martedì 21 luglio 2015

"DEBITO" uguale "COLPA" ?


di Gianni Fabbri

Nel Vangelo secondo Matteo - 6. 12 - si legge: "... rimetti a noi i nostri debiti... come noi li rimettiamo ai nostri debitori..."
Nel testo di Luca - 1. 4 - invece si legge: "... rimetti a noi i nostri peccati..."
Questa clamorosa discrepanza, che ha dato luogo a infinite dispute teologiche, mette ben in evidenza la distinzione tra "debito" e "colpa" - colpa, peccato - che è propria del Nuovo Testamento e ripresa nella preghiera del "Padre Nostro".
Che cosa è il "debito" ?
Nella lingua tedesca il sostantivo femminile "Schuld" designa insieme i concetti di debito e di colpa.
Nella Germania dell'etica protestante i due concetti coincidono, mentre nella lingua di Omero sono lessicalmente distinti.
Per le "formiche calviniste" tedesche il "debito" equivale alla "colpa", e l'accumulazione di capitale, comunque venisse realizzata, corrispondeva e corrisponde invece ad una virtù.
"Il capitalismo è un culto che non consente espiazione, ma produce colpa e debito". Scriveva già nel 1921 Walter Benjamin - filosofo e scrittore tedesco, amico di Bertolt Brecht, morto suicida per non cadere in mano ai nazisti -.
Per la parola tedesca "Schuld", quindi, "Debito" uguale "colpa": su questa antinomia profonda connessa alla concezione del debito nella evolversi della psiche collettiva, trae origine la polarità tra Grecia e Germania: una parola, dunque, separa i tedeschi dal mondo greco.
Nel greco antico, come ancora oggi nel greco moderno, "Debito" si dice "Chreos", un sostantivo che deriva dal verbo "chraomai", "usare", e dalla locuzione "chre", "ciò che serve". "Chreos" per la società ellenica è "ciò che serve", "ciò di cui c'è bisogno".
Il termine "chreos" è già nell'ottavo canto dell'Odissea - nel passo in cui Efesto ( Vulcano, dio del fuoco) incatena Ares (Marte, dio della guerra) e Afrodite (Venere, dea della bellezza), rei di adulterio - e viene usato ampiamente dagli storici, come Tucidide, dai filosofi, come Platone, e dai giuristi.
Per la lingua greca, che sta all'origine del nostro pensiero, della nostra sintassi filosofica, della cultura mediterranea, i concetti di "debito" e di "colpa" sono nettamente distinti, così come lo sono nel Nuovo Testamento.

