domenica 27 luglio 2014

Gaza, l’Onu accusa Hamas e Israele “Crimini di guerra nella Striscia”




L’Onu accusa: “Crimini di guerra nella Striscia” 

Intanto, a 16 giorni dall’inizio dell’offensiva militare, l’Onu alza la voce sull’intervento delle truppe israeliane . L’Alto commissario per i diritti umani, Navi Pillay, ha accusato Tel Aviv di «aver commesso possibili crimini di guerra», citando le numerose vittime civili fra i palestinesi. Lo stesso commissario ha anche puntato il dito contro l’organizzazione Hamas che «attacca i civili in modo indiscriminato». Il consiglio delle Nazioni unite ha inoltre approvato a Ginevra una risoluzione per una commissione di inchiesta internazionale per una indagine sulle violazioni. Una risoluzione - avviata da una richiesta palestinese e di altri Paesi - respinta al mittente dal premier Benyamin Netanyahu, che l’ha definita «una parodia» da dover «essere rigettata da ogni persona decente ovunque». «Si indaghi piuttosto su Hamas - ha incalzato il premier - «che ha commesso un doppio crimine di guerra: sparare razzi ai civili israeliani e nascondersi dietro i civili palestinesi». 

leggi tutto l'articolo su : www.lastampa.it

Bulgaria : muro anti-immigrazione



"Questa [barriera] è un'infrastruttura che ha il fine di prevenire l'immigrazione illegale attraverso il confine. L'obiettivo non è impedire l'ingresso di richiedenti asilo, ma di convogliare il flusso ai valichi di frontiera". Con queste parole Angel Naydenov, ministro della Difesa bulgaro, il 17 luglio 2014 ha presentato ai giornalisti il muro di 30 chilometri innalzato in questi mesi alla frontiera con la Turchia, confine esterno dell'Unione europea.

leggi tutto :

www.balcanicaucaso.org

sabato 26 luglio 2014

Acqua arma da guerra



Gaza, Iraq, Siria. Quando l’acqua è usata come uno strumento di guerra

Nella Striscia, Israele ha colpito una stazione di drenaggio e l'impianto fognario: l'invasione di terra complica ulteriormente le cose. Ora "ci sono persone che incominciano a bere l'acqua salata" racconta padre Jorge Hernandez, parroco nella città palestinese. La lotta per il controllo dell'oro blu infiamma altri due fronti caldi: quello iracheno e quello siriano. Ad Aleppo alcuni "hanno cominciato a bere dalle pozzanghere in strada"

“Nella mia area non abbiamo acqua da quattro giorni, e anche quando cerchi di chiamare l’autocisterna per una consegna, non vengono, perché nessuno vuole guidare, i caccia israelianili colpirebbero. Qui il 90% di quella che c’è non può esser usata per bere né cucinare. Tanto più che non abbiamo elettricità se non per due ore al giorno: come potrebbero funzionare le pompe senza corrente?”. È lo spaccato di vita raccontato a ilfattoquotidiano.it da Yousef, giovane gazawi che lavora per l’International Solidarity Movement, residente a Gaza dove l’acqua, come in altri teatri di conflitto in Medio Oriente - dall’Iraq alla Siria - è usata come strumento di guerra. 
leggi tutto l'articolo su :

domenica 20 luglio 2014

Tunisia : 29° Festival Internazionale El Jem


www.minube.it
(ANSAmed) - Tunisi, 11 LUG - E' stato presentato dal direttore Badie Chabaane il 29° Festival Internazionale di Musica Sinfonica di El Jem. L'anfiteatro romano di El Jem (detto piccolo Colosseo) è luogo legato alla storia, dichiarato nel 1979 Patrimonio dell'Umanità, ogni anno ospita questo appuntamento culturale ormai consolidato nel tempo e che attira anche molti turisti stranieri. In sintesi qui di seguito il programma: 02 agosto - Orchestra di Ballo dell'Opera di Vienna 04 agosto - Marcel Khalifa accompagnato dall'Orchestra Sinfonica Tunisina 06 agosto - Orchestra Nazionale Tedesca si esibirà nella Nona Sinfonia di Beethoven con 100 musicisti e 60 coristi.

