sabato 2 agosto 2014

Turchia, le donne resistono con il sorriso


globalist.it
Quando alle donne turche sarà imposto di tacere, di non far sentire nemmeno la loro voce? 
Non è una provocazione, dopo le affermazioni del vice premier Bülent Arinç, che durante un meeting ha affermato che le donne turche si sono fatte coinvolgere dalla dirompente "corruzione della moralità". Secondo Arinç, infatti, la donna non dovrebbe ridere in pubblico, perché farlo significa essere "invitante" e non rispettosa dei canoni della morale islamica. "Dove sono finite le nostre ragazze?" ha aggiunto "Quelle che arrossiscono, abbassano il capo e volgono lo sguardo da un'altra parte quando le guardiamo in volto, diventando un simbolo di castità?"

La reazione delle donne turche non si è fatta attendere: sono centinaia le foto in cui ridono pubblicate su Twitter con gli hashtag #kahkaha (ridere) e #direnkahkaha (resistere e ridere). A reagire sono donne giovani, anziane e finanche bambine, tutte rigorosamente senza velo. E non è un caso.

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Il vicepremier invita le donne a un comportamento più casto. Si avvicinano le presidenziali del 10 agosto, le prime a elezione diretta, che vedono candidato anche il premier Erdogan. Decisivo per lui il voto dei musulmani. Ma le donne laiche lanciano sul web la loro protesta sorridente. 

Il servizio di Liana Mistretta :