sabato 6 dicembre 2014

Visti della Santa sede, se ne parla agli Incontri del Mediterraneo



Alessandra Ballerini ci spiega l'iniziativa per aprire le vie legali e i corridoi umanitari a chi fugge dalla guerra. 

Leggi l'articolo completo de l'Espresso postato sul nostro Blog : www.incontridelmediterraneo.it




L'opinione di Monsignor Francesco Lambiasi Vescovo di Rimini agli Incontri del Mediterraneo


mercoledì 3 dicembre 2014

Incontri del Mediterraneo XIII^ Edizione

Un Grazie speciale, a tutte le persone intervenute e al pubblico, che ha partecipato con passione a queste giornate ricche di scambi e prestiti culturali, fecondi ed autentici.


"Se ti sabir
ti respondir,
se non sabir
tazir, tazir."

domenica 30 novembre 2014

Musica Sabir con Stefano Saletti e Barbara Eramo

Musica del Mediterraneo in lingua Sabir, lingua franca utilizzata principalmente negli Stati cosiddetti barbareschi (le reggenze di Algeri, Tunisi e Tripoli), tra il periodo delle crociate e fino a tutto il XIX sec.
Barbara Eramo e Stefano Saletti

Raffaella Cosentino agli Incontri del Mediterraneo

Raffaella Cosentino

Raffaella ci racconta come é nata l'idea del documentario e di  come sia stato possibile girare immagini dentro le strutture CIE italiane.
docufilm "EU 013 Ultima frontiera".

sabato 29 novembre 2014

Monsignor Lambiasi agli Incontri del Mediterraneo

La Civiltà europea si fonda su tre colli, il Partenone, il Campidoglio e il Golgota.
"Le persone umane o dialogano o non sono umane". (Papa Francesco).

da sinistra Prof.Ennio Grassi, Monsignor Francesco Lambiasi, la  Sindaco di Riccione Renata Tosi

Incontri del Mediterraneo all'Istituto A.Volta di Riccione

Giovani e Intercultura

gli studenti del Volta

Incontri del Mediterraneo a scuola

I nostri ospiti dialogano con gli studenti dell'ISTITUTO A.VOLTA di Riccione
la nostra tavola rotonda a Scuola

Scuola e Incontri del Mediterraneo

Made in Castel Volturno incontra istituto arte di Riccione. Intercultura e scuola.

gli studenti dell'Istituto d'Arte

venerdì 28 novembre 2014

Tavola rotonda

Nicola Grigion, la Carta di Lampedusa, proposta per disegnare dei principi e cogliere una occasione per ripensare il discorso sull'immigrazione.
Nicola Grigion - Melting Pot

Tavola rotonda

Giampaolo Musumeci, ci parla del trafficante di immigrati, il Mediterraneo vale 150 miliardi di euro per le organizzazioni criminali.
da sinistra Andrea Di Nicola e Giampaolo Musumeci

Tavola rotonda

Inizia Luigi Ammatuna, sindaco di Pozzallo (RG), "Noi dobbiamo accogliere quelle persone come si deve".
il sindaco di Pozzallo Luigi Ammatuna

Tavola rotonda - Incontri del Mediterraneo

Inizia il dibattito con i nostri ospiti. Affrontare il tema dell'immigrazione e i richiedenti asilo, una sfida dei nostri tempi, una opportunità per costruire ponti umanitari
i relatori

La Casa di Alice in mostra agli Incontri del Mediterraneo

Abiti, tessuti, alto artigiano, ma soprattutto tanta solidarietà per un modo di accogliere che tiene insieme le necessità e la dignità di chi ha bisogno di aiuto.
un abito della collezione "made in Castel Volturno"

Presentazione libro "La vita ti sia lieve" con l' autrice Alessandra Ballerini

Alessandra ci racconta il suo ultimo libro con prefazione di Erri De Luca
Pietro Cavallaro e Alessandra Ballerini

mercoledì 26 novembre 2014

Tavola rotonda - 28 Novembre - h.21.00 - Riccione - Palazzo dei Congressi



Il primo dibattito degli Incontri del Mediterraneo vedrà come protagonisti il sindaco di Pozzallo Luigi Ammatuna, Andrea Di Nicola Docente in Criminologia dell'Università di Trento, Giampaolo Musumeci foto-reporter giornalista e conduttore radiofonico (Radio24), Alessandra Ballerini avvocatessa per i diritti umani promotrice dell'appello a Papa Francesco in merito ai "visti della Santa Sede", Nicola Grigion associazione Melting Pot promotrice della Carta di Lampedusa.