09 agosto - China National Opera House Symphony Orchestra 16 agosto - Orchestra Sinfonica Tunisina sotto la direzione di Hafedh Makni 23 agosto - Orchestra Sinfonica Russa del Conservatorio di Mosca 26 e 27 agosto - Cirque de Glace 30 agosto -spettacolo tunisino firmato da Jalloul Ayed e interpretato dal soprano Yosra Zekri.(ANSAmed)

THALASSA - Le acque del Mediterraneo -



Di Fabio Fiori - Mursia Editore
"Thalassa è la parola che preferisco fra le tante che i greci avevano per indicare il mare perché significa semplicemente acqua salata.
E' il luogo del vivere, l'orizzonte della pratica, il Mediterraneo dell'esperienza."

Quest'ultimo lavoro di Fabio Fiori è sicuramente un'intensa, appassionata dichiarazione d'amore per il "Mare Nostrum", così come si dichiara amore infinito all'amata, o all'amante... Una passione vera che spinge l'autore a cercare, a volere il contatto fisico attraverso l'immersione totale nelle sue acque calde, avvolgenti, con la pratica del nuoto.
Un ritorno alle origini, immergendosi nell'elemento liquido perfetto del brodo primordiale,,, L'anima che cresce nel liquido primordiale, la Thalassa della vita.
Volere accarezzare con un remo-arto le sue calme acque alla ricerca delle insenature più nascoste o degli anfratti più misteriosi.
Solcare, con la lievità della vela, la sinuosità sensuale delle sue onde accarezzandole dolcemente ad ogni bordo lungo la rotta verso l'orizzonte sconfinato, assaporando libertà da ogni brezza, ad ogni spruzzo.

Can Europe learn from Athenian democracy?


eutopiamagazine.eu
The years 1992 and 1993 saw a rash of exhibitions and conferences under the slogan ‘2,500 years of democracy’. These commemorated the reforms carried out by Cleisthenes in Athens in 508/507 BCE, which laid the foundations for the development of Athenian democracy, according to the modern academic consensus.

From the middle of the fifth to the end of the fourth century BCE, this order was distinguished by the fact that all important decisions were made in the public assemblies and courts accessible to all citizens, and that the council and the officeholders were chosen by drawing lots and the citizens were paid a daily fee for taking on these functions.

The anniversary does not commemorate the continuity of these institutions, yet it does represent a debate that has bridged the years, about the possibility or desirability of rule by the people, a debate which has repeatedly made reference to the Athenian model. Up to the dawn of the modern age, however, the idea was almost universally dismissed as irreconcilable with the natural inequality between individuals.

Immigrazione: una priorità per il semestre italiano di Presidenza dell'UE



“Europa, un nuovo inizio” è il titolo del programma semestrale della Presidenza italiana del Consiglio dell’unione Europea che è iniziata il 1° luglio e si protrarrà fino al 31 dicembre 2014.

La presidenza italiana del Consiglio UE dedica gran parte delle pagine del programma al tema caldissimo della gestione dei flussi migratori. Il numero dei profughi sbarcati sulle coste italiane dall’inizio del 2014 supera già il totale degli arrivi registrati nel 2013. L’Italia ha denunciato a più riprese la colpevole mancanza di supporto da parte dell’UE: l’Agenzia europeaFrontex ha stanziato, infatti, soltanto 7 milioni di euro a fronte dell’emergenza.

Uno degli obiettivi della Presidenza italiana sarà, dunque, far sì che l’UE si doti di una politica migratoria comune e di un migliore coordinamento alla lotta all’immigrazione clandestina.

La Presidenza italiana dovrà sfruttare al massimo questo semestre per migliorare e rafforzare la gestione integrata delle frontiere esterne nel pieno rispetto dei diritti fondamentali.

