lunedì 14 dicembre 2015

Il "Mare Nostrum" delle REPUBBLICHE MARINARE parte 1


Stemma delle repubbliche marinare
di Gianni Fabbri

Nel ripercorrere la Storia del Mediterraneo si propone un altro capitolo, importante per la sua conoscenza: la Storia delle Repubbliche Marinare e, in particolare, la rivalità tra Genova e Venezia, le due maggiori potenze marittime tra i secoli XIII e XVesimo.
Si ribadisce altresì l'intenzione, la finalità di questo "excursus storico": ricostruire la memoria collettiva, la storia autentica delle Genti di Mediterraneo, delle culture, delle civiltà del "Mare Nostrum", per riandare alla comune IDENTITA' MEDITERRANEA fondata sul concetto di "Umanesimo Mediterraneo". Un umanesimo che abbraccia contemporaneamente la Grecia e l'Islam, Cartagine e la Giudea con i Latini; il Mediterraneo non è mai stato più esclusivamente latino di quanto sia stato semitico, non più cristiano che pagano, non più giudaico che saraceno, non più "occidentale" che "orientale". Il Mediterraneo è "plurale" e onnicomprensivo, dalle mitiche "Colonne d'Ercole" fino alle coste del Libano, alla penisola anatolica e oltre...
Un ritorno alle origini per riscoprire l'appartenenza e la comune identità mediterranea, un 'ritorno' volto a plasmare l'uomo nuovo del terzo millennio... un ritorno al futuro.
Per sapere chi siamo e dove stiamo andando, bisogna capire da dove veniamo, conoscere la nostra storia, riandare alla nostra memoria.

martedì 17 novembre 2015

PARIGI

di Gianni Fabbri

PARIGI

Ore 21,20 di Venerdì 13 Novembre 2015: la prima deflagrazione.
L'Occidente scopre di essere entrato formalmente nella TERZA GUERRA MONDIALE ?
Come sostiene Vittorio Zucconi in un suo articolo su "La Repubblica" di Domenica 15 Novembre 2015. Quel che è certo e inconfutabile, non si tratta dell'ennesimo atto terroristico perpetrato da quelli che vengono etichettati come "lupi solitari", ma, come ha sostenuto Francois Hollande nella sua prima dichiarazione ufficiale, di un vero atto di guerra portato al cuore - la Parigi di "Libertè, Egalitè, Fraternitè" - dell'Europa e dell'intero Occidente, da parte di un 'commando' di un esercito ben armato, addestrato, organizzato e finanziato di uno "Stato", il DAESH - acronimo che sta per Stato Islamico dell'Iraq o del Levante -, o ISIS (Islamic State of Iraq and Siria), o semplicemente IS (Islamic State).
"Un attacco contro l'umanità intera", ha fatto eco a Hollande Barack Obama.

lunedì 5 ottobre 2015

NAVIGARE IL MEDITERRANEO (2° PARTE)


di Gianni Fabbri

"Navigare necesse est, vivere non est necesse!"

DALMACJA... Ancora e sempre Dalmacja.
Per scoprire lo "scrigno di perle" che risponde al nome Dalmacja, bisogna attraversare... l'Adriatico mare: fare rotta verso l'altra sponda.
Il mare Adriatico: un appendice del Mediterraneo? Assolutamente No!
E' un mare a tutti gli effetti, con una sua "personalità" e, soprattutto una sua Storia... Tanta Storia!
Sembra un piccolo mare interno, ma in effetti bagna sei Paesi: Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Montenegro e Albania.
E' lungo 800 Km circa e largo mediamente 150 Km. Un mare 'stretto', come è già stato scritto. Ha una profondità che non supera i 300 metri nella parte settentrionale, con una fossa di 1.222 metri più a Sud, nel tratto tra Bari e le Bocche di Cattaro sulla costa dalmata.
Il mare, che si chiamava "Golfo di Venezia" ai tempi della Serenissima Repubblica, era il più importante e conosciuto del Mediterraneo.

sabato 1 agosto 2015

NAVIGARE IL MEDITERRANEO 1° parte


di Gianni Fabbri

"Navigare necesse est, vivere non est necesse". E' questa l'incitazione che Pompeo diede ai suoi marinai, i quali, timorosi, indugiavano ad imbarcarsi alla volta di Roma a causa del cattivo tempo.
- Citazione dall'opera "Vita di Pompeo" di Plutarco, scrittore e filosofo greco, vissuto all'epoca dell'Impero Romano, di cui ebbe la cittadinanza e dove ricoprì incarichi amministrativi. Da giovane studiò ad Atene e fu fortemente influenzato dal pensiero filosofico di Platone. La sua opera più famosa è "Le vite parallele", nella quale riporta le 'biografie' dei più famosi personaggi dell'antichità. -
Il portoghese Fernando Pessoa ha ripreso questa massima nel suo poema "Navegar è preciso". Per l'esattezza:"Navegar è preciso - Viver nao è preciso".
Ma questo, che divenne anche il motto di Gabriele D'Annunzio, lo si poteva - e in qualche caso lo si può ancora - leggere all'ingresso degli Istituti Tecnici Nautici o delle Accademie Navali.

sabato 25 luglio 2015

Poitiers e l'invenzione degli "europei"

Alessandro Barbero teaches Medieval History at the University of Piedmont Orientale, in Vercelli.