La Merkel da "brava" Cancelliera deve tenere conto di una opinione pubblica che anche nella componente social-democratica (!) si è ultimamente spostata su posizioni di centro-destra: tedeschi che riscoprono la loro anima nazionalista e che vogliono un Europa Germanocentrica, un Europa dominata, e non solo economicamente, da un solo Paese: la Germania. Un brusco ritorno al tristemente noto "Deutschland Uber Alles" ?!?. Questa opinione pubblica, succube delle teorie "rigoriste" e dell'acredine del loro Ministro delle Finanze Schaeuble - propugnatore della "Grexit" e per il quale conta più il rigore dell'occupazione -, alimentata anche dai 'Media' che soffiano sul fuoco, descrive il popolo Greco come "levantino", infido e fannullone: le "cicale mediterranee", per l'appunto.
"L'egemonia di Berlino contro l'anima dell'Europa"
"La Merkel ha ridotto la Grecia a un protettorato. Si trattava di punire
Tsipras e Syriza"
"In una notte sola si sono giocati tutto il capitale politico che la migliore
Germania si era costruita nel corso degli ultimi cinquant'anni"
"Non c'è più equilibrio tra politica e mercato. I tecnocrati hanno
esautorato la democrazia"
Questi alcuni dei pesanti giudizi rilasciati da Jurgen Habermas, il famoso filosofo, in una recente intervista a "La Repubblica".
Per i Tedeschi, oggi, sembra contare molto più il debito che il popolo Greco ha nei loro confronti, che non il "Debito" che essi hanno verso la cultura - e la storia - ellenica.
E' un cambio di prospettiva davvero rimarchevole se si pensa che nel passato - nell'Ottocento, per esempio - se c'è stato un Paese sensibile verso la Grecia e la sua cultura è stato proprio la Germania.
Basti andare col pensiero al "Pergamon Museum" di Berlino e all'enorme lavoro degli archeologi tedeschi sul suolo e nel sottosuolo greco, per portare alla luce i capolavori della civiltà ellenistica.
Goethe, il grande scrittore tedesco, amava così tanto l'antica Grecia che immaginò un incontro tra Faust ed Elena da cui nasceva un figlio, Euforione, in cui si fondevano lo spirito tedesco e quello ellenico.
Schiller, il drammaturgo, poeta e filosofo tedesco, è stato tra i cultori più appassionati del mondo greco classico. Fu lui a definire il suo Paese, la Germania, come la "Grecia del futuro".
Holderlin, il famoso poeta tedesco, sognò più volte e nel 1802 tentò, vanamente, di raggiungere la Grecia a piedi.
Nella cultura attuale dell'Occidente, la parola debito è eminentemente connessa a quell'etica protestante, che già Max Weber vedeva all'origine ideale e psicologica, prima ancora che materiale e sociale, del sistema capitalista. E questo per coprire, come evidenziò bene Karl Marx, la difficoltà etica della giustificazione teorica dell'accumulazione del capitale.
Il debito, quindi, come colpa nell'indebitamento planetario che segna la più recente fase del capitalismo contemporaneo.
Eppure nell'America di Obama, come nella stragrande maggioranza dei paesi anglosassoni, le forme di consumo illimitato basate sull'indebitamento privato, e sull'uso spregiudicato delle carte di credito, sono diventate il motore dell'economia.
Dal 2009, con l'immediato globalizzarsi della crisi americana, l'aumento esponenziale del debito privato ha coinvolto il debito pubblico dei paesi economicamente avanzati fino ad arrivare ai debiti sovrani.
La finanziarizzazione della vita quotidiana, la "democratizzazione del credito" - la diffusione illimitata di carte di credito e bancomat che hanno sostituito la moneta come mezzo di pagamento - ha prodotto uno stato di indebitamento generalizzato in cui ognuno, sia come lavoratore sia come consumatore, è diventato per definizione anzitutto 'debitore'.
Come non ricordare, in ultima analisi, che la "Teoria Keynesiana della spesa pubblica" - per gli investimenti nelle opere strutturali - finanziata dall' indebitamento pubblico, unitamente alle teorie del "Moltiplicatore, della Domanda aggregata e dell'Acceleratore", applicate all'economia Americana, hanno permesso a Roosevelt di portare il Paese fuori dalla Depressione e dalla Grande Crisi.
Il fior fiore degli economisti, i Premi Nobel dell'economia, da Joseph Stiglitz a Paul Krugman, a Nouriel Roubini, hanno riscoperto Maynard Keynes e l'attualità delle sue teorie per... uscire dall'attuale crisi economica, che è, al tempo stesso, globale e epocale.
Per cui, per concludere, ...perché colpevolizzare il popolo Greco per il "Debito" quando le colpe sono altrove e sono politiche e si riassumono nella NON VOLONTA' POLITICA degli Stati Sovrani, a partire dalla Germania, dal Regno Unito e dalla Francia, di dare vita alla "COMUNE CASA EUROPEA", ad una reale Unità Europea, economica e politica - e non solo monetaria ! -: L'Europa dei Popoli e delle Culture, non solo dei Bilanci.

"Padre Nostro... Rimetti a noi i nostri debiti... come noi li rimettiamo ai nostri debitori..."

G.

Liberamente tratto da due articoli apparsi su "La Repubblica", a firma di, rispettivamente, Silvia Ronchey e Maurizio Bettini (Saggista e Docente di Filologia classica all'Università di Siena)