leggi tutto l'articolo su : www.comuni.it

sabato 19 luglio 2014

Cipro: 40 anni fa il fallito golpe che divise l'isola



(di Furio Morroni) (ANSAmed) - NICOSIA, 15 LUG - Una ferita lunga quattro decenni e che ancora non si è rimarginata: è questo il tragico sentimento che oggi, 15 luglio, è riaffiorato nei cuori di 800mila greco-ciprioti che ricordano il 40.mo anniversario del colpo di stato compiuto (ma presto fallito) da un gruppo di loro connazionali quello stesso giorno del 1974. Golpe che avrebbe portato alla successiva invasione militare da parte delle truppe di Ankara e alla divisione dell'isola tuttora in atto e della sua capitale, Nicosia, ancora divisa come una piccola, dimenticata Berlino in mezzo al Mediterraneo.
Anche stamani, com'è ormai tradizione, il lugubre ululato delle sirene dell'allarme anti-aereo è risuonato alle 08:20 in punto (le 07:20 in Italia) in tutta Cipro, l'ora precisa in cui, 40 anni fa, venne esplosa la prima salva di cannonate contro il palazzo presidenziale di Nicosia. Quel boato fu l'inizio di un colpo di Stato militare, sostenuto dalla giunta dei colonnelli allora al potere ad Atene, che depose Sua Beatitudine l'arcivescovo ortodosso Makarios III dalla carica di presidente della Repubblica, costringendolo all'esilio. Il golpe, che fallì pochi giorni dopo, offrì però alla Turchia la tanto attesa occasione di invadere Cipro il 20 luglio successivo e di occupare con 40.000 soldati il 38% del territorio nel Nord dell'isola. I devastanti combattimenti che seguirono (gli aerei turchi sganciarono anche bombe al napalm) provocarono la morte di circa 7.000 persone (per tre quarti greco-ciprioti), l'esodo forzato verso Sud di 200.000 greco-ciprioti e verso Nord di migliaia di turco-ciprioti nonché la 'scomparsa' di 1.619 tra militari e civili - per lo più donne, vecchi e bambini - catturati dalle truppe turche e mai più tornati alle loro case. Quel 15 luglio 1974 era cominciato a Cipro come una qualsiasi calma giornata estiva con decine di migliaia di bagnanti, locali e stranieri, pronti ad affollare le spiagge per sfuggire all'afa. Ma alle 8:20 esatte una salva esplosa dai carri armati T-34 della Guardia Nazionale cipriota – agli ordini di ufficiali dell'esercito greco - dette il via al bombardamento del palazzo presidenziale di Nicosia, residenza di Makarios III. Fu il segnale d'inizio del sanguinoso golpe filo-greco orchestrato dall'agonizzante giunta dei colonnelli al potere ad Atene con l'appoggio della Cia che dette ad Ankara il pretesto per invadere militarmente l'isola cinque giorni dopo "per proteggere" la minoranza turca, il 18% della popolazione dell'isola, che riteneva minacciata.

leggi tutto : www.ansamed.info

Cosi nasce l'Europa dei diritti

Con la Rivoluzione francese e il Terrore, il progetto illuministico di difendere, emancipare e rendere felice l'uomo attraverso la pratica dei diritti s'interruppe: finì sostanzialmente nell'oblio e in un cono d'ombra storiografico. La storia europea prese indubbiamente un'altra strada ancora tutta da ricostruire dal punto di vista dell'eredità di quel mondo e di quel linguaggio che mirava a proteggere l'individuo di fronte all'emergere del nazionalismo. Ma è soprattutto alla domanda sul perché l'Illuminismo ha scoperto i diritti dell'uomo che questa ricerca ha dedicato non poco spazio.

leggi tutto l'articolo clicca : www.ilsole24ore.com

Iraq : lo Stato islamico del Medio Oriente

ISPI dossier
Da giorni l'Iraq è tornato prepotentemente al centro dell'attenzione dei media. Dopo la caduta di molte città irachene, dei valichi occidentali e della principale raffineria del paese nelle mani dei miliziani dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante, il gruppo terroristico controlla ormai una vasta porzione del paese mettendo in dubbio l'integrità stessa dello stato iracheno. L'avanzata che l'esercito regola fatica a contenere sta scuotendo alle fondamente gli equilibri interni e internazionali che hanno segnato la storia dell'Iraq sin dalla caduta del regime di Saddam Hussein, aprendo interrogativi non soltanto sul futuro del paese, ma sull'intera area mediorientale.
A livello internazionale, il presidente americano Obama ha promesso di inviare 300 consiglieri militari per aiutare il governo in questo difficile compito, ma ha escluso che saranno effettuati attacchi aerei como rischiesto dall'esecutivo di al-Maliki. Il segretario di stato Kerry, giunto a Baghdad, ha incontrato il premier e ha chiesto ai leader sciiti di concedere più potere governativo alle opposizioni, aprendo quindi la via a un governo di unità nazionale. Posizione sostenuta anche dai ministri degli esteri dell'Ue riunitisi in Lussemburgo per un consiglio straordinario. Da Teheran, il leader supremo Khamenei frena sulla possibile intesa con Washington chiesta nei giorni scorsi da più voci per ristabilire l'ordine nel paese. Khamenei si dice infatti contrario all'intervento Usa in Iraq, in quanto, a suo avviso, gli iracheni sarebbero in grado di mettere fine al conflitto da soli e le ultime misure di Washington rappresentano solo l'ennesimo tentativo di tenere l'Iraq sotto la propria egemonia.

