sabato 25 ottobre 2014

Ripensare i diritti umani: le responsabilità dell'Europa


Emma Fattorini
Le riflessioni e le ricerche di Anna Bravo ci toccano nel profondo non solo perché escono dai luoghi più comuni e prevedibili, per sfidare tabù intangibili. Il suo è una sorta di “revisionismo del cuore” che sa tenere insieme in modo convincente, e in molti casi straordinario, la singola esistenza e la grande storia: il dolore della donna che abortisce e la stessa sofferenza dei feti abortiti, la violenza nella storia come destino ineluttabile del genere umano che però ha un volto, un nome, una ragione che va indagata, per essere sconfitta, nella misura del possibile.

Non dunque un accattivante revisionismo delle idee, ma l’attenzione ad ogni storia personale e collettiva che non stempera in un indifferenziato giustificazionismo “gli oppressi e gli oppressori”.

E lo fa anche in questo saggio sfatando tanti conformismi sul tema dei diritti umani, declinandoli sui migranti: http://www.eutopiamagazine.eu

Popoli mediterranei più vicini di stereotipi



(di Patrizio Nissirio) (ANSAmed) - ROMA, 24 OTT - Un Mediterraneo dove le culture e i valori delle persone appartenenti a popoli diversi sono molto più vicini di quanto la politica e i media, con il loro uso troppo frequente di stereotipi, sappiano raccontare: è quello che emerge dal rapporto 2014 su tendenza interculturali e cambiamenti sociali della Fondazione Anna Lindh.

leggi tutto : http://www.ansamed.info

sabato 18 ottobre 2014

Mare nostrum.....ROMA

          " Il Mediterraneo
           E' stato il più dinamico luogo
           Di interazione tra Società
           Diverse sulla faccia del Pianeta
           E ha giocato nella storia
           Della civiltà umana un ruolo
           Molto più significativo
           Di qualsiasi altro
           Specchio di mare. "

(David Abulafia)
triremi romana

INTRODUZIONE      (Al Capitolo VIII de' "Il Grande Mare")
Introduzione, lettura, trascrizione e commento a cura di Gianni Fabbri

    "Mare Nostrum" fu il nome "romano" del Mar Mediterraneo.
Dopo la conquista della Sicilia, della Sardegna e della Corsica, come pure durante le "Guerre Puniche" contro Cartagine, Roma usò il termine "Mare Nostrum" per indicare il Mar Tirreno più che l'intero Mediterraneo - considerare che la concezione del Mondo Antico era completamente diversa, così pure quella delle distanze, dei mari, delle isole, dei territori...-
    A partire dal I Sec. a.C., quando la Città Eterna cominciò ad estendere i suoi domini dalle... Colonne d'Ercole alle Foci del Nilo, l'espressione "Mare Nostrum" venne estesa a tutto il Mediterraneo.
    Altre espressioni usate dai Romani come sinonimi erano "MareInternum" e "Mediterraneum Mare".

giovedì 16 ottobre 2014

La scelta di Catia (canale Sicilia)


il canale di Sicilia
Lo sconvolgente video degli immigrati aggrappati ai salvagenti. I marinai guidati dalla Comandante : ributtiamo a mare i morti per fare spazio ai vivi.

Web serie e docuweb " La scelta di catia - 80 miglia sud di Lampedusa".
guarda il video:
http://www.corriere.it



l'operazione "Mare nostrum" ha salvato la vita ad 80.000 persone. 
A novembre dovrebbe partire la nuova operazioneFrontex Plus che non andrà a sostituire Mare Nostrum, ma ne sarà complementare, come ha spiegato poche settimane fa Cecilia Malmstroem, uscente Lady Pesc dell'Ue che ha aggiunto "non sarà identica, e soprattutto, non so se potremo trovare i mezzi per fare quello che ha fatto l'Italia". Sì perchè la riuscita della nuova operazione Ue dipende da quello che i singoli stati saranno disposti a mettere sul piatto in termini di mezzi e denaro.
Il primo effetto di Frontex Plus è stato quello di suscitare forti critiche da parte delle istituzioni italiane. Intanto perchè così come disegnato si occuperebbe solo del pattugliamento e non del salvataggio, che è poi stato il tratto distintivo di Mare Nostrum e poi perchè non chiama alla piena corresponsabilità tutti gli Stati membri Ue lasciando la riuscita dell'operazione a pochi volenterosi.
In questa maniera la gestione degli arrivi e delle emergenze rimarrebbe ancora sul groppone di Mare Nostrum e dell'Italia.

