopoli, la nuova Istanbul diventa capitale dell'Impero e un modello per tutto il mondo musulmano.
La caduta di Costantinopoli in mano turca e' una delle date che gli storici indicano per segnare convenzionalmente la fine del Medioevo e l'inizio dell'Eta' Moderna - un'altra data e' il 1492, la scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo -.

LE OPERE MONUMENTALI DI ISTANBUL
Per descriverle tutte occorrerebbe elaborare un compendio enciclopedico. Ci si limiterà a quelle più significative dell'architettura e dell'arte islamica.

- La Moschea Blu
È la Moschea più famosa e visitata di Istanbul.
Costruita dal Sultano Ahmet - da cui il suo nome vero Moschea del Sultano Ahmet -, tra il 1609 e il 1617, per competere in bellezza e grandiosità con la vicina Santa Sofia, lascia il visitatore senza fiato...
Il nome di Moschea Blu le deriva dalle oltre 20.000 maioliche di Iznik
- città dell'Ovest dell'Anatolia famosa per la ceramica - di colore turchese che ne rivestono le pareti.
Oltre alle magnifiche piastrelle di ceramica, all'interno, si possono ammirare 20 'vetrate', meravigliose 'calligrafie', decorazioni, lampadari, tappeti e, naturalmente, la gigantesca 'cupola' centrale di 33 metri di diametro e 43 metri di altezza...
Magnifiche le linee architettoniche esterne, le 'simmetrie', con i suoi sei Minareti slanciati a... raggiungere il cielo, e le eleganti "cascate" di cupole, semi cupole: un colpo d'occhio incredibile... mozzafiato!
Il 'cortile interno' porticato. I 'giardini'... Uno splendore! Una emozione continua.

- Santa Sofia
È stato per secoli il più grande edificio religioso al mondo, un delle più grandi opere dell'umanità.
Per la sua costruzione l'Imperatore Romano d'Oriente Giustiniano impiego' i materiali più pregiati del tempo, facendoli arrivare da tutti gli angoli dell'Impero, e fece ricorso alle tecnologie più avanzate.
Rimane tutt'ora il massimo esempio di architettura bizantina.
Nel corso della sua storia millenaria, il tempio e' stato una basilica cristiana ortodossa, una chiesa cattolica - durante l'occupazione Latina di Bisanzio -, una moschea - durante il lungo periodo dell'Impero Ottomano -. Oggi è un Museo.
Quando il visitatore entra all'interno, rimane sbalordito per la sua maestosità: gli occhi stentano a credere alla bellezza dei 'mosaici' degli 'affreschi' delle 'calligrafie' islamiche e di tutte le 'decorazioni' appartenenti al culto cristiano e al culto islamico (!)

- Moschea di Solimano il Magnifico
È la più grande Moschea di Istanbul.
Viene edificata sotto il regno di Solimano il Magnifico, tra il 1550 e il 1557, durante il periodo del massimo splendore dell'Impero Ottomano. Artefice di questo capolavoro e' l'architetto Mimar Sinan la massima espressione dell'architettura ottomana.
La posizione isolata - sulla sommità di una delle colline di Istanbul -
contribuisce non poco al fascino di questa Moschea, conferendole una atmosfera di pace e di spiritualità non comuni...
L'ampio giardino interno custodisce le tombe di Solimano e di sua moglie, Hurrem Sultan.
La Moschea di Solimano colpisce il visitatore anche per la severità e le 'simmetrie' delle sue linee architettoniche, 'austerità' in evidente contrasto con l'opulenza della Moschea Blu.
Dall'alto della Moschea si può godere una splendida vista sulla città, in particolare sul "Corno d'Oro" che, al tramonto, diventa tutto dorato (!)

- Cisterna Basilica
Deve il suo nome al fatto che al tempo in cui venne edificata la grande cisterna per alimentare d'acqua l'intera città, al di sopra di essa sorgesse una grande chiesa: la Basilica Stoa'.
In turco questo monumento e' noto come il "Palazzo Sommerso".
È insieme un capolavoro di architettura e di ingegneria idraulica.
L'immenso antro-cisterna che si apre nelle profondità della terra
è sorretto da ben 336 colonne di marmo, prelevate da edifici preesistenti.
Gli storici attribuiscono la sua costruzione a Costantino, nel IV Sec.
Viene poi ampliata da Giustiniano, due secoli più tardi.
Un grande acquedotto trasportava l'acqua nella cisterna.
Visitata quotidianamente da migliaia di turisti, sorprende e affascina per l'imponenza della selva di colonne, per la luce crepuscolare che filtra dalle aperture, nonché per i giochi di riflessi nell'acqua, che conferiscono all'insieme un'atmosfera magica, quasi irreale...

