domenica 5 gennaio 2014

Due sponde una sola grande Civiltà ecco la sua grande bellezza

Affascinante e inquietante: il mare mitico sul quale Omero fa navigare Ulisse. La Storia l'ha amato, per poi maltrattarlo. Ma se comprendiamo che il Mediterraneo è sinonimo di vita, e dunque di amore, emozione, ma anche di passione tumulto, constatiamo oggi fino anche punto la sua identità rappresenta un'eccezione culturale. Mi piace molto il suo nome in arabo: "Mare bianco di mezzo". Un nome probabilmente ironico, poiché come sappiamo questo mare non è centrale, e tanto meno bianco, ma piuttosto agitato e rosso per il sangue versato nei tanti conflitti che hanno devastato e continuano a devastare i Paesi sulle sue rive: scontri militarie guerre civili, odi ancestralie violenze, mai definitivamente bandite da queste terre che circondano il magnifico azzurro e la sua schiuma appena sfiorata da un vento dell'Est, che a Tangeri è chiamato "chergui", e a Marsiglia "mistral".
Conosco un Mediterraneo ricco e poco popolato al Nord, e un altro al Sud, povero e sovrappopolato, che si sorvegliano a vicenda e si guardano con sospetto; e un altro ancora, utopico e virtuale, fantasioso e nostalgico: cosa che non fa bene né alla salute, né alla lucidità.
leggi tutto : repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013

poesia di Joan Manuel Serrat leggi e guarda : www.youtube.com

canzone di Joan Manuel Serrat  ascolta : www.youtube.com