Una delle battaglie più mitizzate della storia d'Europa venne combattuta un giorno di ottobre del 732, o forse del 733, presso l'antica strada romana che collega Tours a Poitiers, in quella che gli antichi chiamavano Gallia e che ora cominciava a essere conosciuta come Francia. I franchi al comando del maestro di palazzo Carlo Martello, nonno di Carlo Magno, sconfissero un esercito arabo al comando del wali di al-Andalus, il governatore della Spagna araba, Abd el-Rahman, che trovò la morte sul campo. Nel 1902 il grande storico militare tedesco Hans Delbrück scrisse di questa battaglia, che qui chiameremo di Poitiers (ma molti, specialmente nel mondo di lingua inglese, preferiscono chiamarla di Tours): "non c'è stata nessuna battaglia più importante nella storia del mondo".



martedì 21 luglio 2015

"DEBITO" uguale "COLPA" ?


di Gianni Fabbri

Nel Vangelo secondo Matteo - 6. 12 - si legge: "... rimetti a noi i nostri debiti... come noi li rimettiamo ai nostri debitori..."
Nel testo di Luca - 1. 4 - invece si legge: "... rimetti a noi i nostri peccati..."
Questa clamorosa discrepanza, che ha dato luogo a infinite dispute teologiche, mette ben in evidenza la distinzione tra "debito" e "colpa" - colpa, peccato - che è propria del Nuovo Testamento e ripresa nella preghiera del "Padre Nostro".
Che cosa è il "debito" ?
Nella lingua tedesca il sostantivo femminile "Schuld" designa insieme i concetti di debito e di colpa.
Nella Germania dell'etica protestante i due concetti coincidono, mentre nella lingua di Omero sono lessicalmente distinti.
Per le "formiche calviniste" tedesche il "debito" equivale alla "colpa", e l'accumulazione di capitale, comunque venisse realizzata, corrispondeva e corrisponde invece ad una virtù.
"Il capitalismo è un culto che non consente espiazione, ma produce colpa e debito". Scriveva già nel 1921 Walter Benjamin - filosofo e scrittore tedesco, amico di Bertolt Brecht, morto suicida per non cadere in mano ai nazisti -.
Per la parola tedesca "Schuld", quindi, "Debito" uguale "colpa": su questa antinomia profonda connessa alla concezione del debito nella evolversi della psiche collettiva, trae origine la polarità tra Grecia e Germania: una parola, dunque, separa i tedeschi dal mondo greco.
Nel greco antico, come ancora oggi nel greco moderno, "Debito" si dice "Chreos", un sostantivo che deriva dal verbo "chraomai", "usare", e dalla locuzione "chre", "ciò che serve". "Chreos" per la società ellenica è "ciò che serve", "ciò di cui c'è bisogno".
Il termine "chreos" è già nell'ottavo canto dell'Odissea - nel passo in cui Efesto ( Vulcano, dio del fuoco) incatena Ares (Marte, dio della guerra) e Afrodite (Venere, dea della bellezza), rei di adulterio - e viene usato ampiamente dagli storici, come Tucidide, dai filosofi, come Platone, e dai giuristi.
Per la lingua greca, che sta all'origine del nostro pensiero, della nostra sintassi filosofica, della cultura mediterranea, i concetti di "debito" e di "colpa" sono nettamente distinti, così come lo sono nel Nuovo Testamento.

domenica 28 giugno 2015

Grecia: il discorso di Tsipras che proclama il referendum (in Italiano)

Alexis Tsipras al Parlamento greco
Il testo in italiano del proclama di Tsipras per il referendum.
Venerdì notte 26 giugno 2015


Greche e greci,
da sei mesi il governo greco conduce una battaglia in condizioni di asfissia economica mai vista, con l’obiettivo di applicare il vostro mandato del 25 gennaio a trattare con i partner europei, per porre fine all’austerity e far tornare il nostro paese al benessere e alla giustizia sociale. Per un accordo che possa essere durevole, e rispetti sia la democrazia che le comuni regole europee e che ci conduca a una definitiva uscita dalla crisi.