domenica 13 luglio 2014

Adriano e la Grecia

www.beniculturali.it
Arrivano a Villa Adriana prestiti eccezionali concessi dai musei greci, molti dei quali per la prima volta al di fuori dei confini della stessa Grecia.

La coincidenza che vede la Grecia alla presidenza europea nel primo e l'Italia nel secondo semestre del 2014 ha offerto lo spunto per questa mostra, che mette in luce il rapporto tra Adriano e la Grecia, letto sotto la particolare angolazione di Villa Adriana, luogo che rispecchia la Grecia come la vede e la conosce l’imperatore.

Adriano e la Grecia. Villa Adriana tra classicità ed ellenismo crea un inedito gioco di specchi fra le testimonianze presenti in Grecia e le rielaborazioni che Adriano propone di esse nella sua residenza alle porte della capitale.

La mostra, promossa dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio e la Direzione Generale per le Antichità, si avvale della collaborazione con la Scuola Archeologica Italiana di Atene e la Direzione Musei, Mostre e Programmi Educativi del Ministero della Cultura e dello Sport della Grecia.

L’esposizione, curata da Elena Calandra e Benedetta Adembri, è ambientata nell'Area Archeologica di Villa Adriana, Antiquarium del Canopo dal 9 aprile al 2 novembre 2014, e comprende più di cinquanta opere, tra cui oltre venti provenienti da Atene, Loukou, Maratona, Pireo e Corinto.
Guarda il video con le opere clicca sul link : flashedu.rai.it

Aprire o chiudere le frontiere ?

www.migrantitorino.it

Il messaggio suona chiaro: è necessaria un'azione urgente per sostenere la lotta in Italia con i flussi migratori, ma questo dovrebbe essere quello di aprire o chiudere le frontiere? Il nostro pannello dibattiti

Parlamento Europeo IT You Tube Europarlamenttv

Guarda il dibattito clicca sul link : http://links.govdelivery.com

sabato 12 luglio 2014

Settimana internazionale della memoria


Sono aperte le iscrizioni alla VIII edizione della Settimana Internazionale della Memoria.

23-30 agosto 2014 | Tuzla, Srebrenica, Sarajevo

Siamo giunti all'ottava edizione della Settimana Internazionale della Memoria, che in questi anni si è sempre più configurata come una “cornice di garanzia” entro la quale si sono sviluppate le attività del gruppo Adopt Srebrenica, rivolte al tentativo di ricostruire il tessuto connettivo di una comunità devastata della guerra degli anni novanta. Anche quest'anno sono previste attività e incontri di testimonianza e di conoscenza del contesto bosniaco e della memoria recente (Centro di Identificazione di Tuzla, Centro di documentazione Adopt Srebrenica, Tunnel di Sarajevo, Museo della Resistenza Sarajevo, luoghi di interesse storico nelle città toccate dalla Settimana Internazionale) unitamente ad attività di approfondimento mirate a favorire il dialogo inter-etnico e la riflessione partecipata sul post-conflitto.

continua a leggere : 

Quattro scenari per i Balcani in Europa


Fabrizio/flickr
Tra dieci anni quali saranno i rapporti tra Unione europea e paesi dei Balcani? Da Graz arrivano quattro scenari per guardare all'allargamento