Il Mediterraneo è frontiera o ponte tra popoli e culture ?

Una serata in cui si confronteranno la politica, il mondo dell'associazionismo, l'Università, il giornalismo e la società civile, seduti al tavolo del Mediterraneo, per trovare il dialogo e imparare a comprendere.

Incontri del Mediterraneo

sabato 22 novembre 2014

Migrazioni e migranti nel Mediterraneo, l'emergenza, lo sfruttamento, i trafficanti di persone

La questione dell'immigrazione e dei richiedenti asilo nel nostro paese continua da molti anni ad essere un "emergenza".

Nelle giornate che ci attendono cercheremo di comprendere e imparare a gestire una realtà che ci riguarda oggi come paese di approdo e che ieri ci ha riguardato come paese di partenza di immigrati.

I fondamenti del nostro pensiero sono l'indivisibilità e l'inviolabilità dei diritti umani in ogni circostanza. 

A cominciare da questi principi proveremo a dialogare con chi si occupa di come affrontare strategicamente e strutturalmente la questione dell'immigrazione e dei rifugiati, insieme ai nostri ospiti:



Alessandra Ballerini
Avvocatessa esperta di diritti umani e di immigrazione. Ha partecipato come consulente legale ai lavori della Commissione Diritti Umani del Senato, in particolare al monitoraggio dei 'Centri di Accoglienza', dei 'Centri di Identificazione ed Espulsione' - CIE -, e dei 'Centri di detenzione per stranieri', nonché alla stesura, nel 2006, del "Libro Bianco" su tali Centri.
Come legale dei Diritti Civili e Politici, ha presentato diversi ricorsi per conto dei rifugiati alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, in particolare contro le espulsioni di massa di profughi verso la Libia. 
Nella sua attività quotidiana si occupa di donne vittime di violenza, di minori e di rifugiati. 
Lavora con L'Ufficio Immigrati della CGIL. Collabora anche con Amnesty International e Terre Des Hommes.
E' promotrice di un appello a Papa Francesco per evitare le stragi in mare.
E' autrice del libro "La vita ti sia lieve. Storie di migranti e altri esclusi" che viene presentato agli Incontri del Mediterraneo.



Nicola Grigion
Direttore di "Melting Pot Org.", con sede a Padova, un progetto nato nel 1996 e che ha accompagnato i cambiamenti dell'immigrazione nel nostro Paese da allora ad oggi. In particolare si occupa di asilo, di respingimenti, di questioni legali, promuovendo l'apertura di 'Sportelli per i Diritti'.

E' stato tra i promotori della "Carta di Lampedusa" - Testo approvato a Lampedusa il 1 febbraio 2014 - che intende "Riscrivere la geografia del Diritto": un nuovo Diritto che nasce dal basso, dalle rivendicazioni dei rifugiati, degli immigrati che chiedono la libertà di muoversi e/o di restare dove hanno scelto di vivere.
"Le lotte devono essere capaci di tradursi in conquiste normative"
(Nicola Grigion)


Andrea Di Nicola
Dottore di ricerca, ricercatore in Criminologia e docente di Criminologia presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Trento, 
da oltre quindici anni si occupa di criminalità economica, criminalità organizzata, sicurezza urbana, criminologia ambientale e delle correlazioni tra crimine e internet.
Ha lavorato per la Commissione UE, il Parlamento Europeo, il Ministero dell'Interno, il Ministero delle Pari Opportunità, il Ministero della Giustizia, nel nostro Paese.
E' anche autore di diversi studi e volumi, tra cui quello che viene presentato agli Incontri del Mediterraneo, dal titolo "Confessioni di un trafficante di uomini", scritto in collaborazione con Giampaolo Musumeci.

Giornalista, filmaker, fotografo e reporter freelance, da anni ha fatto reportage sulle rotte africane dei migranti e delle migrazioni dalle zone di guerra.

