venerdì 20 giugno 2014

Giornata mondiale del rifugiato

Le recenti violenze in Iraq hanno costretto mezzo milione di persone ad abbandonare le proprie case. Si tratta di persone che si aggiungono ai 45,2 milioni di sfollati in tutto il mondo, secondo i dati dell'anno scorso dell'Unhcr, l’agenzia Onu per i rifugiati (l'ultimo rapporto è atteso per domani). Per dare un’idea dell’ordine di grandezza, è come se tutta la popolazione della Spagna fosse costretta, per ragioni di sicurezza, a lasciare il paese. Milioni di persone che per vivere hanno dovuto lasciare ogni cosa: casa, parenti, amici, ricordi. E tutto solo per inseguire il diritto più elementare del mondo: quello di vivere. A lanciare il grido di allarme, insieme all’Unhcr, sono diverse organizzazioni non governative per cui la Giornata Mondiale del Rifugiato (che si celebra domani, venerdì 20 giugno) non è che un’occasione per richiamare l’attenzione su un dramma che, purtroppo, resta maledettamente reale, giorno dopo giorno.
"Il mondo sta già affrontando tre crisi di proporzioni devastanti che hanno trasformato milioni di studenti, agricoltori e commercianti in rifugiati", spiega il direttore esecutivo del World Food Program, che da poco ha visitato il campo rifugiati di Zaatari, in Giordania. "Con la ripresa delle violenze in Iraq, il mondo deve ricordare che conflitti come quelli in Iraq, Siria, Sud Sudan e Repubblica Centrafricana non solo distruggono la vita di coloro che fuggono, ma gravano anche sulle risorse, spesso limitate, delle comunità che li accolgono. La giornata del rifugiato ci offre un'altra occasione per ricordare al mondo queste sfide".


continua  a leggere : www.huffingtonpost.it