RELATORI 2016

Lina Ben Mhenni
giornalista, blogger e docente universitaria





Dalla Tunisia Lina Ben Mhenni, 33 anni, attivista per i diritti umani, giornalista e blogger, vincitrice del premio Ischia internazionale di giornalismo, censurata durante il passato regime di Ben Ali, autrice del libro “Una ragazza di Tunisi: la rivoluzione vista da un blog”, di recente tradotto anche in spagnolo, in cui narra dall’interno la storia della primavera araba, candidata al Premio Nobel per la Pace 2011, assistente di linguistica all’Università di Tunisi.

Durante la repressione del passato regime, seguita all’inizio della rivolta tunisina, scoppiata dopo che il giovane venditore ambulante, laureato e disoccupato, Mohamed Bouazizi, 26 anni, si desse fuoco (morì il 4 gennaio 2011) per protestare contro le angherie della polizia locale che gli aveva confiscato il carretto, è stata l’unica testimone a raccontare dall’interno, senza censura, ed utilizzando il suo nome, esponendosi in prima persona, quello che stava accadendo.

Dopo la Rivoluzione ha continuato, con il suo blog, a rappresentare un punto di riferimento per i giornali di tutto il mondo e a lottare per la democrazia e contro la corruzione del Governo tunisino. 

Un attivismo che le ha procurato, anche con il nuovo Governo, diverse minacce di morte.

Lina Ben Mhenni afferma “la rivoluzione tunisina, che ha rovesciato il vecchio regime, è maturata nella realtà sociale del paese e “non può essere chiamata come la rivoluzione di internet”, che al massimo è stato uno strumento”. 

Figlia di attivisti per la democrazia, suo padre è stato un prigioniero politico e sua madre impegnata nel movimento degli studenti. 

Su Twitter ha 235.000 follower: https://twitter.com/benmhennilina

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Jamila Hassoune, fondatrice del Club del libro e della lettura

Viene dal Marocco, Jamila Hassoune, fondatrice del Club du Livre et de Lecture, e con Fatema Mernissi della Carovana Civica. Vive a Marrakech, dove fa la libraia, e da dove ogni anno parte con la sua carovana dei libri. Una libraia nomade, è stata definita. 



Perché Jamila Hassoune è convinta che “se i lettori non vanno ai libri, sono i libri a dover andare dai lettori”. Per questo da anni organizza le carovane del libro: viaggi nei paesi meno conosciuti del Marocco per portare libri, momenti culturali e laboratori di letteratura e poesia. 

La sua è una storia di forza e fede nel valore sociale della cultura. 

“Sono cresciuta tra i libri: i miei genitori erano bibliotecari e io appena ho potuto ho aperto una libreria a Marrakech . Grazie ai libri ho viaggiato e sognato, ma lavorando, mi sono accorta che nella mia libreria i giovani, soprattutto se provenienti da fuori città, non entravano. Mancava familiarità e curiosità verso quel mondo e ho capito che era necessario cambiare radicalmente le cose e portare i libri e le storie a chi non le aveva mai avute. Da qui nasce l’idea di organizzare appuntamenti itineranti per i paesi con gli autori e le loro storie, le carovane del libro. 

Non è sempre facile, mancano i finanziamenti e i viaggi sono lunghi, in luoghi difficili da raggiungere, ma l’entusiasmo che leggo negli occhi dei ragazzi che incontro ricompensa pienamente lo sforzo fatto e mi fa capire l’importanza di continuare. 

Non bisogna dimenticare che in Marocco il 44% della popolazione è analfabeta (il 21% dei giovani) con tassi più elevati nelle zone rurali e oggi più che mai è necessario migliorare il servizio scolastico e rendere la scuola un luogo piacevole, motivando gli alunni, formando gli insegnati e creando nuovi programmi. 

Mi dicono spesso che lì dovrei portare il pane invece dei libri, ma io credo che la cultura sia fondamentale perché insegna ad accettare sé stessi e gli altri e ad amare le differenze e i caratteri in comune. 