E' curatore di un programma radiofonico su Radio 24 dal titolo:
"Nessun luogo è lontano". 
Collabora anche con la Rete Due della Swiss National Radio e con Radio France International's English Language Service.
E' co-autore del libro "Confessioni di un trafficante di uomini", scritto in collaborazione con Andrea Di Nicola.

Nato a Pozzallo nel 1949, diplomato presso l'Istituto Tecnico Nautico, Sezione Macchinisti, diviene dipendente del Comune nel 1975, all'età di 25 anni. 
E' stato presidente della Società Marinara per più di venti anni e, a più riprese, anche della Polisportiva di Pozzallo.
Attualmente ricopre, a titolo onorifico, la carica di "Ambasciatore della Società dei Pozzallesi d'America"
E' stato nominato sindaco il 23/05/2012.
La cittadina di Pozzallo - Sicilia - è quella che, dopo Lampedusa, registra il maggior numero di sbarchi di migranti sulle nostre coste.



Giornalista professionista, reporter freelance. Nasce a Catanzaro nel 1980. Studia giornalismo a Roma e a Londra.
Fa la sua prima esperienza nella redazione del quotidiano "La Repubblica", dove scrive per "Il Venerdì di Repubblica". 
In seguito, lavora per il "Manifesto" e Radio Città Futura.
Elaboratrice e sostenitrice di progetti indipendenti, tra i quali documentari sulla mafia, sullo sfruttamento degli immigrati a Rosarno Calabro. 
Cura, da anni, un suo Blog sui Diritti Umani:Rightstories.wordpress.com
E' coautrice del film-documentario "EU 013 L'Ultima frontiera" - Premio Ilaria Alpi 2014 - girato all'interno dei CIE italiani - Centri di Identificazione e Espulsione - dove ogni anno circa 8.000 persone vengono trattenute in regime di 'detenzione amministrativa', senza aver commesso alcun reato penale e senza essere stati processati.


Musicista e compositore suona strumenti della tradizione musicale mediterranea (bouzuki, oud, tzouras), oltre a chitarra elettrica, acustica e classica, pianoforte, percussioni, campionatori e programmazioni al computer. 

Attivo da anni sulla scena artistica italiana, già fondatore deiNovalia è il leader della Piccola Banda Ikona gruppo che riunisce musicisti della world music italiana come Mario Rivera, Barbara Eramo, Ramya, Gabriele Coen, Carlo Cossu, Leo Cesari, Desiré Infascelli.

E' anche il direttore musicale di due diverse orchestre mediterranee: la 7 Sóis Orkestra e Les Voix du 7 Sóis che riuniscono musicisti provenienti dai tanti paesi che si affacciano sul Mediterraneo (Spagna, Portogallo, Marocco, Israele, Croazia, Italia). Con questi ensemble internazionali ha registrato i cd "A Night in Sicily" e "Live in Vila Real de Santo Antonio". 

A maggio 2012 ha pubblicato il suo nuovo lavoro discografico con la Piccola Banda Ikona intitolato FOLKPOLITIK (pubblicato da Finisterre e distribuito da Felmay), nel quale, accanto a composizioni originali, vengono riarrangiati brani di autori del Mediterraneo che hanno raccontato in musica la lotta contro il potere, subendo persecuzioni, arresti, violenze.

Può un uomo essere clandestino sulla Terra? Apriamo le vie legali



di Massimo Magnani

Se esiste un aspetto che non riesco davvero a concepire in merito alla questione dell'immigrazione è questo:
perchè un essere umano che abita questo pianeta e che gode per questo dei diritti universali dell'uomo non può andare dove vuole ?
Qual'è sarebbe l'inveterato motivo che impedisce a questo UOMO di poter decidere dove vivere la propria vita e quella della sua famiglia?
Gli Stati Nazione sono dei luoghi che servono il cittadino e la comunità oppure sono gabbie in cui gli occupanti vengono gestiti, sorvegliati e direzionati ? (statistiche).