leggi tutto : cambiailmondo.org

lunedì 22 giugno 2015

Ventimiglia, resistere nel 2015

di Alessandra Ballerini

A Ventimiglia, al confine con la Francia, è accaduto e sta accadendo qualcosa di insopportabile, per la coscienza e per la politica. L’immagine che pubblichiamo si riferisce ai momenti, carichi di tensione, in cui le forze dell’ordine sono intervenute per sgomberare i profughi. Mentre prepariamo il prossimo Corriere delle Migrazioni, che in larghissima parte sarà dedicato ai profughi e alla morte del diritto d’asilo in Europa, vi proponiamo la testimonianza di Alessandra Ballerini, l’avvocata-attivista che scrive spesso per noi. Alessandra era a Ventimiglia.


continua a leggere:
www.corrieredellemigrazioni.it


sabato 23 maggio 2015

Alessandra Ballerini agli Incontri del Mediterraneo 2014-15

Guarda il video - Novembre 2014 - Riccione - Incontri del Mediterraneo - Alessandra Ballerini presenta il suo libro "La vita ti sia lieve" e lancia l'appello a Papa Francesco sui visti della Santa Sede per richiedenti asilo

sabato 16 maggio 2015

L'odio feroce e le falsità di chi si nasconde dietro i nickname



Il contributo degli immigrati all'economia italiana ed europea


In Italia lo scorso anno +111mila occupati dall’estero Tra il 2009 e il 2014 le aziende con titolare straniero sono cresciute del 21,3%. Negli ultimi dieci anni, secondo l’Ocse, gli immigrati hanno coperto il 70% dell’incremento dei posti di lavoro in Europa e il 47% negli Stati Uniti. Dall’assistenza familiare all’edilizia, dalle imprese manifatturiere ai servizi, gli immigrati hanno riempito importanti nicchie del mercato del lavoro, soprattutto in Europa, e hanno creato tante nuove piccole imprese. 


«La componente immigrata, nonostante la crisi, ha mantenuto un tasso di occupazione superiore rispetto alla popolazione italiana – sottolineano alla Fondazione Leone Moressa -. Questo fenomeno, dovuto principalmente alla struttura demografica della popolazione straniera (più giovane, e quindi in età lavorativa), ha un impatto diretto sul nostro sistema economico. I 2,3 milioni di occupati non italiani, infatti, contribuiscono alla produzione di circa 123 miliardi di euro di valore aggiunto, ovvero l’8,8% della ricchezza nazionale complessiva. 



Un altro contributo significativo all’economia italiana arriva dagli imprenditori stranieri. Gli imprenditori nati all’estero attivi in Italia alla fine del 2014 sono oltre 632 mila, pari all’8,3% del totale. «Nel periodo della crisi (2009-2014) in tutte le regioni c’è stato un aumento, che coincide con il calo degli imprenditori italiani. A livello nazionale, gli imprenditori stranieri sono aumentati del 21,3%, mentre gli italiani sono diminuiti del 6,9%».

Nessuna pena, 700 zozzoni in meno da sfamare!», scrive in un post «Mladic», l'anonimo che per vomitare odio online si è scelto come nickname quello del generale serbo noto come «il boia di Srebrenica». E conclude: «Nessuno li ha chiamati, speriamo nel mare grosso sempre». Una ferocia raggelante. Ma niente affatto isolata. Il naufragio del peschereccio libico, col suo carico di anime inghiottite dal mare a poche ore di navigazione dalla terra dove sognavano una vita diversa, pare aver fatto emergere non solo il dolore di milioni di italiani ma anche il cinismo più becero di una minoranza di anonimi. Razzisti elettrizzati dalla possibilità di dare sfogo, nascosti dai «nickname», ai loro sfoghi biliosi. Sia chiaro: non parliamo delle critiche alla gestione dell'emergenza. Ogni opinione ostile alle scelte degli ultimi governi e ogni rimpianto per il «cattivismo» di Bobo Maroni, i patti scellerati con Gheddafi e i respingimenti, per quanto possano risultare indigesti a chi s'appella agli accordi internazionali, ai diritti umani, alla Costituzione, ha diritto a essere espressa.

LEGGI TUTTO : archiviostorico.corriere.it

sabato 9 maggio 2015

POTERE E PATHOS (Parte Seconda)

il Partenone - Atene
di Gianni Fabbri

Lo splendore dell'Ellenismo: come l'arte greca regalò emozioni grazie alla scultura, all'arte decorativa, al Teatro. E che dire del suo immenso, febbrile laboratorio politico, amministrativo e culturale.
Le opere più belle, meglio conservate, sono quelle riemerse dal Mediterraneo e dal Mar Nero. Provate ad immaginare l'emozione di chi le ha trovate: devono essere apparse come fantastiche visioni, manifestazioni divine, avvolte nel liquido silenzio del verde-blu di "Thalassa", fuori da ogni spazio e da ogni tempo.
Tesori che rivelano l'insuperata maestria tecnico-espressiva, insieme alle stupefacenti conoscenze anatomiche plastiche di maestri insuperati, figli della cultura Ellenistica fra il IV e il II secolo a.C., quali Fidia, Lisippo, Dedalo e altri.
- Fidia, uno dei più importanti artisti dell'Antichità, visse nell'età d'oro della Storia di Atene, e ricevette da Pericle l'incarico di dirigere i lavori degli edifici sacri dell'Acropoli, in particolare il Partenone.

