venerdì 24 giugno 2016

NAVIGARE IL MEDITERRANEO (PARTE IV)


"L'Adriatico è forse la regione marittima più coerente...
Da solo, e per analogia, pone tutti i problemi impliciti nello studio dell'intero Mediterraneo. Più lungo che largo, si presenta come una lunga strada Nord-Sud." (Fernand Braudel)
"L'adriatico è anche... le sue storie.
Le storie si fanno chiare negli epiloghi per dare ali asimmetriche e malinconie evocative. E inducono ai ripensamenti...
L'Adriatico è anche la vecchia filatrice di Kotor (Cattaro), seduta avanti la porta di casa, che vuole farti fumare la pipa; la schiava bosniaca Taha', figlia di Homer Aga', venduta ad un lanaiolo di Matelica da marinai turchi nella fiera di Sinigaglia (Senigallia), nall'anno 1690, poi monacata "per rispetto umano" dai parenti dell'uomo in un convento di Fabriano... I corsari dulcignotti entrati con una fusta nel porto di Pesaro, era il 1573... La bambina della Kraijna portata a Fano e affidata "insciens latina nostra lingua, annorum octo vel circa", ad una famiglia abbiente "ut servat in honestis usque ad nuptiis" nel 1502...
I selvaggi seminudi e barbuti delle Kornat (Isole Incoronate) alle prese con un capretto allo spiedo e un'aragosta nel "caldaro"...
Le tre sorelle innamorate dello stesso comandante di nave, che nelle acque di Kotor fanno murare la propria finestra aperta sulle Bocche a mano a mano che si sentono morire, affinché il capitano sappia e si affretti a decidere...
Ma Adriatico è anche... gli ex voto sbalzati su lastre d'argento che raccontano storie di naufragi e di insperati salvataggi, tempeste
battaglie, incursioni corsare, conservati nella piccola chiesa eretta sullo scoglio antistante Perats (Perasto)... Sono le quadriglie dei cavallari-legnaioli sulle serpentine boscose tra il Cakor e Podgorica (Montenegro), diventata Titograd e tornata Podgorica...
Sono i pini e gli olivi di Makarska... I melograni e gli oleandri di Perats... Le barchette del borgo medievale di Giovinazzo... Le incredibili mini-isole dello Scoglio e di San Giorgio nel mezzo delle Bocche di Cattaro...
E poi la faticosa risalita della Neretva fino a Metkovic... Il suk del Palazzo di Diocleziano a Split (Spalato)... Il mare di Hvar (Lesina)... Il silenzio luminoso e amico dei fari di Veli Rat (Punte Bianche), Sestrice (Talascica), Stoncica (Capo Promontore), Susak (Sansego).
Tutto ciò è Jadransko More... È l'Adriatico mare.
...Tutto questo è ancora qua e là rintracciabile, se lo si cerca, ma l'Adriatico storico se ne è andato e nessun restauro o revival culturale o espediente politico potrà renderlo al suo naturale ruolo di favoloso mare interno nel quale, affluendovi genti d'Asia, d'Europa, d'Africa, del Levante e minoranze di ogni tipo, si scontrarono composero, scomposero culture diverse, tutte integrandosi alfine...
È difficile dire che cosa esso possa diventare... Un Adriatico diverso da quello odierno... E diverso da quello di ieri, ormai quasi scomparso anche dalle persistenze della memoria collettiva e poco familiare ai giovani... Ma la conoscenza dei fatti storici, questa sì, potrà forse aiutare i contemporanei a capire meglio il 'background' del complesso quadro Adriatico e fornire qualche indicazione."
(Sergio Anselmi)