sabato 4 febbraio 2017

Predrag Matvejevic: un doveroso ricordo, un doveroso omaggio

tacno.net
di Gianni Fabbri

Il poeta, il cantore del Mediterraneo, il padre del concetto di "Identità Mediterranea", il propugnatore della convivenza tra genti e popoli che vivono sulle sponde del Mare tra le terre, si è spento ieri, giovedì 3 febbraio 2017, a Zagabria.
Era nato nel 1932 a Mostar, nella città simbolo della convivenza, la città-ponte tra Occidente e Oriente. Il nome Mostar deriva dal suo Stari Most, "Vecchio Ponte", costruito dagli Ottomani nel XVI secolo, che unisce la riva destra del fiume Narenta (Neretva), Croata e cristiana, con la riva sinistra, bosniaca e musulmana.

Contro questo ponte, non a caso, si accanì la furia devastatrice degli "Ustascia", i fascisti croati, che lo fecero saltare in aria, davanti agli occhi esterrefatti e increduli del mondo intero - le immagini furono trasmesse in TV (!) -.
Professore alla Università di Zagabria, alla Sorbona di Parigi, alla Sapienza di Roma, Matvejevic e' stato scrittore attento e sensibile.
Il suo saggio più importante e famoso "Breviario Mediterraneo" - spesso citato e ripreso in queste pagine, essendo un riferimento costante - e' stato definito "trattato poetico-filosofico", "romanzo post-moderno", "portolano", "diario di bordo", "antologia di racconti-saggio", "cronaca di un viaggio"... Ma si potrebbe definire un dizionario, indispensabile da consultare per chi si appresta a far ricerca o scrivere di Mediterraneo, dizionario enciclopedico dove trovare tutto quel che serve per conoscere a fondo la storia, la geografia, le civiltà del "Mare Nostrum".
Al "Breviario" si può ricorrere per ricostruire la storia di una parola - "Mediterraneo" - e gli infiniti significati che essa include; per fare analisi sulle origini delle parole in uso e sulla filologia dei termini più diffusi; per fare ricerche sulle lingue scomparse, i gerghi e le parlate che cambiano lentamente nel tempo e nello spazio; per leggere di racconti su persone incontrate e leggendarie, di miti di navigazioni e naufragi, di pirati e di corsari; per ricavare da dizionari nautici lo stile dei porti e delle capitanerie; far tesoro di annotazioni geografiche su isole, arcipelaghi, rade, baie, insenature, approdi; chiedersi il perché dell'addolcirsi dell'architettura sul profilo della costa; ricercare le tracce permanenti della civiltà araba ed ebraica; i concreti saperi della cultura dell'olivo e della vite; narrazioni sui modi di preparare il cibo e sui nomi delle pietanze.
Matvejevic ci ha spiegato che i confini del Mediterraneo non sono determinati dallo spazio, dal tempo, ma hanno qualcosa di immaginario, dettati come sono insieme dalla storia e dal mito...
Per Matvejevic la vera patria era il Mediterraneo. Lui si sentiva cittadino del Mediterraneo.
Negli anni della guerra balcanica Matvejevic rifletteva sulla follia dei politici. A un giornalista croato spiegava come l'idea della Jugoslavia fosse stata un'invenzione ottocentesca intelligente perché aveva reso possibile la vita in comune in uno spazio come i Balcani diviso da sempre tra diverse fedi, tradizioni, nazioni.
Diceva: "certo, non ci sarà più la vecchia Jugoslavia, ma una cooperazione tra i nostri popoli e' indispensabile... Il passato, se compreso ed elaborato, non impedisce di costruire un futuro comune."

"E' difficile scoprire ciò che ci spinge a provare a ricomporre continuamente il mosaico mediterraneo, a compilare tante volte il catalogo delle sue componenti, a verificare il significato di ciascuna di esse e il valore dell'una nei confronti dell'altra: l'Europa, il Magreb e il Levante; il giudaismo, il cristianesimo e l'islam; il Talmud, la Bibbia, il Corano; Atene e Roma; Gerusalemme, Alessandria, Costantinopoli, Venezia; la dialettica greca, l'arte, la demos e la polis; il diritto romano, il foro e la repubblica; la cultura araba, la poesia provenzale e catalana; il Rinascimento in Italia; la Spagna delle varie epoche, straordinarie e atroci; gli Slavi del sud dell'Adriatico e molte altre cose ancora...
Le culture del Mediterraneo non sono solo culture nazionali.
Al mediterraneo non si adattano metri più esigui dei suoi. Lo tradiamo accostandoci ad esso da punti di vista eurocentrici, che lo considerano esclusivamente come creazione latina, romana o romanza, osservandolo da un punto di vista panellenico, panarabo o sionistico, giudicandolo dalla posizione di qualsivoglia particolarismo, etnico, religioso o politico...
Stati e religioni, governanti e prelati, legislatori secolari e spirituali hanno diviso in tutti i modi lo spazio e la gente. E tuttavia i legami interiori hanno resistito a tutte le divisioni.
Il Mediterraneo non è un semplice appartenenza."
("Breviario Mediterraneo", Predrag Matvejevic)