sabato 21 marzo 2015

13^edizione Incontri del Mediterraneo - II^ parte - Museo della città di Rimini - 27 marzo - h.21.00 - Sala del Giudizio


Accogliere tutti. È questa l’unica politica efficace in materia di immigrazione. È la soluzione più utile e produttiva per gli immigrati, ma soprattutto per gli italiani. In questo pamphlet Luigi Manconi e Valentina Brinis dimostrano, con argomenti sempre basati sulla realtà dei dati e dei fatti, che l’arrivo di donne e uomini stranieri è un’opportunità di salvezza per una società invecchiata e immobile come la nostra, per il suo dissestato sistema produttivo e il suo welfare in crisi. Le politiche dei respingimenti e della repressione, dietro cui si cela spesso un’ostilità intrisa di xenofobia e tentata dal razzismo, sono disastrose perché contrarie alle esigenze profonde dell’economia e della società. Sono politiche costose, che favoriscono l’aumento della criminalità e il lavoro nero. Riconoscere diritti e offrire occasioni di inserimento agli immigrati è invece la scelta più opportuna per la sicurezza collettiva, per risolvere i drammatici problemi demografici e rilanciare industria e agricoltura. Non solo badanti, infermieri e pizzaioli: i dati testimoniano che già oggi i lavoratori stranieri sorreggono interi settori, senza entrare in competizione con i lavoratori italiani. Valorizzando i numerosi esempi di «piccole virtù» e buone prassi locali, e inserendoli in un quadro meno incoerente e frammentato dell’attuale, i benefici saranno tangibili per tutti. Certo, l’integrazione è un processo faticoso e spesso doloroso, che solleva molteplici dilemmi sociali e culturali. Accogliamoli tutti è un’utopia: una concretissima e possibile utopia. Nelle proposte condensate in queste pagine Manconi e Brinis non fanno alcuna concessione alla solidarietà paternalistica o alla retorica del multiculturalismo: il buon senso conta più dei buoni sentimenti, e il pragmatismo della negoziazione più dell’astratta intransigenza dei principi. Perché l’immigrazione deve essere governata con intelligenza, e non subita passivamente.

Luigi Manconi insegna Sociologia dei fenomeni politici presso l’Università Iulm di Milano. È parlamentare e presidente della Commissione straordinaria per la tutela dei diritti umani del Senato. È stato sottosegretario di Stato alla Giustizia e garante delle persone private della libertà per il comune di Roma. È presidente di A Buon Diritto Onlus. Tra le sue pubblicazioni più recenti, La musica è leggera (il Saggiatore, 2012), Quando hanno aperto la cella, con Valentina Calderone (il Saggiatore, 2011, 2013), Terroristi italiani (Rizzoli, 2008).

Valentina Brinis, laureata in Sociologia, è ricercatrice presso A Buon Diritto Onlus. Dirige il sito italiarazzismo.it e cura l’omonimo osservatorio sull’Unità. È autrice di articoli e saggi sull’immigrazione in Italia e responsabile dello sportello legale LarticoloTre di Roma.


Associazione Michele Pulici


domenica 15 marzo 2015

Immigrazione mediterranea: un fenomeno che si può governare ? - Rimini - Museo della città - 27 marzo h.21.00



MIGRAZIONI E MIGRANTI NEL MEDITERRANEO

Le migrazioni nel Mediterraneo è il tema scelto per questa edizione degli Incontri, la cui prima parte si è svolta a Riccione nel novembre scorso. 

Un tema sempre attuale, sottolineato dalle tragedie che si ripetono, con barconi di disperati che affondano, portando in fondo al mare migliaia di donne, uomini e bambini. Dopo la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, quando a poche miglia dal porto annegarono 366 persone, giova ricordare che nel 2014 i migranti morti sono stati 3.419.

Dal 2000 al 2013 sono morti più di 23 mila migranti nel tentativo di raggiungere l’Europa via mare o attraversando i confini via terra del vecchio continente: il 50 per cento in più di quello che appare dalle stime esistenti. Una strage con un bilancio simile a quello di una guerra per dimensioni e numero di decessi - in media più di 1.600 l’anno. Per non dover assistere al ripetersi di simili tragedie è urgente trovare soluzioni più umane e accoglienti.

Ne parliamo con :

Luigi Manconi, Senatore, Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani e Presidente dell'Associazione a Buon Diritto

Valentina Brinis, sociologa, si occupa di immigrazione, in particolare di richiedenti asilo e rifugiati.