- Palazzo Topkapi
Costruito subito dopo la conquista di Costantinopoli da parte degli Ottomani per essere destinata a residenza reale, rimarrà tale per 400 anni.
È collocato in una posizione altamente strategica e scenografica: su un promontorio all'estremità di una penisola che si inserisce, "affacciandosi", sul Bosforo, sul Corno d'Oro e sul Mar di Marmara.
Dalla sua terrazza si può godere uno degli scenari più affascinanti al mondo, dove l'occhio può spaziare... tra Europa e Asia, tra Occidente e Oriente e dove, guardando il brulicare continuo di navi di ogni forma e grandezza, la mente può immaginare i traffici, i commerci che caratterizzavano un tempo questo importantissimo 'crocevia' del Mediterraneo e del Mondo conosciuto d'allora...
Il complesso architettonico si estende su una superficie vastissima, e si sviluppa in cinque chilometri di mura e ben ventisette torri.
Comprende quattro cortili, in cui sorgono decine di edifici diversi:
chioschi, moschee, scuole coraniche, biblioteche, uffici governativi, arsenali, cucine e, naturalmente l'Harem di corte.
All'apice dell'Impero il Palazzo arrivava ad ospitare 4.000 persone, tra corte, dignitari, ambasciatori, ospiti...
Oggi, il Topkapi e' un Museo, visitato annualmente da milioni di turisti. Nelle sue sale sono esposti gioielli preziosissimi - in particolare, la sua massima attrazione che del Palazzo ha preso il nome "Topkapi": un pugnale d'oro e d'argento, tutto incastonato di diamanti, rubini, smeraldi e altre pietre di valore -, tappeti, arazzi, abiti, mobili, libri, armi e reliquie sacre del mondo islamico.

- Palazzo Dolmabahce
Situato in una posizione stupenda, in riva al Bosforo, e' l'espressione dell'architettura ottomana "moderna". Edificato tra il 1843 e il 1856 e destinato a nuova dimora dei sultani ottomani, colpisce per le sue grandi dimensioni. Consta di 285 camere, 44 sale, 64 bagni, 6 hammam (bagni turchi).
Lo stile architettonico si rifà in parte al 'neoclassico', al 'barocco' e al 'rococò', ma l'impronta fondamentale e' quella 'ottomana'.
E'stato residenza di sei sultani e, da ultimo, anche di Mustafa Kemal Ataturk. Nelle sue lussuose sale, decorate con 14 tonnellate di "foglia d'oro", si possono ammirare oggetti di inestimabile valore e ineguagliabile bellezza e raffinatezza, come le "scale di cristallo" e il più grande lampadario di cristallo di Boemia al mondo.

- Gran Bazar
È uno dei mercati coperti più antichi e grandi al mondo.
La sua costruzione fu iniziata nel 1461.
Questo labirinto commerciale: una città nella città, nei suoi 61 vicoli, conta più di 3.000 negozi e banchi di vendita, due moschee, quattro fontane e due hammam. E' stato calcolato che ogni giorno attiri dai 300.000 ai 400.000 visitatori, che acquistano articoli di ogni genere, dalle 'spezie', alle 'pelli', ai 'tappeti', agli 'abiti', alle 'ceramiche', agli 'ori', all' 'argenteria', alle 'lampade', ai 'dolciumi'...
Cevahir Bedesten, e' la parte più antica e affascinante del Bazar: il suo nucleo originale, con strutture e decorazioni di un tempo.
I suoi negozi trafficano gioielli, oggetti preziosi e pezzi d'antiquariato.
Perdersi nel Gran Bazar, ubriacandosi di odori, colori, sapori e suoni, e' uno spettacolo unico... Da non perdere!

- Torre di Galata
Situata in uno dei quartieri storici della città, il "Beyoglu", tra antichi palazzi, ristoranti e negozietti, anche se non appartiene alla architettura islamica - fu infatti costruita dai Genovesi, nel 1348, durante il secolo d'oro delle Repubbliche Marinare, quando Genova cercava di contrastare il dominio della "Serenissima" nel Mediterraneo Orientale - fu presa come simbolo dagli stessi Ottomani.
Dal suo balcone, si gode un panorama mozzafiato a 360 gradi su Istanbul.

"Dio e' bello e ama la bellezza"
"Dio ha iscritto la bellezza in tutte le cose"
"Dio desidera che se facciate qualche cosa, sia fatto
alla perfezione"
"Il lavoro e' una forma di adorazione"

In questi "precetti" del Profeta Maometto, si trovano per l'artista musulmano i fondamenti dottrinali dell'estetica islamica.
In conclusione, per il "Rinascimento" islamico l'arte deve mostrare la bellezza del Mondo e della Vita e...
La bellezza del Mondo e della Vita devono perpetuarsi attraverso l'arte.

G.

Bibliografia
- "L'Illuminismo perduto. L'età d'oro dell'Asia Centrale dalla conquista araba a Tamerlano", Frederick Starr, Ed.ni Einaudi
- Dizionario Enciclopedico Treccani
- Wikipedia