Negli ultimi anni sono stata contattata per organizzare la carovana del libro anche in Italia e in Belgio”. 

La sua esperienza è raccolta nel libro “La libraia di Marrakech”, ed. Mesogea, 2012 .

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Livio Senigalliesi, fotoreporter

Livio Senigalliesi, 60 anni, milanese, inizia la carriera di fotogiornalista nei primi anni '80 dedicandosi ai grandi temi della realtà italiana, le lotte operaie e studentesche, l'immigrazione, l'emarginazione, i problemi del sud, la lotta alla mafia. 

Dopo anni di militanza nel collettivo del quotidiano il Manifesto, alla fine degli anni '80 amplia il raggio delle collaborazioni e rivolge sempre più la sua attenzione all'attualità internazionale pubblicando ampi reportage sulle maggiori testate nazionali ed estere. 


La passione per la fotografia intesa come testimonianza e l'attenzione ai fatti storici di questi ultimi decenni l' hanno portato su fronti caldi come il Medio-Oriente ed il Kurdistan durante la guerra del Golfo, nella Berlino della divisione e della riunificazione, a Mosca durante i giorni del golpe che sancirono la fine dell'Unione Sovietica; 

a Sarajevo ha vissuto tra la gente l’assedio più lungo della storia . 

Ha seguito tutte le fasi del conflitto nell’ex- Iugoslavia e documentato le atroci conseguenze di guerre e genocidi in Africa e Sud Est asiatico. 

Negli ultimi anni ha focalizzato le sue energie su due progetti: quello dedicato alle vittime civili dei conflitti e quello sulla condizione umana degli immigrati in Italia. 

Oltre alle mostre e ai libri, realizza progetti didattici per gli studenti delle scuole affinché la sua testimonianza diretta avvicini i giovani ai temi della pace e della guerra ed alla comprensione delle migrazioni forzate.

REPORTAGE Medioriente: Giordania, Iraq, Libano, Israele/Palestina, Cipro, Turchia, Kurdistan. Balcani: Croazia, Bosnia, Serbia, Kosovo, Macedonia.
Est Europa: DDR, Romania, URSS, Georgia, Cecenia e Repubbliche Caucasiche. Asia: Afghanistan, India, Pakistan, Kashmir, Vietnam, Cambogia.
Africa: Congo, Ruanda, Uganda, Sudan, Mozambico. America Latina: Guatemala.

LIBRI

“Balkan” – Edizioni del Museo Ken Damy.
“Kosovo, c’ero anch’io” con testi di Massimo Nava – Ed. Rizzoli / Bur
"Vittime, storie di guerra sul fronte della pace" con testi di Massimo Nava - Fazi Editore, "Balcani: la guerra in Europa. Memorie per l'educazione alla pace” Ed. Cesvi-Educational. “Terra di Palestina” – Ed. Provincia di Salerno–Donne in nero–Assopace
"Caucaso" – Mazzotta Editore,
"Ruanda: memorie di un genocidio" – Ed. Teatri 90
"Justicia y verdad" - Ed.Fondazione Rigoberta Menchù Tum – Guatemala City
"Dispacci dal fronte" - Ed. EGA Libri per Reporter sans Frontieres-Italia
“Congo, la guerra infinita” – Ed. Coopi – Milano

PREMI

1998 "Bayeux War Corrispondent Award" categoria war photographer
2003 “PDN Photo Annual Award” New York categoria photojournalism on the web
2004 "World Health Organization Photo Award"
2006 “Premio Antonio Russo” per il reportage di guerra
2007 "Colomba della Pace" conferita dal Comune di Assisi per l’impegno a favore della pace 2009 Vincitore del Concorso 'Identità e culture in una Italia multietnica', riceve la medaglia del Presidente della Repubblica per il lavoro svolto nella documentazione della condizione degli immigrati clandestini in Italia.
2010 “Premio Eugenio Montale” categoria fotogiornalismo 

COLLABORAZIONI

Giornali italiani: Corriere della Sera, Repubblica, L’Europeo, L’Espresso, Epoca, Panorama, Il Manifesto, Latinoamerica.
Giornali stranieri: Avanguardia, El Pais, Liberation, Facts, Die Welt, Berliner Morgenpost, Stern, Frankfurter Allgemeine, Time Magazine.
Ong / Organizzazioni Umanitarie Internazionali: UNHCR, IOM, MSF, ECHO, CESVI, COOPI, ICMP, Memorial.
Centri culturali e Fondazioni: Goethe Institut, Fondazione Alexander Langer, Fondazione Rigoberta Menchù Tum.

