sabato 8 giugno 2013

La transition constitutionelle vers la democratie enTunisie


Pubblichiamo un estratto, in breve, del Seminario tenutosi a Ravenna presso la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università di Bologna incontro con il Prof. Samir Taieb Universitè de Tunis El Manar (ne discutono Prof. Gustavo Gozzi, Orsetta Giolo, Lorenzo Gradoni, Silvia Vida) :
Prof. Gozzi
La Tunisia si sta avviando verso un processo di costituzione di una democrazia di cui ancora non conosciamo la forma e a dire il vero non sappiamo neppure se trattasi di democrazia.
Sta di fatto che la Tunisia è dentro un processo di transizione che occorre osservare da molto vicino, visto che da questo paese, sono partite le così dette impropriamente "primavere arabe".
Meglio parlare di paesi in termini di transizione, senza connotazioni romantiche, visto che i fatti che si sono succeduti negli ultimi due anni e che hanno visto protagonisti i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, sono piuttosto violenti per non dire drammatici.



prof. Taieb
Un dato positivo che si può ricavare politicamente è la fioritura di movimenti politici, anche grazie a Internet e la rete.
Un dato negativo sono state le repressioni nei confronti di questi movimenti.
Le forze sociali e politiche del paese non hanno sostenuto queste rivolte.
Va detto che si è formato in Tunisia una "Cyber dissidenza", di cui il protagonista è Facebook, che è riuscita a spiazzare gli organi ufficiali di informazione governativi ed ufficiali.
Il 17 dicembre 2010, Mohamed Buazizi si immola dandosi fuoco e con questo gesto da inizio alla rivoluzione  in Tunisia.
Un rivoluzione che il governo di Ben Alì non aveva minimamente previsto e intercettato.
Una piccola comunità di blogger e profili facebook si è trasformata in un gruppo di persone che hanno prodotto l'idea della rivoluzione.
E' successo che uno dei principali motivi della caduta del regime di Ben Alì, fu una estrema de-policitizzazione portata avanti dal ditattore, per cui in Tunisia non si poteva ne parlare ne scrivere di politica. Questo fatto ha generato nella gente una estremo bisogno di uscire allo scoperto per il desiderio di esprimersi liberamente e dibattere di ogni cosa.
La Tunisia ha vissuto negli ultimi due anni una crisi economica e politica, ma fortunatamente durata poco, e quindi il paese non viene trascinato in fatti troppo sanguinosi e cruenti, ma il carattere convulso e rapido di questa crisi fa si che i nuovi governanti si siano ritrovati impreparati di fronte le nuove richieste del popolo tunisino.
La scelta politica di fronte agli avvenimenti politici della Tunisia è disarmante, si apre una questione immensa sulla decompressione storica della democrazia nei paesi del Nord Africa.
Come mai oggi questo processo di democratizzazione tunisino che ha rappresentato un esempio sta rallentando ?
Questa frenata impedisce lo sviluppo del paese e produce ripercussioni di carattere internazionale per cui l'Egitto e la Libia, che reputano la Tunisia di ispirazione verso i processi politici in fase di transizione, temono che la via tunisina possa esaurirsi.
L'assemblea costituente in Tunisia è quasi pronta, ma occorre fare attenzione alla concentrazione di poteri che essa rappresenta.
La versione attuale della Costituzione esiste solo in arabo ed è del 14.12.2012, composta da 139 articoli, divisa in principi come tutte le costituzioni.
Sono state inseriti temi come, il rispetto dell'ambiente e la condizione della donna.
Ci sono dei problemi che esprimono la quasi totalità delle questioni che si dibattono :
-la natura dello Stato, civile e secolare o religioso ?
Ennahda, partito di maggioranza, vuole chiedere che la Sharia divenga una fonte del diritto .
Questa proposta non ha trovato molto successo tra la popolazione.
-le libertà individuali e diritti civili : lo statuto della donna
In Tunisia la posizione della donna è avvantaggiata rispetto agli altri paesi arabi, il diritto di voto è stato concesso nel 1957, mentre in Svizzera nel 1971.
E nata La proposta di inserimento del principio di uguaglianza tra i sessi, ma Ennahda si oppone esperimento il concetto che la donna rappresenta un complemento dell'uomo.
-La Costituzione contiene un catalogo di diritti e libertà molto ricco.
Si pensava di mutuare altre costituzioni, ma Ennahda suggeriva di inserire però dei limiti, dove alle enunciazioni contenute in costituzione si uniscono le declinazioni culturali tunisine, ovvero le norme del Corano.
Si prenda ad esempio il diritto ad ereditare sancito nella norma coranica, che discrimina la donna nei confronti dell'uomo concedendo solo la metà alla donna.
All'inizio fu proposto un regime parlamentare puro, in cui il Presidente della repubblica ha un ruolo marginale, ovvero regna, ma non governa.
Successivamente fu proposto una elezione diretta del popolo del Presidente.
In definitiva è stato raggiunto un compromesso in cui Il Presidente verrà eletto a suffragio universale con qualche potere decisionale.
Il Presidente della repubblica avrà il potere di scioglimento del parlamento, sarà il comandante supremo delle forze armate e presiederà il Consiglio dei ministri.
Le ragioni del blocco delle riforme, vengono dall'esterno, la paura della violenza e la gestione della crisi economica.
In Tunisia esiste il problema del terrorismo di matrice islamica di Al Qaeda.
Quindi pressioni di carattere violento sono in atto ed incombono sulla transizione tunisina.
Il rischio é il contagio con altri paesi. Se si fosse preso in considerazione prima queste problematiche forse qualche episodio di violenza si sarebbe potuto evitare.
In questa crisi economica anche l'Europa non esercita più quel ruolo di sostegno politico, troppo impegnata con i suoi problemi interni.
Ennahda in arabo significa rinascita.

Domanda mia :
Nei giorni a seguire la rivoluzione tunisina, molti cominciarono a chiedersi su quale modello di democrazia si sarebbe ispirata la nuova Tunisia in divenire. Nei dibattiti emergeva l'esempio turco, come quello più adeguato a rappresentare una separazione tra Stato e religione e che forse era più gradito alla posizione "Occidentale" in quanto avrebbe posto un freno all'avanzata dei movimenti radicali islamici nella vita politica del paese.
Che fine ha fatto l'ispirazione al modello turco ?
Risposta Prof. Taieb :
Una soluzione turca, non è mai stata veramente in campo. Chi pensava che la Turchia potesse essere presa ad esempio non conosce ne la storia della Turchia ne quella della Tunisia. In Turchia l'esercito svolge un ruolo centrale nello Stato. In Tunisia no, anche all'epoca del regime di Ben Ali l'esercito tunisino era confinato nelle caserme e non aveva posizioni di potere. Il modello turco è apparso nel dibattito solamente a livello strumentale, utilizzato sia dall'Occidente per tranquillizzare la situazione, sia da Ennahda attenta a presentarsi come un partito laico e non prettamente religioso. Mentre il principio di laicità è scritto nella costituzione turca, quando è stato il momento di fare altrettanto in quella tunisina Ennadha si è rivelata ed ha impedito tale iscrizione. Insomma il modello turco non è mai stato preso seriamente in considerazione se non a fini propagandistici.

(di Massimo Magnani )