lunedì 10 giugno 2013

La primavera rubata


Nella Tunisia della Rivoluzione
smarrita... La Tunisia e' stato il detonatore delle rivolte arabe. La Primavera
e' partita da qui, con una rivolta ai soprusi degli sgherri del rais. Ora e' in
mezzo al guado... Oggi e' un Paese in bilico, segnato dalle lacerazioni...
L'impronta repressiva imposta dai musulmani radicali e' una minaccia forte e
costante. Ma c'è un movimento che non si rassegna all'assorbimento del potere
nella fede, proprio dell'Islam politico. E che dopo l'assassinio del leader
dell'opposizione laica Chokri Belaid e' tornato in piazza per la libertà...
... Tunisi, Bar Univers, primo mattino... Se nel cuore della capitale un
militante islamico, tra le cui aspirazioni dovrebbe esserci anche quella
elementare di proibire l'alcool, si esibisce in pubblico davanti a un bicchiere
di birra, significa che i giochi non sono ancora fatti. La Rivoluzione e'
ancora in mezzo al guado.
Non pochi tunisini angosciati vedono gli islamisti dappertutto... Eppure
la Rivoluzione rubata non ha una netta impronta repressiva. E' una minaccia
rampante... Per il momento la libertà di espressione si manifesta con vivacità.
I teleschermi pubblici ospitano dibattiti in cui si critica il governo... Si
discute sulle piazze e nei caffè apertamente, ad alta voce. Le manifestazioni e
le contro manifestazioni sono frequenti. A quelle alimentate dall'opposizione
rispondono quelle islamiste, meno imponenti di un tempo, indette per affermare
la legittimità del governo.
Ritrovo insomma una Tunisia traumatizzata ma spavalda. Non rassegnata
Non trionfante... Divisa.

La Tunisia e' stato il detonatore delle rivolte arabe contro la dittatura e
quindi le tappe della sua RivoluIone hanno un' importanza particolare. Ce
l'hanno anche per il grande Egitto, che due anni fa ne ha seguito l'esempio.
L'Islamismo si e' impadronito della "Primavera araba" con un forte appoggio
popolare, legittimato da libere elezioni.
I veri promotori della rivoluzione appartenevano alla generazione del Web (un
tempo si sarebbe detto forza progressista della società civile) e sono stati
relegati all'opposizione... La religione non c'entrava. Gli islamisti sono
arrivati dopo e hanno esercitato una forte attrazione in società in cui
l'identità musulmana prevale su tutte le altre. (per ragioni storiche... n.d.
r.)
Gli islamisti erano senza macchia, uscivano di prigione o rientravano
dall'esilio. Non si erano compromessi con i rais. Erano vittime e oppositori.
Ma c'entravano poco con la rivolta sociale e in favore della libertà.

Progressi e regressi si alternano... Delusioni e entusiasmi... Frustrazioni e
mobilitazioni... La Rivoluzione continua... In realtà non c'è nulla di più
rivoluzionario del tentativo di realizzare nell'islam (pre illuminista) una
convivenza rispettosa di fede e ragione, e del simultaneo passaggio dalla
dittatura o dall'autoritarismo a un accettabile versione della democrazia
(Islam e Democrazia... La scommessa sulla quale sono nati gli 'Incontri del
Mediterraneo' nel lontano 2011, all'indomani delle stragi delle Torri
Gemelle... n.d.r.). Dalla spontanea rivolta di piazza Tahrir e dell'Avenue
Bourghiba si e' passati alla complessa trasformazione della societa' musulmana.
Ed essa richiede tempo. (la nostra e' l'impazienza di chi sperava...
'pretendeva' una rapida affermazione della ...radiosa Primavera araba... n.d.
r.).

.. La folla immensa al funerale di Cokri Belaid e il simultaneo sciopero
generale, il primo dal 1978, sono un atto di accusa al governo, la
testimonianza della sua crescente impopolarità. L'Ennahda, il partito
islamista... l'islamismo nella sua versione attuale, si e' rilevato inadeguato
ad esercitare il potere. Impacciato nel gestire l'economia e i problemi
sociali...

... Ennahda ha accusato il colpo. Ne sono seguite profonde lacerazioni
all'interno del partito. Quasi un'implosione.
... C'è quindi un dibattito tra gli islamisti moderati e gli
intransigenti...
... Si scontrano fede e ragione: i richiami al Profeta e il voto per un
governo di tecnici, senza un'impronta islamista, ma competente (?!?)

... Tutt'altro e' il discorso dei salafiti, incondizionali della 'sharia'.
Non sono molti, ma sono attivi, provocatori, e le loro bandiere nere emergono
indisturbate nelle manifestazioni di Ennahda. Questo inquieta l'opposizione.

... All'Assemblea costituente, impegnata a completare la "Magna Charta" in
tempo per consentire le elezioni entro l'anno, si sarebbe creato un formale
consenso: il preambolo della nuova Costituzione, in cui si proclama (come nella
vecchia versione) la Tunisia "un paese arabo e musulmano" soddisferebbe tutti.
La tentazione di inserire alcuni principi della 'sharia' non si e' tuttavia
spenta (!?!)

... Anche la polizia non si sarebbe sottomessa del tutto al governo di
Ennahda. E l'esercito, cui e' affidato il controllo delle frontiere, si tiene
in disparte. Le donne hanno un ruolo enorme. L'evoluzione dei costumi nelle
strutture familiari, e quindi nella società in generale, dipende in larga parte
dalla condizione femminile e dalle leggi che la determinano, ed anche dalla
Rivoluzione sessuale, segreta ma con un forte impatto. Su questo terreno (e non
solo su questo) la Tunisia e' stato un Paese d'avanguardia nel mondo arabo. E'
stato un pioniere della modernità con scarso seguito nel mondo arabo. Il 13
agosto 1956 (1956!), prima ancora dell'indipendenza ufficiale e prima del varo
della Costituzione, Bourghiba, presidente-fondatore della Repubblica tunisina,
ha promulgato un Codice di statuto personale (Csp) in cui si dichiarava
l'uguaglianza tra uomini e donne. E tre anni dopo ha riconosciuto il diritto di
voto alle donne, e via via il libero accesso alla contraccezione e poi
all'aborto. Prima ancora he quest'ultimo fosse autorizzato in tanti paesi
europei (Francia e Italia compresi). Oggi il Codice di Bourghiba non e'
apertamente messo in discussione. E' una frontiera che nessuno osa per ora
sfondare.
I salafiti lo condannano, ma il loro peso politico e' marginale...
breve sintesi art. Bernardo Valli a cura di Gianni Fabbri