sabato 11 ottobre 2014

L'Europa "scheda" tutti i clandestini


L’hanno battezzata “Mos Maiorum”, letteralmente “costume degli antenati”, con riferimento a un principio cardine della morale tradizionale degli antichi romani. Partirà lunedí prossimo e durerà fino al 26 ottobre. Il tempo necessario per avere un quadro reale del fenomeno. È una grande operazione di polizia sugli immigrati irregolari, clandestini, in attesa di asilo politico. Una schedatura di massa per trasformare i clandestini in cittadini in attesa di lavoro, di assistenza umanitaria del paese che accetta di accoglierli. 

Per la prima volta, le polizie degli Stati membri della Comunità Europea, coordinate dall’Italia, lanceranno una offensiva comune contro i trafficanti di immigrati. Al termine di «Mos Maiorum», si dovrebbe avere «un quadro chiaro e aggiornato della situazione riguardante l’area operativa, il modus operandi, le tendenze principali e i possibili cambiamenti rapidi del fenomeno». 

Sempre di più la gestione dei flussi migratori irregolari sta diventando un problema che coinvolge anche i paesi del Nord Europa, non solo quelli rivieraschi, come l’Italia, che fronteggiare in prima linea i flussi migratori che arrivano dall’Africa o dal Medio ed Estremo Oriente. 

leggi tutto su : http://www.lastampa.it


sabato 4 ottobre 2014

Barbaro


Jacques Le  Goff
Uno dei primi importanti avvenimenti che, tra il III e il IV secolo, segnò il passaggio dall’Impero romano al Medioevo fu l’insediamento in Europa dei popoli che i greci antichi chiamavano “barbari”. Essi si insediarono dentro ai confini della cristianità, che nel frattempo si era affermata come la prima realtà geopolitica dell’Europa.
Bisogna sottolineare che questo processo è stato lungo e meno sanguinoso di quanto una certa tradizione storiografica ci abbia fatto credere per lungo tempo. Per questo l’espressione tradizionale “le invasioni barbariche” è stata oggi sostituita da “migrazioni barbariche”.
Non tanto il brigantaggio o la brama depredatoria di un tempo furono le cause della “romanizzazione” dei barbari - e quindi della loro “europeizzazione” - ma l’attrattiva sia materiale che spirituale esercitata dalla cultura romana nei loro confronti.
L’atteggiamento dell’Europa nei riguardi dei barbari è stato certamente improntato alla difesa da loro eventuali attacchi, ma anche e soprattutto dall’intento di civilizzarli e di farli entrare in uno spazio civilizzato. L’Europa è portatrice di civiltà, e sebbene molti secoli dopo - con la colonizzazione - lo sia stata in modo assai contestabile, in questa fase storica il suo intento era quello di rendere i “barbari” dei simili.
Del resto, come è stato mostrato da alcuni studiosi di primo piano, tra cui il polacco Karol Modzelewski, l’integrazione dei “barbari” in Europa è avvenuta più per via giuridica che per via militare. Sotto l’influenza dei Romani, grande popolo di giuristi, i “barbari” elaborarono infatti delle leggi - le “leggi saliche” - che favorirono moltissimo la loro integrazione e la loro civilizzazione.

L'undici settembre del Mediterraneo

Per non dimenticare, ma soprattutto per fare in modo che non avvenga mai, mai, mai più.
Solomon, due anni. Cosi muore un bambino.
Il piccolo Solomon aveva due anni e da qualche giorno è arrivato in Sicilia. Finalmente al sicuro. Nessuno gli farà più del male adesso che è protetto dentro il suo minuscolo feretro bianco. Solomon quasi scompare in mezzo a quelle trecentottantasette bare. Sono così tante che possono occupare un intero campo di calcio. Così tante che hanno riempito due navi da guerra per portarle via. Trecentottantasette bare sono la conclusione del viaggio di 365 eritrei, sudanesi, etiopi, le loro mogli, le mamme e i sedici bambini annegati nel naufragio di giovedì 3 ottobre a poche centinaia di metri da Lampedusa. E sono anche la fine di ventidue siriani, morti con altri duecento profughi di cui non si trovano più i corpi: padri, madri e almeno sessanta bambini colati a picco con il barcone affondato venerdì 11 ottobre, a 60 miglia a Sud dell’isola.

leggi tutta la storia : gatti.blogautore.espresso.repubblica.it