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Renzo Guolo, Docente Università di Padova, insegna Sociologia dell’Islam
Docente di Sociologia della politica nel corso di laurea in Scienze sociologiche e di Sociologia della religione nel corso di laurea magistrale di Scienze filosofiche. Insegna Sociologia dell'islam nel Master di Studi sull'Islam d'Europa. 
Dall'a.a. 2013/2014 è presidente del Corso di laurea in Scienze sociologiche. E' membro del collegio docenti della Scuola di Dottorato in Scienze sociali, della quale è stato anche vicedirettore , e della Commissione scientifica di Ateneo dell'Area 16 (Scienze politiche e sociali). 
Ha ottenuto l'Abilitazione Scientifica Nazionale a professore di 1^ fascia nel settore concorsuale di Sociologia dei processi culturali. 
Dal 1 ottobre 2015 è Prorettore con delega alle condizioni di lavoro e studio. 

Membro della sezione di Sociologia della religione dell'AIS , del Comitato scientifico di Reset Dialogue on Civilitazion, del Comitato editoriale della rivista "Storia del pensiero politico". 
E' stato membro del comitato di direzione del Forum internazionale ed europeo di ricerche sull'immigrazione( FIERI) e dell'International Board della rivista " Religioni e società". Ha diretto la collana "Frontiere" della Guerini editore. Collabora con numerose riviste di scienze politiche e sociali. 

E' editorialista del quotidiano "la Repubblica" e dei quotidiani locali del Gruppo Espresso. E’ autore di diversi libri, tra i quali: L’Islam è compatibile con la democrazia? Editore Laterza (2004).


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Azzurra Meringolo, Ricercatrice Medio Oriente Istituto Affari Internazionali

Azzurra Meringolo è ricercatrice dell'area Mediterraneo e Medio Oriente dell'Istituto Affari Internazionali e direttore della collana Insight Egypt. Si occupa di mondo arabo, concentrando la sua ricerca soprattutto sull'Egitto. È dottore di ricerca in Relazioni internazionali e, da anni, giornalista professionista in Medio Oriente. Collaboratrice di testate nazionali e internazionali, è caporedattore di AffarInternazionali e coordinatrice scientifica della rivista Arab Media Report, dove scrive diversi articoli sull’Egitto e il mondo arabo. 

Dal 2009 collabora con la Rivista Il Mulino, dove scrive diversi articoli e reportage sul Medio Oriente.

Autrice de I ragazzi di piazza Tahrir, nel 2012 ha vinto il premio giornalistico Ivan Bonfanti e la sua tesi di dottorato sull'antiamericanismo egiziano si è aggiudicata il premio Maria Grazia Cutuli. Nel 2013 ha ricevuto il Premio di giornalismo Indro Montanelli.

Nell’ultimo articolo apparso il 2 marzo 2016 su AffarInternazionali (http://www.affarinternazionali.it) intitolato “Sermoni unificati e predicatori certificati, così Al-Sisi costruisce il consenso” scrive: “… Sin dallo scorso anno, il regime ha cercato di fare della religione uno strumento politico, utilizzandola per garantire la sua legittimazione…. Per farlo il governo ha in primis rafforzato la sua presa sulle moschee, chiudendo le più piccole, proibendo ai predicatori non certificati di parlare dai pulpiti e controllando i sermoni della preghiera comunitaria del venerdì. 
Questo processo ha portato all’introduzione della distribuzione di sermoni standardizzati, scritti dal ministero degli Affari religiosi e consegnati ai vari predicatori che si limitano - o almeno questo dovrebbero - a leggerli ogni venerdì ai fedeli che si riuniscono nelle moschee: 80 mila, dopo la chiusura - da parte del regime - di quelle più piccole e informali. 