Autori del libro Accogliamoli tutti. Una ragionevole proposta per salvare l'Italia, gli italiani e gli immigrati.


Associazione Michele Pulici

Potere e pathos - Palazzo Strozzi Firenze

Dal 14 marzo al 21 giugno 2015 Palazzo Strozzi a Firenze è sede della grande mostra Potere e pathos. Bronzi del mondo ellenistico, concepita e realizzata in collaborazione con il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, la National Gallery of Art di Washington e la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana.
Attraverso eccezionali esempi di statue bronzee, la mostra racconta gli sviluppi artistici dell’età ellenistica (IV-I secolo a.C.), periodo in cui, in tutto il bacino del Mediterraneo e oltre, si affermarono nuove forme espressive che, insieme a un grande sviluppo delle tecniche, rappresentano la prima forma di globalizzazione di linguaggi artistici del mondo allora conosciuto. L’utilizzo del bronzo, grazie alle sue qualità specifiche, permise di raggiungere livelli inediti di dinamismo nelle statue a figura intera e di naturalismo nei ritratti, in cui l’espressione psicologica divenne un marchio stilistico.

La mostra vede riuniti alcuni tra i maggiori capolavori del mondo antico provenienti dai più importanti musei archeologici italiani e internazionali come il British Museum di Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York, la Galleria degli Uffizi e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Museo Archeologico Nazionale di Atene, il Museo Nazionale Georgiano, il Musée du Louvre di Parigi e i Musei Vaticani.
Statue monumentali di divinità, atleti e condottieri sono affiancate a ritratti di personaggi storici, in un percorso che conduce il visitatore nell’analisi delle tecniche di produzione, fusione e finitura del bronzo e alla scoperta delle affascinanti storie dei ritrovamenti di questi capolavori, la maggior parte dei quali avvenuti in mare oppure attraverso scavi archeologici che pongono i reperti in relazione ad antichi contesti come santuari, case private, cimiteri, spazi pubblici.

sabato 14 marzo 2015

Migranti, agenzia Onu propone a Ue di tornare a Mare Nostrum

Alto Commissario António Guterres
GINEVRA (Reuters) - L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, preoccupato per l'aumento di migranti morti nel Mediterraneo, ha proposto oggi alla Ue di istituire una "robusta operazione europea di ricerca e salvataggio", simile alla missione "Mare Nostrum".
Lo annuncia un comunicato della stessa agenzia Onu.
L'Alto Commissario António Guterres ha inviato all'Unione Europea una lettera contenente "numerose proposte concrete" per fra fronte alle "sfide poste dalle migliaia di rifugiati e di migranti che rischiano le proprie vite cercando di raggiungere l'Europa ogni anno", dice la nota.
In questa prima parte del 2015, secondo i dati Onu, sono morte o risultano scomparse in mare 475 persone, contro le 15 del 2014.
"Continuare con lo status quo non è un'opzione", ha detto nel comunicato Vincent Cochetel, direttore dell'Unhcr per l'Europa. "l'inazione nel risolvere queste sfide significherà soltanto che altre persone moriranno".
Tra le proposte, c'è quella di una operazione di "search and rescue" nel Mediterraneo, "simile all'operazione italiana Mare Nostrum", terminata nel novembre scorso, e anche uno schema per "risarcire le compagnie marittime per le perdite causate dal salvataggio di persone in pericolo in mare".
Alcuni episodi, come la morte o la scomparsa di circa 300 migranti a febbraio, o la morte di 10 persone a inizio marzo per il rovesciamento di un barcone nel canale di Sicilia, hanno riacceso le critiche alla decisione del governo di porre fine alla missione Mare Nostrum a causa dei costi.
La missione Triton riguarda il tratto di mare compreso invece nelle 30 miglia nautiche dalle coste italiane e nelle aree cosiddette di "search and rescue" di competenza italiana, e a differenza di Mare Nostrum non arriva quasi alle coste libiche.
Nei giorni scorsi il direttore di Frontex, l'agenzia Ue delle frontiere, ha detto che ci sarebbero tra 500mila e 1 milione di migranti in attesa di partire dalla Libia.

Germania. Sindaco si dimette dopo minacce neonaziste

contropiano.org
Markus Nierth è stato il sindaco di Troeglitz, un piccolo villaggio a sud di Berlino, per cinque anni. Ma da ieri non lo è più, si è dimesso perché si è sentito abbandonato dalle autorità locali. Da settimane infatti il sindaco e la sua famiglia ricevono pesanti minacce da parte dei gruppi neonazisti che hanno addirittura organizzato una marcia davanti alla sua casa per protestare contro la sua politica di accoglienza nei confronti dei rifugiati stranieri.