XIIIª EDIZIONE DEGLI INCONTRI DEL MEDITERRANEO

28 - 29 - 30 - novembre - Riccione - Palacongressi
Migrazioni e migranti nel Mediterraneo
l'emergenza, lo sfruttamento, i trafficanti di persone

Ogni giorno assistiamo increduli e disorientati alle notizie, spesso tragiche, di sbarchi e naufragi di immigrati e rifugiati sulle nostre coste meridionali (soprattutto della Sicilia) .
Persone che fuggono con i loro bambini dalla povertà, dallo sfruttamento e dai massacri della guerra.
Quest’anno gli Incontri del Mediterraneo dedicano al tema dell’immigrazione e dei richiedenti asilo tre giorni di dibattiti, conferenze, musica e libri.
Parteciperanno testimoni diretti della tragedia di Lampedusa del 3.10.2013, professori universitari, sindaci delle città di frontiera, giornalisti, fotoreporter, scrittori, musicisti, associazioni per i diritti civili e il Vescovo di Rimini.
Insieme, seduti al tavolo comune del Mediterraneo, ascolteremo le voci di chi si occupa di immigrazione e attraverso il dialogo proveremo a capire.
  Incontri del Mediterraneo
Associazione Michele Pulici

clicca per vedere il programma completo : www.incontridelmediterraneo.it


sabato 8 novembre 2014

sabato 1 novembre 2014

Profonda preoccupazione per la fine di mare nostrum



L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime profonda preoccupazione per l’annuncio odierno circa l’imminente fine dell’operazione Mare Nostrum senza che ne sia prevista la sostituzione con un’operazione di soccorso in mare congiunta a livello europeo. Questo farà aumentare i rischi per le persone che tentano di raggiungere l’Europa via mare e potrebbe portare ad un aumento di morti di rifugiati e migranti.

L’UNHCR rinnova la richiesta urgente agli stati europei di rafforzare le operazioni di soccorso nel Mediterraneo. L’UNHCR riconosce il grande sostegno fornito dagli armatori nel Mediterraneo alle operazioni di soccorso che soltanto quest’anno hanno contribuito a salvare oltre 30,000 persone.

“Terminare Mare Nostrum senza che venga sostituita da un’operazione di soccorso in mare europea metterà a rischio la vita delle persone. E’ necessario mantenere una forte capacità di soccorso in mare dei rifugiati e migranti che tentano di raggiungere l’Europa per chiedere protezione ed aumentare le alternative legali alle pericolose traversate” dichiara Laurens Jolles, rappresentante UNHCR per il Sud Europa.

Esiste un evidente legame tra il numero di persone nel mondo costrette alla fuga da guerre e violenza e l’aumento degli arrivi via mare. Oltre il 50%, delle persone in arrivo in Italia nel 2014 sono in fuga dall’Eritrea e dalla Siria. Questo trend è iniziato a Giugno/Luglio 2013, prima che l’operazione Mare Nostrum venisse istituita in risposta alle tragedie in cui persero la vita 600 rifugiati, un anno fa.

Da ottobre 2013 sono state soccorse in mare circa 150,000 persone dalle unità navali Mare Nostrum, Guardia Costiera e da mercantili mentre si stima che le persone che hanno perso la vita siano quasi 4,000. In totale nel 2014 gli arrivi via mare nel Mediterraneo sono stati più di 170,000.

Se l'Europa valorizzasse la mobilità dei migranti



Coinvolgi, attiva, responsabilizza. La via promossa dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) per valorizzazione l’immigrazione ha rappresentato il punto di riferimento dell’azione italiana in materia di migrazione e sviluppo. 

Un approccio che dal 2003 ha puntato a restituire centralità al ruolo giocato dai migranti sia nei progetti di co-sviluppo e cooperazione decentrata che in quelli di investimento in attività produttive avviate nei paesi di provenienza.

Poco più di un decennio dall’avvio di quella strategia, un workshop promosso dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale ne ha esaminato approdi e prospettive con l’obiettivo di definire unaroad map per l’avvio dell’ agenda di sviluppo post-2015.

