lunedì 31 luglio 2017

MEDITERRANEI II^ parte

Centro Studi Eurasia e Mediterraneo
mediterranei I^ parte

di Gianni Fabbri

"Il mare non bagna l'Italia. Il Mediterraneo misura ciò 
che l'Italia potrebbe essere, fu, ma non è." 

Questo il titolo, ma anche il senso, il taglio, dell'editoriale di Lucio Caracciolo.

"La geografia fisica parla al condizionale, disegna la centralità della Penisola nella fenditura acquatica che separa Eurasia e Africa, quel fuso stretto, fra Gibilterra, Dardanelli e Suez, che connette l'Oceano Atlantico all'Indiano (...)
Di questo bacino lo Stivale e' perno geografico. Potremmo leggere la storia d'Italia come svolgersi dei tentativi o delle rinunce, dei successi o dei fallimenti di elevare a geopolitica tale rendita geografica... L'accento sulla nostra collocazione nel cuore del Mediterraneo evoca un vantaggio comparativo che attende una strategia per essere sfruttato. O per evitare che si svolga in nemesi: 
la storia punisce chi non usa la sua geografia..."

venerdì 21 luglio 2017

MEDITERRANEI

Centro Studi Eurasia e Mediterraneo

di Gianni Fabbri

Il numero 6 della Rivista di geopolitica "Limes" e' interamente dedicato ai Mediterranei. Esattamente:
1) Mediterraneo come specchio della disunione europea.
Specchio dell'incapacità dell'Europa di farsi unità politica e diventare un interlocutore credibile e rispettato dalle grandi potenze che dominano il mondo globalizzato: USA - CINA - RUSSIA
Specchio dell'incapacità dell'Europa di elaborare una strategia per il Mediterraneo volta, da una parte, a disegnarsi un ruolo importante nella guerra all'ISIS e al terrorismo, cominciando dalla denuncia e smascheramento di complicità più o meno velate, come quelle dei Sauditi e degli altri Emirati del Golfo, coperti dall' "ombrello" dell'America di Donald Trump - come il recente trattato per nuove e consistenti forniture di armi... "in chiave anti Iran", ha segnalato (!) -
Una strategia per il Mediterraneo volta, dall'altra, a concordare politiche unitarie serie per la gestione dei flussi migratori, per l'accoglienza e l'inclusione dei migranti che decidano di costruirsi un futuro in uno dei Paesi dell'UE.

venerdì 14 luglio 2017

"I primi illuministi parlavano arabo"

www.storiamedievale.net

di Gianni Fabbri

"Così, mentre l'Occidente attendeva il suo Rinascimento, l'Asia Centrale visse secoli di arti, cultura e tolleranza"

Questi, titolo e sottotitolo di un articolo importante, estremamente interessante, a firma di Siegmund Ginzberg, pubblicato sulla pagina culturale di "La Repubblica" di Lunedì 12 Giugno 2017.
Cinque, sei secoli prima dell'Europa, intorno all'anno Mille, il pianeta Islam aveva già il suo Copernico, i suoi Galileo Galilei, Leonardo Da Vinci, Michelangelo Buonarroti, Cristoforo Colombo.
È noto a tutti il contributo enorme dato dagli Arabi alla Matematica; in particolare, a loro si deve l'introduzione della 'notazione numerica posizionale', con uso dello zero.