Nierth - la cui "colpa" è quella di aver dato ospitalità nel paesino dell'ex Germania dell'Est a una cinquantina di rifugiati - ha detto di non voler esporre la sua famiglia "all'odio e alle ingiurie razziste" dei neonazisti dell'Npd, il partito nazionaldemocratico tedesco. Su Facebook Nierth ha dato sfogo "al suo stupore e disappunto" per il comportamento delle autorità, "che non si sono dimostrate incapaci di impedire una manifestazione del genere davanti alla sua casa".

Nierth, 46 anni e sette figli, è stato eletto sindaco ma non percepisce alcuno stipendio, dato il basso numero di abitanti del villaggio, nemmeno 3mila.

giovedì 19 febbraio 2015

ricordando Michele Pulici


Michele Pulici durante una manifestazione a favore della Pace
di Gianni Fabbri

Muore nella notte tra Domenica e Lunedì 19 febbraio 2007. 
Ma chi era, cosa faceva, come pensava... 
Era il motore e il nume ispiratore. 

pensieri in libertà.....

Le "Primavere Arabe" ? Non sarebbero state per Lui una sorpresa! 
Credeva veramente, puntigliosamente, che si potesse 'coniugare' Islam e Democrazia. Per questo, aveva fortemente voluto gli "Incontri del Mediterraneo". Per questo li sosteneva con tutte le sue energie, fisiche, intellettuali, finanziarie. 
Durante i lavori degli "Incontri", aveva seguito con passione, attenzione e intelligenza le letture e interpretazioni corrette del Corano fatte da Khaled Fouad Allam - docente universitario, uno dei massimi esperti di religioni orientali -, da Soheib Bencheikh, Mufti di Marsiglia - algerino di origine, propugnatore di una lettura modernista del Corano -, da Muhammad Arkoun - Professore emerito di Storia del Pensiero Islamico alla Sorbona di Parigi e presso varie Università arabe, europee e americane -, nonché le loro analisi sull'universo complesso chiamato "Islam" e sul tema - oggi ancor più strategico! - "La Democrazia è compatibile con la concezione dell'Islam?". 
Ha caparbiamente e con convinzione voluto tenere sempre aperta questa 'finestra' sul Mediterraneo. Aperta al dialogo, al confronto, alla conoscenza delle e tra le genti che vivono sulle sue sponde all'insegna della comune IDENTITA' MEDITERRANEA. 
Il "Califfato Nero"? Questo sì! Lo avrebbe sicuramente spiazzato e disorientato non poco. Come, allora fu spiazzato e disorientato dall'involuzione teocratica-autoritaria della "Rivoluzione Khomeinista" - Iran 1979 -, allorché Lotta Continua inneggiò a e salutò l'avvento della "Repubblica Islamica" come "liberazione delle masse iraniane dal tallone repressivo a stelle e strisce dello Shah Mohammad Reza Pahlavi". 

Lunedì 19 febbraio 2007, l'inverno più duro... più freddo. 
Ti sei spento all'alba di un giorno di pioggia. 
Te ne sei andato in punta di piedi. 
Con Te muore la nostra Primavera. 

Ciao Michele. 

Gianni

sabato 14 febbraio 2015

Economic Historian: 'Germany Was Biggest Debt Transgressor of 20th Century'

Former German Chancellor Konrad Adenauer (left) during a meeting with the High Commission of the Allies in 1951: Eschewing of reparations demands "a life-saving gesture"
Dal Spiegelonline International 

Think Greece's current economic malaise is the worst ever experienced in Europe? Think again. Germany, economic historian Albrecht Ritschl argues in a SPIEGEL ONLINE interview, has been the worst debtor nation of the past century. He warns the country should take a more chaste approach in the euro crisis or it could face renewed demands for World War II reparations.SPIEGEL ONLINE: Mr. Ritschl, Germany is coming across like a know-it-all in the debate over aid for Greece. Berlin is intransigent and is demanding obedience from Athens. Is this attitude justified?

Ritschl: No, there is no basis for it.

SPIEGEL ONLINE: Most Germans would likely disagree.

Ritschl: That may be, but during the 20th century, Germany was responsible for what were the biggest national bankruptcies in recent history. It is only thanks to the United States, which sacrificed vast amounts of money after both World War I and World War II, that Germany is financially stable today and holds the status of Europe's headmaster. That fact, unfortunately, often seems to be forgotten.

SPIEGEL ONLINE: What happened back then exactly?

Ritschl: From 1924 to 1929, the Weimar Republic lived on credit and even borrowed the money it needed for its World War I reparations payments from America. This credit pyramid collapsed during the economic crisis of 1931. The money was gone, the damage to the United States enormous, the effect on the global economy devastating.

