sabato 23 maggio 2015

Alessandra Ballerini agli Incontri del Mediterraneo 2014-15

Guarda il video - Novembre 2014 - Riccione - Incontri del Mediterraneo - Alessandra Ballerini presenta il suo libro "La vita ti sia lieve" e lancia l'appello a Papa Francesco sui visti della Santa Sede per richiedenti asilo

sabato 16 maggio 2015

L'odio feroce e le falsità di chi si nasconde dietro i nickname



Il contributo degli immigrati all'economia italiana ed europea


In Italia lo scorso anno +111mila occupati dall’estero Tra il 2009 e il 2014 le aziende con titolare straniero sono cresciute del 21,3%. Negli ultimi dieci anni, secondo l’Ocse, gli immigrati hanno coperto il 70% dell’incremento dei posti di lavoro in Europa e il 47% negli Stati Uniti. Dall’assistenza familiare all’edilizia, dalle imprese manifatturiere ai servizi, gli immigrati hanno riempito importanti nicchie del mercato del lavoro, soprattutto in Europa, e hanno creato tante nuove piccole imprese. 


«La componente immigrata, nonostante la crisi, ha mantenuto un tasso di occupazione superiore rispetto alla popolazione italiana – sottolineano alla Fondazione Leone Moressa -. Questo fenomeno, dovuto principalmente alla struttura demografica della popolazione straniera (più giovane, e quindi in età lavorativa), ha un impatto diretto sul nostro sistema economico. I 2,3 milioni di occupati non italiani, infatti, contribuiscono alla produzione di circa 123 miliardi di euro di valore aggiunto, ovvero l’8,8% della ricchezza nazionale complessiva. 



Un altro contributo significativo all’economia italiana arriva dagli imprenditori stranieri. Gli imprenditori nati all’estero attivi in Italia alla fine del 2014 sono oltre 632 mila, pari all’8,3% del totale. «Nel periodo della crisi (2009-2014) in tutte le regioni c’è stato un aumento, che coincide con il calo degli imprenditori italiani. A livello nazionale, gli imprenditori stranieri sono aumentati del 21,3%, mentre gli italiani sono diminuiti del 6,9%».

Nessuna pena, 700 zozzoni in meno da sfamare!», scrive in un post «Mladic», l'anonimo che per vomitare odio online si è scelto come nickname quello del generale serbo noto come «il boia di Srebrenica». E conclude: «Nessuno li ha chiamati, speriamo nel mare grosso sempre». Una ferocia raggelante. Ma niente affatto isolata. Il naufragio del peschereccio libico, col suo carico di anime inghiottite dal mare a poche ore di navigazione dalla terra dove sognavano una vita diversa, pare aver fatto emergere non solo il dolore di milioni di italiani ma anche il cinismo più becero di una minoranza di anonimi. Razzisti elettrizzati dalla possibilità di dare sfogo, nascosti dai «nickname», ai loro sfoghi biliosi. Sia chiaro: non parliamo delle critiche alla gestione dell'emergenza. Ogni opinione ostile alle scelte degli ultimi governi e ogni rimpianto per il «cattivismo» di Bobo Maroni, i patti scellerati con Gheddafi e i respingimenti, per quanto possano risultare indigesti a chi s'appella agli accordi internazionali, ai diritti umani, alla Costituzione, ha diritto a essere espressa.

LEGGI TUTTO : archiviostorico.corriere.it

sabato 9 maggio 2015

POTERE E PATHOS (Parte Seconda)

il Partenone - Atene
di Gianni Fabbri

Lo splendore dell'Ellenismo: come l'arte greca regalò emozioni grazie alla scultura, all'arte decorativa, al Teatro. E che dire del suo immenso, febbrile laboratorio politico, amministrativo e culturale.
Le opere più belle, meglio conservate, sono quelle riemerse dal Mediterraneo e dal Mar Nero. Provate ad immaginare l'emozione di chi le ha trovate: devono essere apparse come fantastiche visioni, manifestazioni divine, avvolte nel liquido silenzio del verde-blu di "Thalassa", fuori da ogni spazio e da ogni tempo.
Tesori che rivelano l'insuperata maestria tecnico-espressiva, insieme alle stupefacenti conoscenze anatomiche plastiche di maestri insuperati, figli della cultura Ellenistica fra il IV e il II secolo a.C., quali Fidia, Lisippo, Dedalo e altri.
- Fidia, uno dei più importanti artisti dell'Antichità, visse nell'età d'oro della Storia di Atene, e ricevette da Pericle l'incarico di dirigere i lavori degli edifici sacri dell'Acropoli, in particolare il Partenone.