venerdì 16 settembre 2016

11 Settembre: quindici anni dopo

foto sky.it
di Gianni Fabbri

Tutto cominciò quell'undici settembre di quindici anni fa!
Ognuno di noi, purché abbia più di 25 anni, ricorda, sa dov'era quel giorno e ha ancora davanti agli occhi le immagini, in diretta, dei due aerei che in successione si schiantarono contro i giganti di cemento, acciaio e vetro delle Twin Towers.
Davanti ai televisori gli americani - e non solo loro - hanno pensato che l'attacco fosse una finzione: una ripetizione della trasmissione- provocazione fatta a suo tempo da Orson Welles. Invece quella giornata, tragicamente reale, ha cambiato le nostre vite, ma non siamo ancora riusciti a vederne il tramonto, per dire finalmente addio a questo eterno 11 settembre.

"Quindici anni dopo" e' il titolo di un servizio speciale che "La Repubblica" di Domenica 11 settembre ha dedicato all'anniversario.


"Se il Novecento era stato il "secolo breve", cominciato nel 1914 con lo scoppio della Prima guerra mondiale, e finito in anticipo nel 1989 con il crollo del muro di Berlino, il Ventunesimo secolo, o Terzo millennio, e' iniziato subito: l'11 settembre, voltando pagina alla storia...
C'era un'ansia di attesa, per il Duemila, perché non era solo il cambio di secolo, ma addirittura di millennio. Era una data simbolicamente fortissima. Tutti ne parlavano. Da "come sarà il mondo?" a "succederà qualcosa di eclatante".
Ci avevano detto che il futuro sarebbe stato all'insegna di pace, stabilità, prosperità, fratellanza, assenza di conflitti. Insomma, ci stavamo forse preparando in modo del tutto irrealistico a raccontare un mondo opulento, piacevolmente immobile.
Poi è arrivato l'11 settembre, il brusco risveglio...
Dopo l'11 settembre gli eventi drammatici si sono susseguiti senza tregua, in una successione impressionante.
C'è stata la guerra in Afghanistan, la guerra in Iraq, la crisi libica, quella siriana, il fallimento di quasi tutte le "Primavere Arabe", e' nato lo Stato Islamico, il Daesh, una frequenza tragicamente devastante di attentati...
Sembrano, sono guerre lontane (!). Sono guerre aliene... Non ci toccano da vicino... Quando non c'è un forte coinvolgimento emotivo a livello di opinione pubblica, per un paese diventa molto più facile andare in guerra - vedi Libia! -..."
(Nicola Lagioia, scrittore, vincitore del Premio Strega 2015 con "La Ferocia" (Einaudi).

"Lo shock dell'11 settembre ha provocato reazioni a catena, anzitutto la costruzione di un apparato di sicurezza gigantesco, ipertrofico, invasivo, costosissimo - soprattutto negli USA -.
Con ramificazioni in molte direzioni: dal costo per il contribuente alle violazioni alla nostra privacy, dai disagi quotidiani, soprattutto per chi viaggia, agli abusi contro i diritti umani.
È una domanda angosciante: tutto questo ci ha reso più sicuri? (...)
L'impatto più generale sulla nostra vita quotidiana e' quello che deriva da una "visione del mondo" post-11 settembre. Abbiamo accettato di introdurre modifiche nel contratto sociale collettivo.
Un presidente democratico come Barack Obama ha aumentato le espulsioni di immigrati fino a un record di quattrocentomila all'anno (senza impedire l'ascesa dello xenofobo Donald Trump)
- E che dire dei muri e delle barriere che i "civilissimi" paesi europei stanno erigendo un po' ovunque per impedire la libera (!) circolazione dei migranti? -.
La legge del Patriot Act (in USA) ha fatto arretrare le tutele dei diritti civili. Ogni anno la National Security Agency viola cinquantaseimila email di cittadini che non hanno nulla a che fare con il terrorismo, come hanno rivelato i responsabili dell'Intelligence dopo le denunce di Edward Snowden.
Ripeto, il prezzo che paghiamo ci rende almeno più sicuri?..."
(Federico Rampini)