La Grecia e il fallimento della Troika

Alexis Tsipras al Parlamento greco
di Primo Silvestri 

I passati Governi greci hanno tante colpe (corruzione, evasione fiscale, conti truccati, ipertrofia dell’apparato pubblico, elevata spesa militare…con armi comprate a Germania e Francia, eccesso di spesa pubblica, ecc.) che non possono certo essere addossate agli altri. Per lungo tempo gli elettori hanno votato chi gli consentiva un “facile” benessere senza probabilmente avere la possibilità, per pigrizia o mancanza di trasparenza, di controllare bene i conti (cosa comunque non facile per un cittadino normale). Così sono andati avanti fino a quando i nodi, cioè i conti, sono arrivati al pettine. Questo, molti della Commissione Europea lo sapevano (la Grecia è entrata nell’euro nel 2001), ma hanno fatto finta di niente. Perché fu, giustamente, una decisione politica. 

sabato 7 febbraio 2015

Le nostre Banlieue e il Medio Oriente


Philip Golub - insegna Politiche Internazionali e Comparate all'American University di Parigi, collabora con Le Monde Diplomatique. vive a Parigi - foto www.afbologna.it
intervista a Philip Golub
realizzata da Barbara Bertoncin

Per capire quello che è successo a Parigi, tu sostieni che non basta guardare alla Francia, occorre guardare anche al Medio Oriente.
Io vedo un’interazione tra due fenomeni. Il primo, situato particolarmente nel Vicino e Medio Oriente. E cioè, un processo di crollo degli stati, di quegli stati-nazione post-coloniali rimasti unitari durante il periodo post-coloniale e la Guerra fredda grazie a regimi autoritari che però nei decenni successivi hanno cominciato a mostrare le prime crepe e segni di indebolimento, a causa di pressioni interne che, come abbiamo visto negli ultimi anni, non erano più contenibili. Pressioni sociali e politiche da parte di popolazioni rimaste in silenzio per un lungo periodo di tempo, assieme a istanze economiche di rivendicazione di una distribuzione più equa delle ricchezze. Questo è vero non solo per Siria e Iraq, ma anche per Egitto, Tunisia e altri paesi del mondo arabo. Accanto a tutto questo c’era anche una domanda di rappresentazione da parte di differenti gruppi etnici e confessionali. Questi stati post-coloniali erano stati costruiti sulla base dei confini istituiti dalle potenze coloniali, che vi avevano incorporato popoli diversi, come nel caso degli sciiti e dei sunniti in Iraq, o degli alawiti, sunniti, e sciiti in Siria; in ogni caso si trattava di regimi non rappresentativi e autoritari, come quello di Saddam Hussein e di Assad. Questi processi interni al mondo arabo sono esplosi durante le cosiddette "primavere arabe”, il cui esito purtroppo non è stato quello auspicato.

Leggi tutto su : http://www.unacitta.it/newsite/intervista.

sabato 31 gennaio 2015

La Grecia si volge a Oriente



A tutti loro annunciamo poi che Tsipras è pronto a riallineare gli interessi nazionali del suo paese da occidente... in oriente.
Come riporta Reuters, il neo premier greco ha deciso ieri di porre un freno alla “luce blu speciale” di liquidazione della Grecia e ha bloccato il processo di privatizzazione del maggiore porto della Grecia, “segnalando la volontà di dare un seguito alle sue promesse di campagna elettorale e lanciando un allarme sulla zona euro e i mercati finanziari”. 

Da Reuters :

“Una delle prime decisioni annunciate dal nuovo governo è la sospensione della privatizzazione del 67% dell'Autorità portuale del Pireo, concordata in precedenza con i creditori internazionali per il quale la cinese Cosco ed altri quattro possibili acquirenti erano rimasti in lizza. L'accordo Cosco sarà rivisto a beneficio del popolo greco”, ha dichiarato il vice ministo Thodoris Dritsas.

L'Europa sarà molto seccata che la Grecia abbia deciso, dopo anni e anni di macelleria sociale a comando, di aver preso un atto a tutela della sua popolazione e di porre i suoi cittadini al primo posto delle priorità rispetto agli avvoltoi dei suoi gioelli di stato. Molto seccati a Bruxelles e Francoforte anche perché era stato imposto nell'accordo di “salvataggio” della Troika. Accordo che quest'ultima ha ribadito essere non negoziabile.

Sempre da Reuters:

Syriza aveva annunciato prima delle elezioni che avrebbe bloccato la vendita degli asset pubblici, un programma da 240 miliardi di euro. Azioni nel porto di Tessalonica, il secondo del paese. La privatizzazione dell'operatore ferroviario nazionale Trainose e di ROSCO sono in programma di cessione.

continua a leggere : www.lantidiplomatico.it

sabato 17 gennaio 2015

Poesia

"Sono uno del Mediterraneo
che non è Sud, né Nord,
né Oriente, né Occidente.
E' il ventre liquido
tra Asia, Africa e Europa.

Chi è nato su un bordo
ha nel sangue un arcipelago di popoli.

Abbiamo ricevuto dal Mediterraneo
le voci della Civiltà
vocabolari, arti, ingegnerie
alimenti, bevande, religioni
idrauliche, legislature e modi di scrutare
l'orizzonte delle stelle".