Immigrazione e sviluppo
In che modo l’immigrazione influenza i processi di sviluppo economici, sociali ed ambientali? Quali politiche sono necessarie per far sì che la mobilità crei sviluppo nei paesi di provenienza? 

sabato 25 ottobre 2014

Ripensare i diritti umani: le responsabilità dell'Europa


Emma Fattorini
Le riflessioni e le ricerche di Anna Bravo ci toccano nel profondo non solo perché escono dai luoghi più comuni e prevedibili, per sfidare tabù intangibili. Il suo è una sorta di “revisionismo del cuore” che sa tenere insieme in modo convincente, e in molti casi straordinario, la singola esistenza e la grande storia: il dolore della donna che abortisce e la stessa sofferenza dei feti abortiti, la violenza nella storia come destino ineluttabile del genere umano che però ha un volto, un nome, una ragione che va indagata, per essere sconfitta, nella misura del possibile.

Non dunque un accattivante revisionismo delle idee, ma l’attenzione ad ogni storia personale e collettiva che non stempera in un indifferenziato giustificazionismo “gli oppressi e gli oppressori”.

E lo fa anche in questo saggio sfatando tanti conformismi sul tema dei diritti umani, declinandoli sui migranti: http://www.eutopiamagazine.eu

Popoli mediterranei più vicini di stereotipi



(di Patrizio Nissirio) (ANSAmed) - ROMA, 24 OTT - Un Mediterraneo dove le culture e i valori delle persone appartenenti a popoli diversi sono molto più vicini di quanto la politica e i media, con il loro uso troppo frequente di stereotipi, sappiano raccontare: è quello che emerge dal rapporto 2014 su tendenza interculturali e cambiamenti sociali della Fondazione Anna Lindh.

leggi tutto : http://www.ansamed.info

sabato 18 ottobre 2014

Mare nostrum.....ROMA

          " Il Mediterraneo
           E' stato il più dinamico luogo
           Di interazione tra Società
           Diverse sulla faccia del Pianeta
           E ha giocato nella storia
           Della civiltà umana un ruolo
           Molto più significativo
           Di qualsiasi altro
           Specchio di mare. "

(David Abulafia)
triremi romana

INTRODUZIONE      (Al Capitolo VIII de' "Il Grande Mare")
Introduzione, lettura, trascrizione e commento a cura di Gianni Fabbri

    "Mare Nostrum" fu il nome "romano" del Mar Mediterraneo.
Dopo la conquista della Sicilia, della Sardegna e della Corsica, come pure durante le "Guerre Puniche" contro Cartagine, Roma usò il termine "Mare Nostrum" per indicare il Mar Tirreno più che l'intero Mediterraneo - considerare che la concezione del Mondo Antico era completamente diversa, così pure quella delle distanze, dei mari, delle isole, dei territori...-
    A partire dal I Sec. a.C., quando la Città Eterna cominciò ad estendere i suoi domini dalle... Colonne d'Ercole alle Foci del Nilo, l'espressione "Mare Nostrum" venne estesa a tutto il Mediterraneo.
    Altre espressioni usate dai Romani come sinonimi erano "MareInternum" e "Mediterraneum Mare".

giovedì 16 ottobre 2014

La scelta di Catia (canale Sicilia)


il canale di Sicilia
Lo sconvolgente video degli immigrati aggrappati ai salvagenti. I marinai guidati dalla Comandante : ributtiamo a mare i morti per fare spazio ai vivi.

Web serie e docuweb " La scelta di catia - 80 miglia sud di Lampedusa".
guarda il video:
http://www.corriere.it



l'operazione "Mare nostrum" ha salvato la vita ad 80.000 persone. 
A novembre dovrebbe partire la nuova operazioneFrontex Plus che non andrà a sostituire Mare Nostrum, ma ne sarà complementare, come ha spiegato poche settimane fa Cecilia Malmstroem, uscente Lady Pesc dell'Ue che ha aggiunto "non sarà identica, e soprattutto, non so se potremo trovare i mezzi per fare quello che ha fatto l'Italia". Sì perchè la riuscita della nuova operazione Ue dipende da quello che i singoli stati saranno disposti a mettere sul piatto in termini di mezzi e denaro.
Il primo effetto di Frontex Plus è stato quello di suscitare forti critiche da parte delle istituzioni italiane. Intanto perchè così come disegnato si occuperebbe solo del pattugliamento e non del salvataggio, che è poi stato il tratto distintivo di Mare Nostrum e poi perchè non chiama alla piena corresponsabilità tutti gli Stati membri Ue lasciando la riuscita dell'operazione a pochi volenterosi.
In questa maniera la gestione degli arrivi e delle emergenze rimarrebbe ancora sul groppone di Mare Nostrum e dell'Italia.