"Nonno, ma perché quel grattacielo fuma?". Sul televisore davanti al vecchio e alla bambina scivolano le sequenze della torre nord del World Trade Center che erutta l'agonia di polvere, fumo e fiamme scatenata dal Boeing 767 American Airlines, immagini riesumate nel quindicesimo anniversario dell'11 settembre.
E quindici anni dopo quel mattino, il vecchio scopre di non avere ancora una risposta da dare alla bambina che non può capire, come neppure noi adulti che c'eravamo, capiamo...
Quindici anni, in una storia contemporanea che corre a milioni di byte per secondo, sono un'era geologica e la domanda di quella bambina, più stupita che spaventata, davanti alle immagini del primo schianto riprese per caso da un turista francese a Manhattan, ci avvertono di una verità che le celebrazioni, i discorsi pubblici, i monumenti non possono cancellare: anche quella mostruosità perpetrata alle 8,46 minuti e 30 secondi dell'11 settembre 2001 e' storia di altre generazioni. È già passato.
Ci sono trentuno milioni di Americani nati dopo quella mattina e altri milioni che erano troppo piccoli... È una generazione di giovani ai quali l'11 settembre, il " 9/11 " come è chiamato nel discorso collettivo americano, appartiene soltanto indirettamente... Un terremoto del quale le ruspe del tempo hanno cancellato le tracce...
C'è, fra i cento, mille, figli delle Due Torri, chi cerca di non vedere, chi morbosamente guarda e riguarda quei video e c'è chi tiene nascosta la storia personale, per non subire la pietà dei compagni e degli amici.
La polvere del tempo che si sta depositando sulla memoria di una nazione e di un mondo che aveva passionalmente, e insinceramente, proclamato di essere "tutto americano", per loro non calerà mai, neppure col vento che porterà altre tragedie, visto che la storia continua... Ma non dovranno mai chiedere ai nonni perché quella torre fumava."
(Vittorio Zucconi)

"... L'America si è sentita in guerra ed è partita in Afghanistan alla caccia dei terroristi. È ancora la', quindici anni dopo, sia pur con forze ridotte e rassegnata ad andarsene. I figli dei Talibani si battono sempre con decisione e i loro complici di Al Qaeda hanno fatto proseliti, diventati avversari o concorrenti sui campi di battaglia iracheni e siriani, sotto la bandiera dello "Stato Islamico"...
Sono stati rivisti i concetti di guerra e di conflitto...
All'11 settembre non si addicono ne' l'uno né l'altro dei due termini... ma il termine confronto-scontro asimmetrico tra Stati sovrani e movimenti terroristici, nonché il modo di affrontarlo...
L'11 settembre 2001 ha avviato la destabilizzazione dell'ordine e della sicurezza sull'intero Pianeta...
Il terrorismo ha colpito, via, via, Madrid l'11 marzo 2004, Londra il 7 luglio 2005, Bombay il 26 e il 29 novembre 2008 - ricordando solo le stragi più importanti e nei paesi estranei al Medio Oriente -.
Poi, venerdì 13 novembre 2015... la Francia ha vissuto il suo 11 settembre. E non sarebbe stato l'ultimo."
(Bernardo Valli)

"Quel giorno mi trovavo casualmente a New York. Era la mia città ma non ci vivevo da un pezzo. Dormivo in un albergo di Tribeca, vicinissimo alle Torri. Proprio quel pomeriggio, il pomeriggio dell'11 settembre, avrei dovuto girare un video in cima a una delle Torri, mi pare la Nord. Roba da non crederci.
Vedevo allo stesso tempo le Torri in fiamme sullo schermo del televisore e fuori dalla finestra dell'albergo.
Ero arrivato la sera prima, non avevo fatto tempo a dare alle Torri nemmeno un ultimo sguardo. E al mattino non c'erano più."
(Lenny Kravitz, cantante)

" Ero a casa, in Arizona... Ho iniziato a vedere le immagini dell'orrore in televisione. Uno shock. Sembrava impossibile.
L'orrore assoluto. Qualcosa che ci ha cambiati tutti; l'America, ma forse il mondo, ha perso la sua innocenza.
Non ci saremmo mai più sentiti sicuri delle nostre vite.
(Emma Stone, attrice, ha appena vinto il "Leone d'Oro" al Festival di Venezia come migliore attrice)

L'11 settembre 2001 e' stato l'input per gli "Incontri del Mediterraneo", promossi per:
"Offrire un'alternativa allo "scontro di civiltà" che veniva paventato, a favore del confronto e del dialogo tra i popoli che si affacciano sul Mediterraneo, e non solo...
Proposte di incontri pubblici e dibattiti, presentazioni di libri, mostre fotografiche, proiezioni di film e documentari, spettacoli teatrali, concerti-spettacolo, interventi nelle scuole portando gli ospiti invitati alle rassegne, seminari e attività con e nelle scuole del territorio.
I temi più dibattuti nel corso degli anni sono stati:
"Islam e Democrazia" - "Islam: libertà e diritti" - "Il ruolo delle donne nel mondo islamico" - Accoglienza nella nostra società dei Migranti, prima, seconda e terza generazione - Intercultura, diversità come arricchimento - Cittadinanza e Ius Loci - Cittadinaza interculturale euromediterranea -
G.