(Erri De Luca - La musica provata - Feltrinelli )

IL GIORNO 11 SEGNA LA STORIA DEL TERZO MILLENNIO


di  Gianni Fabbri

Il giorno 11 Settembre 2001, ha segnato con le pagine di fuoco del terribile e tragico attentato alle Twin Towers - Torri Gemelle - di New York l'inizio del terzo millennio. L'inizio per alcuni - o molti ?!? - di un nuovo scontro di civiltà tra l'Occidente Cristiano e l'Oriente Musulmano, un ritorno alle crociate, un ritorno al passato. Un ritorno al passato che viene continuamente alimentato nel segno del terrore nero - "La Jihad colpirà ancora", titolano anche oggi i giornali - che trova come risposta da parte di molti - troppi! - "Guerra all'Islam".
Il giorno 11 Gennaio 2015: "C'etait le 11 Janvier" - Era l'11Gennaio - titola a tutta pagina "Le Monde", data storica, come il 14 Luglio. Il giorno di "Parigi capitale del Mondo", il giorno della "Marcia Repubblicana" di milioni di persone, con in prima fila più di cinquanta tra Capi di Stato e Capi di Governo.
Al grido di "Je suis Charlie" e Liberté, hanno marciato fianco a fianco, tenendosi sottobraccio, Francois Hollande e Angela Merkel, Abu Mazen e Benjamin Netanyahu, Matteo Renzi e David Cameron, il Presidente ucraino Petro Poroshenko e il Primo Ministro spagnolo Mariano Rajoy, il Presidente del Mali Ibrahim Boubacar Keità - tenendo sottobraccio Netanyahu -, Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione UE e Federica Mogherini, Ministro degli Esteri d'Europa, i Reali di Giordania, monarchi, emiri e ministri arabi... Mancavano solo Obama e Putin (!).
A detta di tutti una giornata memorabile, storica, senza retorica, piena di emozioni alle quali nemmeno gli uomini più potenti del Mondo sono impermeabili.

sabato 10 gennaio 2015

Il dito e la Luna


di Michele Petrino

Per una volta voglio fare come lo stupido e fissare il dito che indica e non la luna.
E se la luna è l'islam radicale, quell'universo jihadista, spesso frammentato, che organizza strategie capillari di terrore nel nostro territorio occidentale, il dito è il bacino in cui viene reclutata la bassa manovalanza necessaria per i piani sanguinari del Califfato, di Al Quaeda e di tutti gli altri gruppi che cercano di assicurarsi un posto in prima fila all'interno del panorama mediatico internazionale.
La luna che tantissimi opinionisti studiano, a ragione, è il terreno di confine che divide l'islam moderato da quello radicale. Sono le cause internazionali che foraggiano il terrorismo. Sono le interpretazioni radicali di un credo che si presta a letture sanguinarie e che affascinano anche ricchi occidentali.


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Migrazioni e Migranti nel Mediterraneo - I trafficanti di uomini -


di Gianni Fabbri

A margine della 13a edizione. 

Non c'è solo la "rotta africana" del Canale di Sicilia ! 




Ci voleva la "Strage sul traghetto" - questi i titoli dei quotidiani, oggi, dopo i toni trionfalistici (!) della prima ora -, con i 13 morti accertati, i 179 passeggeri che "mancano all'appello" - dichiarazione del Procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, che coordina le indagini - e i tanti "clandestini di cui si sono perse le tracce - quanti "clandestini" saranno bruciati vivi laggiù nella stiva, quanti affogati in mare ? Non si saprà mai ! Appunto perché "clandestini" (!?!) - 
Ci voleva anche la tragedia sventata del cargo "Blue Sky M", battente bandiera Moldava, partita dalle coste della Turchia, destinazione la Croazia, con a bordo 800 migranti Siriani e Pachistani, abbandonata alla deriva dagli scafisti - dopo aver azionato il pilota automatico - in prossimità dell'isola di Corfù, e approdata dopo varie vicissitudini e grazie all'intervento della Guardia Costiera Italiana, a Gallipoli. 
Ci volevano questi due eventi drammatici per portare prepotentemente alla conoscenza dell'opinione pubblica che non esiste solo la "rotta africana" del Canale di Sicilia - con approdo a Lampedusa, a Pozzallo... - nei flussi migratori del Mediterraneo e nel traffico di uomini. 
Afgani, Siriani, Pachistani e Iracheni raggiungono la Turchia e la Grecia e lì restano per settimane, a volte mesi. In attesa dell'imbarco da "clandestini" al porto di Smirne, Bodrum (Turchia),Patrasso, Igoumenitsa ( Grecia), per arrivare, nascosti su traghetti e navi cargo in Italia. 
Queste alcune delle nuove e disperate rotte dei profughi.