sabato 12 luglio 2014

Bosnia-Erzegovina: togliere le armi dalle strade


www.stampaitalia.it
Nella piccola, tranquilla cittadina di Modrica, in Bosnia-Erzegovina, due adolescenti hanno causato, recentemente, un bel trambusto. Dopo aver trovato bombe a mano abbandonate in un ex campo di battaglia, hanno deciso di portarle a scuola.

L'evento non è però insolito, perché altri incidenti si sono verificati nella regione, negli ultimi mesi. A quasi 20 anni dalla fine del conflitto armato del 1992 - 1995 il Paese soffre ancora le sue conseguenze: ben 750.000 sono infatti le armi da fuoco illegali ancora in circolazione e 16.000

le tonnellate di munizioni, che hanno già provocato più di 10.000 morti tra incidenti, suicidi e omicidi. In media, queste armi sono responsabili di almeno dieci atti di violenza a settimana.

Per ripulire il Paese da questi strumenti di morte l’organizzazione delle Nazioni Unite UNDP ha lanciato il programma “Scegli la vita, senza le armi”. Una campagna che mira a ritirare tutte le armi detenute illegalmente, senza temere ripercussioni, grazie ad una legge di amnistia.

Una volta consegnate, le armi vengono fuse e il ricavato riciclato per costruire ricambi di treni e altre infrastrutture pubbliche. Dall’inizio della campagna, settembre 2013, sono oltre dieci mila le armi consegnate.

Ricavato dal bollettino della UNDP