sabato 11 ottobre 2014

L'Europa "scheda" tutti i clandestini


L’hanno battezzata “Mos Maiorum”, letteralmente “costume degli antenati”, con riferimento a un principio cardine della morale tradizionale degli antichi romani. Partirà lunedí prossimo e durerà fino al 26 ottobre. Il tempo necessario per avere un quadro reale del fenomeno. È una grande operazione di polizia sugli immigrati irregolari, clandestini, in attesa di asilo politico. Una schedatura di massa per trasformare i clandestini in cittadini in attesa di lavoro, di assistenza umanitaria del paese che accetta di accoglierli. 

Per la prima volta, le polizie degli Stati membri della Comunità Europea, coordinate dall’Italia, lanceranno una offensiva comune contro i trafficanti di immigrati. Al termine di «Mos Maiorum», si dovrebbe avere «un quadro chiaro e aggiornato della situazione riguardante l’area operativa, il modus operandi, le tendenze principali e i possibili cambiamenti rapidi del fenomeno». 

Sempre di più la gestione dei flussi migratori irregolari sta diventando un problema che coinvolge anche i paesi del Nord Europa, non solo quelli rivieraschi, come l’Italia, che fronteggiare in prima linea i flussi migratori che arrivano dall’Africa o dal Medio ed Estremo Oriente. 

leggi tutto su : http://www.lastampa.it


sabato 4 ottobre 2014

Barbaro


Jacques Le  Goff
Uno dei primi importanti avvenimenti che, tra il III e il IV secolo, segnò il passaggio dall’Impero romano al Medioevo fu l’insediamento in Europa dei popoli che i greci antichi chiamavano “barbari”. Essi si insediarono dentro ai confini della cristianità, che nel frattempo si era affermata come la prima realtà geopolitica dell’Europa.
Bisogna sottolineare che questo processo è stato lungo e meno sanguinoso di quanto una certa tradizione storiografica ci abbia fatto credere per lungo tempo. Per questo l’espressione tradizionale “le invasioni barbariche” è stata oggi sostituita da “migrazioni barbariche”.
Non tanto il brigantaggio o la brama depredatoria di un tempo furono le cause della “romanizzazione” dei barbari - e quindi della loro “europeizzazione” - ma l’attrattiva sia materiale che spirituale esercitata dalla cultura romana nei loro confronti.
L’atteggiamento dell’Europa nei riguardi dei barbari è stato certamente improntato alla difesa da loro eventuali attacchi, ma anche e soprattutto dall’intento di civilizzarli e di farli entrare in uno spazio civilizzato. L’Europa è portatrice di civiltà, e sebbene molti secoli dopo - con la colonizzazione - lo sia stata in modo assai contestabile, in questa fase storica il suo intento era quello di rendere i “barbari” dei simili.
Del resto, come è stato mostrato da alcuni studiosi di primo piano, tra cui il polacco Karol Modzelewski, l’integrazione dei “barbari” in Europa è avvenuta più per via giuridica che per via militare. Sotto l’influenza dei Romani, grande popolo di giuristi, i “barbari” elaborarono infatti delle leggi - le “leggi saliche” - che favorirono moltissimo la loro integrazione e la loro civilizzazione.

L'undici settembre del Mediterraneo

Per non dimenticare, ma soprattutto per fare in modo che non avvenga mai, mai, mai più.
Solomon, due anni. Cosi muore un bambino.
Il piccolo Solomon aveva due anni e da qualche giorno è arrivato in Sicilia. Finalmente al sicuro. Nessuno gli farà più del male adesso che è protetto dentro il suo minuscolo feretro bianco. Solomon quasi scompare in mezzo a quelle trecentottantasette bare. Sono così tante che possono occupare un intero campo di calcio. Così tante che hanno riempito due navi da guerra per portarle via. Trecentottantasette bare sono la conclusione del viaggio di 365 eritrei, sudanesi, etiopi, le loro mogli, le mamme e i sedici bambini annegati nel naufragio di giovedì 3 ottobre a poche centinaia di metri da Lampedusa. E sono anche la fine di ventidue siriani, morti con altri duecento profughi di cui non si trovano più i corpi: padri, madri e almeno sessanta bambini colati a picco con il barcone affondato venerdì 11 ottobre, a 60 miglia a Sud dell’isola.

