domenica 6 luglio 2014

Così vicini, così lontani


Maria Iole Pellicioni per - Incontri del Mediterraneo -
“ L’ inizio di un cammino nuovo alla ricerca di ciò che unisce, per superare ciò che divide”, sono le parole pronunciateda Papa Francesco durante il viaggio in Terra Santa , che richiamano al dovere di umanità e rispetto di tutto il genere umano, qualunque sia la religione professata. 

Un capitolo quindi di rinnovata speranza era arrivata dalla storica comune preghiera di pace in Vaticano, insieme a Peres, Abu Mazen e al patriarca di Costantinopoli per richiudersi poco dopo, con l’uccisione dei tre ragazzi israeliani e della successiva perdita della vita di un adolescente palestinese.

Apertura e chiusura, Vicino e lontano, nel Mediterraneo si confrontano con esiti drammatici: Il rispetto dei diritti umanisi arresta e soccombe sotto il peso di fatti esecrabili quale l’esecuzione nella sua casa , il 30 Maggio, di Salwa, l’avvocatessa dei diritti umani in Libia o della giornalista Nassib Karnafa, uccisa sgozzata il cui cadavere è stato trovato in un vicolo di Il 26 maggio, e di Meftah Bouzid, giornalista, assassinato a Bengasi per aver criticato le milizie islamiche attive in Libia. Sono macigni che soffocano le aspirazioni di libertà affermate dagli uomini e dalle donne che hanno preso parte alla Primavera araba .


Le coste italiane, sono percepite così vicine da non rappresentare un ostacolo al partire, verso un sogno di miglioramento della propria condizione esistenziale e sono altresì, così lontane, da richiedere il prezzo di tante vite per lecondizioni di assoluta precarietà nell’attraversamento del nostro mare.

E’ assurdo e paradossale il fatto che l’Europa, che ha promosso trattati per la facilitazione della mobilità delle persone all’interno degli Stati membri, poi assista sorda e passiva all’esodo drammatico di popolazioni in fuga dalla miseria e dalla guerra alle quali non viene riconosciuto il diritto alla dignità e alla vita.

Gli ostacoli al dialogo e alla cooperazione non arrivano solo dal mare; sono infatti di natura economica, politica e culturale.

La posizione geografica dell’Italia nel Mar Mediterraneo, che ha dato vita a importanti civiltà non può restare causa inevitabile della tragedia umana che quasi quotidianamente vi si consuma e che , oggi rende questo mare di attualità come “grande cimitero”, nè può essere passivamente subita la sua trasformazione da luogo di vita a luogo di morte. 

“Incontri del Mediterraneo “ rappresenta perciò una voce forte e chiara orientata al riconoscimento dell’altro, dei suoi bisogni e dei suoi diritti, che individua nel confronto un andare verso l’altro, come opportunità autentica di incontro edè un’azione concreta a favore del dialogo tra le popolazioni che vivono lungo le coste mediterranee, caratterizzate da una molteplicità di culture e di conflitti, più elevata rispetto ad altre aree del pianeta.

Il soggetto promotore , responsabile dell’impianto culturale , delle iniziative e delle partnership è l’AssociazioneMichele Pulici , che si è costituita dopo la scomparsa di Michele e ne porta il nome a testimonianza della continuità del suo impegno.

Lo statuto dell’associazione individua infatti nella promozione della conoscenza e nello scambio tra popoli e culture diverse, il sicuro fondamento di pace e di progresso economico e sociale; la cittadinanza dei nuovi cittadini immigrati e la responsabilità sociale in ogni ambito . 

Proseguire sulla strada indicata da Michele, essere parte attiva nel territorio con la messa in atto di azioni positive che favoriscano il dialogo interculturale, portare contributo come singoli individui o come realtà associativa organizzata, anche in progetti di cooperazione decentrata, significa assumere in prima persona le responsabilità sociali e civili che competono a ciascuno di noi.