sabato 19 luglio 2014

Iraq : lo Stato islamico del Medio Oriente

ISPI dossier
Da giorni l'Iraq è tornato prepotentemente al centro dell'attenzione dei media. Dopo la caduta di molte città irachene, dei valichi occidentali e della principale raffineria del paese nelle mani dei miliziani dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante, il gruppo terroristico controlla ormai una vasta porzione del paese mettendo in dubbio l'integrità stessa dello stato iracheno. L'avanzata che l'esercito regola fatica a contenere sta scuotendo alle fondamente gli equilibri interni e internazionali che hanno segnato la storia dell'Iraq sin dalla caduta del regime di Saddam Hussein, aprendo interrogativi non soltanto sul futuro del paese, ma sull'intera area mediorientale.
A livello internazionale, il presidente americano Obama ha promesso di inviare 300 consiglieri militari per aiutare il governo in questo difficile compito, ma ha escluso che saranno effettuati attacchi aerei como rischiesto dall'esecutivo di al-Maliki. Il segretario di stato Kerry, giunto a Baghdad, ha incontrato il premier e ha chiesto ai leader sciiti di concedere più potere governativo alle opposizioni, aprendo quindi la via a un governo di unità nazionale. Posizione sostenuta anche dai ministri degli esteri dell'Ue riunitisi in Lussemburgo per un consiglio straordinario. Da Teheran, il leader supremo Khamenei frena sulla possibile intesa con Washington chiesta nei giorni scorsi da più voci per ristabilire l'ordine nel paese. Khamenei si dice infatti contrario all'intervento Usa in Iraq, in quanto, a suo avviso, gli iracheni sarebbero in grado di mettere fine al conflitto da soli e le ultime misure di Washington rappresentano solo l'ennesimo tentativo di tenere l'Iraq sotto la propria egemonia.