leggi tutta la storia : gatti.blogautore.espresso.repubblica.it

sabato 27 settembre 2014

Visti della Santa Sede per i profughi e richiedenti asilo (appello a Papa Francesco)



Papa Francesco durante la visita a Lampedusa nel 2013
I visti della Santa Sede potrebbero salvare migliaia di profughi in fuga verso l’Europa. È l’appello lanciato a papa Francesco perché si faccia concretamente qualcosa contro i naufragi e le stragi in mare: più di 700 morti annegati negli ultimi giorni (tra cui oltre 100 bambini), 2.500 dall’inizio del 2014, quasi 3.200 negli ultimi undici mesi. Di fronte all’immobilismo dei governi dell’Unione Europea, il pontefice potrebbe sostenere un’alternativa umana alla mafia dei trafficanti ponendosi al centro dell’azione diplomatica. Durante la sua visita a Lampedusa, l’8 luglio 2013, papa Francesco aveva detto tra gli applausi: «Ho sentito che dovevo venire qui, oggi, a pregare».

Le nunziature apostoliche, cioè le missioni diplomatiche che rappresentano la Santa Sede nel mondo, potrebbero fare ciò che le ambasciate degli Stati europei negano: rilasciare visti di ingresso perché le famiglie, i bambini, le donne, gli uomini possano raggiungere l’Europa su mezzi di trasporto legali e sicuri, invece di essere costretti a pagare gli scafisti e morire a migliaia sui barconi.

leggi tutto :
http://gatti.blogautore.espresso.repubblica.it

Cantando il Sabir lingua mediterranea

Stefano Saletti (www.stefanosaletti.it)
Lui l'ha incontrata per caso, studiando le contaminazioni musicali delle culture del Mediterraneo. Poi se ne è innamorato, non l'ha più lasciata e questa è diventata cadine del suo lavoro. Stefano Saletti è un musicista cantautore e l'oggetto della sua scoperta è stata la lingua Sabir: una lingua antica in cui canta e scrive, molto semplice, ma ormai non più praticata.


Saletti parteciperà al Festival Sabir per diffondere le culture del Mediterraneo in programma a Lampedusa dal primo al 5 ottobre. "È stato il simbolo di unità, di comprensione e integrazione tra i popoli del Mediterraneo per secoli - spiega - e proprio per il messaggio particolare che questa lingua veicola l'isola siciliana ha deciso di intitolargli una manifestazione che sarà densa di incontri, dibattiti, concerti ed eventi teatrali e lettarari. Il Sabir - continua Saletti - rappresenta proprio l'antica cultura mediterranea, colma di influenze di popoli, non solo musicali, ma anche linguistiche e di tradizioni: è la lingua dell'incontro".

Guarda e ascolta il video :  www.rainews.it

Sabir festival 1-5 ottobre - Lampedusa


Ascanio Celestini e Fiorella Mannoia insieme per presentare "Sabir", il primo Festival diffuso delle culture mediterranee, che si terrà dal 1° al 5 ottobre a Lampedusa. Un evento promosso da Arci, Comitato 3 ottobre e Comune di Lampedusa, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Rai.
L'obiettivo del Festival è restituire all’isola un’immagine diversa da quella che è stata costruita in questi anni. Ma anche affrontare il tema della gestione delle frontiere" spiega Filippo Miraglia, vicepresidente dell'Arci. "Sabir" era la lingua franca parlata nei porti del Mediterraneo dal Medioevo fino al XIX secolo. Un titolo che, dunque, allude alla vocazione storica dell'isola come luogo d'incontro e di scambio tra culture diverse. "Noi pensiamo che il Mediterraneo debba essere uno spazio aperto dove non si muore, ma dove si dialoga e si costruisce insieme il futuro dei popoli che si affacciano su questo mare" spiega Miraglia.
vai al sito : 
http://www.festivalsabirlampedusa.it