giovedì 29 agosto 2013

Nel laboratorio dell'intercultura


Ogni viaggio a Qom è una sorpresa, anche per Ibrahim Mahmmoudi che da oltre 30 anni accompagna i visitatori nella città santa dello sciismo, il misterioso laboratorio ideologico della repubblica islamica. «Un giorno nel 1979 condussi qui Sadegh Ghotbzadeh, allora ministro degli Esteri, a visitare l'Imam Khomeini. La sera prima lo avevo portato a una cena e si era presentato con abiti eleganti ma quando veniva dal l'Imam indossava vestiti umili, quasi da mendicante. Poco tempo dopo fu scoperto un complotto e Ghotbzadeh venne fucilato per tradimento». Questa volta Ibrahim ha saputo che a Qom si trova un ayatollah «italiano» ma prima di incontrarlo è in programma una visita alla moschea di Fatima detta Masumeh, l'Innocente.


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