Dopo aver quasi raddoppiato il numero di predicatori stipendiati, per invogliarli all’obbedienza, lo scorso novembre il governo, che già nel 2014 aveva impedito a 12 mila imam non certificati di predicare, ha annunciato di premiare i più ligi con circa 100 euro..”. 

Si può leggere di più in: www.iai.it/it/persone/azzurra-meringolo

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Arrigo Chieregatti, sacerdote, teologo, studioso di religioni



Da oltre 30 anni parroco a Pioppe (Marzabotto) e a Salvaro (Grizzana), vive in una parrocchia nell'ambito di una esperienza cristiana eremitica legata all'Oriente. Ha partecipato ad esperienze culturali e religiose di meditazione e di preghiera delle varie religioni: islamica, indu, buddista.

Ha compiuto viaggi culturali, di studio e approfondimento delle varie culture e religioni: in Africa del Nord, in Indonesia, Bangladesh per l'lslam; in India per l'lnduismo;
in Giappone, Cina, in Tailandia, in Laos, Cambogia e Viet Nam per il Buddismo; in America latina per le culture Incas e Maya; in Palestina e Israele per la cultura ebraica; in Bosnia come esperto per la Cooperazione italiana nel Progetto di Vulnerabilità dei Bambini vittime della guerra; in Canada e negli U.S.A. per la cultura Irochese con il popolo Mohawk. 

Già professore a contratto dall'Università di Bologna, Facoltà di Scienze della Formazione, per la cattedra di sociologia dell'educazione e psicologia generale, tiene un corso integrativo su "Prospettive di educazione interculturale" ed uno di " Psicologia religiosa".

Dal 2005 dirige, con il prof. Bruno Amoroso, la rivista InterCulture (ediz. italiana), già pubblicata in inglese e francese dall’ Istituto Interculturale di Montreal (IIM) del Canada, ed è autore di numerosi libri che spaziano su vari argomenti, da quelli religiosi ad altri economici, di intercultura, educazione, ecologia, ecc.

www.comunitaparrocchialepioppe.com

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Kalthoum Ben Soltane

Nata in Tunisia nel 1962.Vive in Italia dal 1994. Lavora come collaboratore esperto di lingua araba presso l’Università di Urbino e di Macerata e in alcune scuole secondarie superiore a Pesaro. E stata membro nella consulta per l’islam italiano istituita nel 2005 dal ministro degli interni Pisanu presso il ministero dell’interno e continuata sotto il ministro Amato. Dal 2002 si dedica ad una attività sociale e culturale che svolge in ambiti scolastici, socio sanitari e culturali. Dal 2011 ha partecipato a conferenze, seminari e tavole rotonde sulla transizione politica tunisina. Ha partecipato alle prime elezione tunisine del 2011. Ed è stata membro dell’IRIE Italia (instance régionale indépendente pour les élections), responsabile dell’organizzazione e dello svolgimento delle elezioni legislative e presidenziali del 2014 per i tunisini in Italia. Dimissionaria dopo 3 mesi, ha partecipato, nelle veste di osservatore internazionale, al primo monitoraggio del voto dei tunisini in Italia coordinato dall’associazione Pontes dei tunisini in Italia di cui è membro, con altre associazioni tunisine in Italia e con ricercatori dell’Università di Urbino “Carlo Bo”. Questa esperienza ha dato vita ad un volume che presenta i risultati del monitoraggio e intitolato “Il voto in Italia dei “tunisini all’estero”: Cittadinanza cross-border e partecipazione politica nel Mediterraneo”, pubblicato dalla casa editrice Cisalpino sotto i patrocini della Direzione Affari Politici del Ministero degli Affari Esteri (MAE) e della Euro-Mediterranean University (EMUNI University).