Dopo l'ingresso della Croazia nell'Unione europea, l'estate scorsa, passerà circa un decennio prima che i prossimi paesi dei Balcani occidentali compiano lo stesso passo. Quali sono gli scenari che si potrebbero avverare in tale lasso di tempo, e quali sono i rischi? Se ne occupa ora un policy paper del BiEPAG ( Balkans in Europe Policy Advisory Group * ) The unfulfilled promise: completing the Balkan enlargement

Quattro sono gli scenari individuati nello studio: la continuazione del processo d'allargamento secondo i criteri attuali ("Business as usual"); l'alienazione dei paesi balcanici rispetto all'UE, seguendo il percorso della Turchia; l'abbandono totale del processo d'allargamento e una nuova instabilità regionale; e un nuovo "big bang" balcanico che invece ne acceleri l'integrazione europea.
Business as usual?

Lo scenario più plausibile secondo il BEPAG è che il processo d'allargamento continui lungo i binari attuali. Riformato nel 2010-11 a seguito delle lezioni apprese dall'allargamento a Romania e Bulgaria, il processo d'allargamento si basa oggi sui criteri di "Copenhagen plus", gli stessi decisi nel 1993 a Copenhagen - democrazia, economia di mercato funzionante, capacità di mettere in atto gli impegni europei - più criteri specifici ad ogni paese candidato dei Balcani - dalla cooperazione con l'ICTY alla normalizzazione delle relazioni bilaterali con i paesi vicini.

continua a leggere : www.balcanicaucaso.org

Bosnia-Erzegovina: togliere le armi dalle strade


www.stampaitalia.it
Nella piccola, tranquilla cittadina di Modrica, in Bosnia-Erzegovina, due adolescenti hanno causato, recentemente, un bel trambusto. Dopo aver trovato bombe a mano abbandonate in un ex campo di battaglia, hanno deciso di portarle a scuola.

L'evento non è però insolito, perché altri incidenti si sono verificati nella regione, negli ultimi mesi. A quasi 20 anni dalla fine del conflitto armato del 1992 - 1995 il Paese soffre ancora le sue conseguenze: ben 750.000 sono infatti le armi da fuoco illegali ancora in circolazione e 16.000

le tonnellate di munizioni, che hanno già provocato più di 10.000 morti tra incidenti, suicidi e omicidi. In media, queste armi sono responsabili di almeno dieci atti di violenza a settimana.

Per ripulire il Paese da questi strumenti di morte l’organizzazione delle Nazioni Unite UNDP ha lanciato il programma “Scegli la vita, senza le armi”. Una campagna che mira a ritirare tutte le armi detenute illegalmente, senza temere ripercussioni, grazie ad una legge di amnistia.

Una volta consegnate, le armi vengono fuse e il ricavato riciclato per costruire ricambi di treni e altre infrastrutture pubbliche. Dall’inizio della campagna, settembre 2013, sono oltre dieci mila le armi consegnate.

Ricavato dal bollettino della UNDP

domenica 6 luglio 2014

Corsari nel nostro mare


artemagazine.it
Contributo di Gianni Fabbri - Incontri del Mediterraneo -
Una MOSTRA dedicata alla storia affascinante e non molto nota dei CORSARI nel MEDITERRANEO, illustrata nei suoi vari e curiosi aspetti con immagini, carte nautiche e documenti.
Una vicenda che ha condizionato la navigazione e le coste del 
MARE NOSTRUM tra il XVI e il XIX secolo, dando vita ad una intensa produzione di arte e folclore.

Quella dei corsari è una delle tante storie che racconta il nostro mare, inteso sia come Mare Nostrum Mediterraneo, sia come il "più nostro" Adriatico, per la parte che bagna le coste di Romagna, le cui spiagge sono ora un luogo sicuro e familiare per eccellenza, ma dove tra le ultime incursioni dei corsari e i primi stabilimenti balneari, tra il 1820 e il 1840, passarono solo due decenni.
Anche il Mediterraneo ebbe infatti i suoi Corsari - e i suoi Pirati -, meno famosi, ma certo non meno interessanti dei loro "colleghi" dei Caraibi.
Essi furono una presenza costante e pericolosa soprattutto tra la fine del secolo XVI e l'inizio del secolo XIX, nel quadro della contrapposizione, ma anche della convivenza e del reciproco interesse e curiosità, tra il mondo della Cristianità e quello Islamico dell'Impero Ottomano, che dopo Lepanto vedono le loro forze ed insediamenti in equilibrio sulle opposte sponde del Mediterraneo.
Una "guerra inferiore", come la definì il grande storico Fernand Braudel, che vide protagoniste le navi corsare e pirati che avevano le loro basi nelle "reggenze barbaresche" di Algeri, Tunisi, Tripoli, senza dimenticare tuttavia la miriade di piccole imbarcazioni che trovavano rifugio un po' ovunque nei tantissimi anfratti delle coste del Mediterraneo, come ad esempio, in Adriatico, a Dulcigno e
Valona.

