sabato 17 gennaio 2015

IL GIORNO 11 SEGNA LA STORIA DEL TERZO MILLENNIO


di  Gianni Fabbri

Il giorno 11 Settembre 2001, ha segnato con le pagine di fuoco del terribile e tragico attentato alle Twin Towers - Torri Gemelle - di New York l'inizio del terzo millennio. L'inizio per alcuni - o molti ?!? - di un nuovo scontro di civiltà tra l'Occidente Cristiano e l'Oriente Musulmano, un ritorno alle crociate, un ritorno al passato. Un ritorno al passato che viene continuamente alimentato nel segno del terrore nero - "La Jihad colpirà ancora", titolano anche oggi i giornali - che trova come risposta da parte di molti - troppi! - "Guerra all'Islam".
Il giorno 11 Gennaio 2015: "C'etait le 11 Janvier" - Era l'11Gennaio - titola a tutta pagina "Le Monde", data storica, come il 14 Luglio. Il giorno di "Parigi capitale del Mondo", il giorno della "Marcia Repubblicana" di milioni di persone, con in prima fila più di cinquanta tra Capi di Stato e Capi di Governo.
Al grido di "Je suis Charlie" e Liberté, hanno marciato fianco a fianco, tenendosi sottobraccio, Francois Hollande e Angela Merkel, Abu Mazen e Benjamin Netanyahu, Matteo Renzi e David Cameron, il Presidente ucraino Petro Poroshenko e il Primo Ministro spagnolo Mariano Rajoy, il Presidente del Mali Ibrahim Boubacar Keità - tenendo sottobraccio Netanyahu -, Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione UE e Federica Mogherini, Ministro degli Esteri d'Europa, i Reali di Giordania, monarchi, emiri e ministri arabi... Mancavano solo Obama e Putin (!).
A detta di tutti una giornata memorabile, storica, senza retorica, piena di emozioni alle quali nemmeno gli uomini più potenti del Mondo sono impermeabili.


"Non dimenticherò mai quanto ho vissuto oggi", ammette persino un duro come il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov.

"Je suis Charlie", urla un bambino dalla finestra di un palazzo che si affaccia su Boulevard Voltaire, e i leader del Pianeta si voltano e lo applaudono.
"Bibi, Bibi", urla una signora, sempre da una finestra, e "Bibi" Netanyahu sorride e la saluta con la mano.
Sulla statua della Marianne, Place de la République, simbolo della Repubblica Francese - Liberté, Egalité, Fraternité - un caleidoscopio di bandiere, tenute da giovani di diverse nazionalità: dal tricolore francese a quello italiano, dalle bandiere tedesche a quelle britanniche, spagnole, portoghesi, danesi, olandesi... Quelle israeliane che sventolano a fianco a quelle palestinesi, tunisine, turche... Persino una bandiera albanese.

"L'impressione è quella di un festa di liberazione. Dal terrore.
In Place de la Republique ho avuto l'impressione di vivere una festa della liberazione. Quella dell'Europa non più litigiosa ma solidale, non più depressa ma grintosa... Il sussulto è probabilmente effimero, ma al momento esaltante...
.....Ecco questo è il miracolo politico cui assisto... La marcia repubblicana serve a liberarsi dalla paura. E per scrollarsela di dosso ci vuole grinta...
In Place de la Republique le gente riprende coraggio e vive la tardiva presa di coscienza che soltanto unendo le proprie forze l'Europa può far fronte a tutte le insidie che la minacciano. In particolare a quella del fanatismo religioso, che nulla ha a che fare con il vero Islam. Per questo Francois Hollande ha dato alla marcia repubblicana una forte impronta europea... un insolito slancio europeo."
(Bernardo Valli - "La Repubblica" di lunedì 12 Gennaio 2015)

"Eppure in questi giorni di sfida, lacrime e sangue, com'è bella, grande e fraterna la mia città, la mia Parigi...
.....E come nasce una nazione ? Una nazione prende coscienza di sé quando si vede unita da uno stesso dolore, uno stesso pericolo, una stessa solidarietà di fronte a una minaccia contro valori comuni, che sono, in questo caso, la Libertà, lo Stato di Diritto e un medesimo orrore verso il fanatismo, per un'Europa che proprio sul rifiuto del fanatismo si era unita.
L'Unione non va bene, questo è risaputo, ma gli europei oggi le scopriranno un'anima, l'anima di tutti, e questo potrebbe andare oltre tante delusioni e diffidenze, tanti disaccordi e incomprensioni, di quello che ci unisce nella diversità.
E allora ? Possibile che non resti nulla di un momento tanto forte ?".
(Bernard Guetta - politologo francese)

"L'Europa rinasce sotto la Bastiglia. In quella Piazza c'era, per una volta, l'Europa politica - la "Comune Casa Europea" -
Può darsi che quella bella Europa non duri più della sua domenica.
Perché non avvenga occorre che l'Europa politica che si è presa sottobraccio a Parigi sia capace di immaginare e volere una grandissima adozione: farsi carico della Siria, dell'Iraq, del Kurdistan, dello Yemen, della Libia, della Nigeria..."
(Adriano Sofri - "La Repubblica" di martedì 13 Gennaio 2015)

"Occorre difendere ovunque la libertà e i diritti universali dell'uomo, contrapponendoli all'oscurantismo del fondamentalismo religioso.
E' insensato pensare che siano valori solo dell'Occidente, tutta l'umanità si è battuta per conquistarli. E l'Occidente deve smetterla di considerarli esclusivamente suoi, perché così il resto del Pianeta finisce per sentirsi in una posizione d'inferiorità.
Per favore, smettetela di considerarvi i soli paladini della Libertà e della Democrazia.
.....L'Islam oggi è molto più arretrato che nel passato.
A partire dal XVIII secolo il mondo islamico si è ripiegato su sé stesso, perdendo contatto con la modernità. Si è arroccato in difesa, sentendosi umiliato ed emarginato per non aver saputo seguire l'evoluzione della Storia. Per giustificare tale condizione, si è trincerato dietro la religione, di cui ha abbracciato la versione più intransigente e tradizionalista.
Il rifiuto dei valori universali viene da qui. Purtroppo, fin quando il mondo musulmano non avrà accettato i diritti dell'uomo, fin quando non avrà fatto sua la consapevolezza delle libertà individuali, un Islam tollerante e aperto non sarà possibile".
(Atiq Rahimi - scrittore afgano, musulmano)


Solo in una giornata come questa era possibile ascoltare tante voci diverse, unite in un unico coro, nel nome della solidarietà e dell'universalità dei diritti minacciati.

G.