domenica 3 agosto 2014

Carthago delenda est


Marco Porcio Catone - biografieonline.it
Introduzione, lettura, trascrizione e commento a cura di Gianni Fabbri 

157 a.C.: "Ceterum censeo Carthaginem esse delendam - Carthago
delenda est - abbreviato in... Delenda Carthago "
"Infine credo che Cartagine debba essere distrutta - Bisogna distruggere Cartagine". Famosa frase latina, reminiscenza, più o meno remota, di studi della Scuola Media di gentiliana memoria, attribuita a Marco Porcio Catone, per la Storia, Catone il Censore. Pronunziata al suo ritorno da una missione "diplomatica" di arbitrato tra i cartaginesi il re di Numidia Massinissa. Frase ripetuta spesso dal senatore romano, qualunque argomento trattasse in Senato, per sottolineare come non fosse possibile né conveniente per Roma venire a patti con il secolare nemico. 
Cartagine, oggi sobborgo di Tunisi - Tunisia - fu fondata nell'anno 812 a.C. da coloni Fenici, provenienti dalla città di Tiro. Tradizione vuole che a capo di questi coloni vi fosse Elissa, cioè la regina Didone.
Già nel VI secolo a.C., i Cartaginesi, come marinai e mercanti, erano noti nell'intero Mediterraneo.
Nel IV secolo a.C., Cartagine controllava un ampio territorio che andava dal Golfo della Sirte - attuale Libia - a Est, fino alle coste della Numidia - coste dell'Algeria mediterranea - e dell'Iberia - Spagna - a Ovest.
Roma venne invece fondata sessant'anni dopo Cartagine - 753 a.C. 
Roma e Cartagine: due città-Stato che nei secoli divennero due imperi nel Mediterraneo e oltre (almeno per Roma) e ne dettarono l'agenda della storia.

Guarda il video dalle schede di Archeologia 1981 - Rai Scuola - 

www.scuola.rai.it/articoli/cartagine


sabato 2 agosto 2014

Turchia, le donne resistono con il sorriso


globalist.it
Quando alle donne turche sarà imposto di tacere, di non far sentire nemmeno la loro voce? 
Non è una provocazione, dopo le affermazioni del vice premier Bülent Arinç, che durante un meeting ha affermato che le donne turche si sono fatte coinvolgere dalla dirompente "corruzione della moralità". Secondo Arinç, infatti, la donna non dovrebbe ridere in pubblico, perché farlo significa essere "invitante" e non rispettosa dei canoni della morale islamica. "Dove sono finite le nostre ragazze?" ha aggiunto "Quelle che arrossiscono, abbassano il capo e volgono lo sguardo da un'altra parte quando le guardiamo in volto, diventando un simbolo di castità?"

La reazione delle donne turche non si è fatta attendere: sono centinaia le foto in cui ridono pubblicate su Twitter con gli hashtag #kahkaha (ridere) e #direnkahkaha (resistere e ridere). A reagire sono donne giovani, anziane e finanche bambine, tutte rigorosamente senza velo. E non è un caso.

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Il vicepremier invita le donne a un comportamento più casto. Si avvicinano le presidenziali del 10 agosto, le prime a elezione diretta, che vedono candidato anche il premier Erdogan. Decisivo per lui il voto dei musulmani. Ma le donne laiche lanciano sul web la loro protesta sorridente. 

Il servizio di Liana Mistretta :