Israele-Palestina: un conflitto lungo più di cento anni



linkiesta.it
Tre giovani israeliani rapiti e uccisi. I corpi sono stati trovati in Cisgiordania, il 30 giugno scorso, nei pressi di Hebron. Da subito il governo israeliano ha annuncitao una reazione armata. «È necessaria una operazione che dia a Hamas un colpo mortale. Dobbiamo sradicare il terrorismo... demolire le abitazioni degli assassini, distruggere i loro depositi di armi, bloccare i finanziamenti», sono state le parole immediate del viceministro della Difesa Danu Danon del Likud, partito della destra israeliana. E dopo due giorni di attacchi nella striscia di Gaza, durante i quali ha perso la vita anche un giovane palestinese, il 2 luglio un altro ragazzo palestinese di circa 16 anni, Mohammed Abu Khder, è stato sequestrato e ucciso e il suo cadavere è stato trovato in un bosco a Gerusalemme.

Come si è arrivati a questa nuova ennesima escalation di violenze? Gli albori del conflitto israelo-palestinese risalgono alla fine del 1800, quando Gerusalemme aveva già ottenuto una certa autonomia dall’impero Ottomano. Ma è all’inizio del Novecento che la popolazione arabo-palestinese, sentendosi minacciata dall’immigrazione ebraica, dà vita ai primi movimenti nazionalistici. Dopo la prima guerra mondiale e la caduta dell’impero Ottomano, la situazione si fa ancora più confusa.

È il 1917 quando Arthur Balfour, ministro degli Esteri della Gran Bretagna (che dopo la guerra si era spartita con la Francia i possedimenti dell’impero Ottomano della regione), riconosce agli ebrei emigrati dall’Europa il diritto di formazione di un “focolare nazionale” in territorio palestinese. Dopo diverse polemiche la Società delle Nazioni affida alla Gran Bretagna il mandato di gestire la questione israelo-palestinese. Tra i disordini e le violenze, si arriva al secondo dopoguerra, quando la Gran Bretagna rimette la questione, diventata ormai quasi ingestibile, nelle mani delle Nazioni Unite. Da qui parte la nostra infografica. 

clicca per vedere l'infografica sul link qui sotto :






Così vicini, così lontani


Maria Iole Pellicioni per - Incontri del Mediterraneo -
“ L’ inizio di un cammino nuovo alla ricerca di ciò che unisce, per superare ciò che divide”, sono le parole pronunciateda Papa Francesco durante il viaggio in Terra Santa , che richiamano al dovere di umanità e rispetto di tutto il genere umano, qualunque sia la religione professata. 

Un capitolo quindi di rinnovata speranza era arrivata dalla storica comune preghiera di pace in Vaticano, insieme a Peres, Abu Mazen e al patriarca di Costantinopoli per richiudersi poco dopo, con l’uccisione dei tre ragazzi israeliani e della successiva perdita della vita di un adolescente palestinese.

Apertura e chiusura, Vicino e lontano, nel Mediterraneo si confrontano con esiti drammatici: Il rispetto dei diritti umanisi arresta e soccombe sotto il peso di fatti esecrabili quale l’esecuzione nella sua casa , il 30 Maggio, di Salwa, l’avvocatessa dei diritti umani in Libia o della giornalista Nassib Karnafa, uccisa sgozzata il cui cadavere è stato trovato in un vicolo di Il 26 maggio, e di Meftah Bouzid, giornalista, assassinato a Bengasi per aver criticato le milizie islamiche attive in Libia. Sono macigni che soffocano le aspirazioni di libertà affermate dagli uomini e dalle donne che hanno preso parte alla Primavera araba .