lunedì 30 dicembre 2013

Un Impero latino contro il dominio tedesco ? Intervista a Giorgio Agamben

Intervista uscita in tedesco il 24 maggio 2013 sul Frankfurter Allgemeine Zeitung e poi pubblicata in inglese dalla casa editrice Verso il 4 giugno 2013. La traduzione è di Nicola Perugini
Professor Agamben, quando lo scorso marzo ha proposto l’idea di un “impero latino” contro il dominio tedesco in Europa, s’immaginava che questa idea avrebbe avuto una tale risonanza? Nel frattempo il suo saggio è stato tradotto in molte lingue e discusso appassionatamente in mezzo continente…
Giorgio Agamben: No, non me lo aspettavo. Ma credo nella forza delle parole, quando sono pronunciate al momento giusto.
La frattura dentro l’Unione Europea è davvero una frattura tra economie e modi di vita “germanico” del nord e “latino” del sud?
G.A.: Vorrei chiarire il fatto che la mia tesi è stata esagerata dai giornalisti e quindi fraintesa. Il titolo del mio articolo, “L’impero latino al contrattacco!”[1], è stato scelto dalla redazione di Libération ed è stato ripreso dai media tedeschi. Non ho mai utilizzato quella frase. Come potrei contrapporre la cultura latina a quella tedesca, quando qualsiasi europeo dotato d’intelligenza sa che la cultura italiana del Rinascimento o della Grecia classica sono oggi parte integrante della cultura tedesca, la quale le ha riformulate e se n’è appropriata!
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lunedì 23 dicembre 2013

Nella piana di Persepoli emerge un’antica torre costruita da Ciro il Grande


All’inizio era soltanto un muro, anche se fin da subito alcuni dettagli erano sembrati insoliti. Poi, quel muro si è rivelato essere molto spesso, ben dieci metri. Ma è stato con la successiva scoperta di un ingresso e l’emergere di specifici motivi ornamentali che è diventato chiaro a tutti come quei resti appartenessero a un edificio del tutto particolare.
Giunta al terzo anno di scavi nella zona di Tol-e Ajori, a pochi chilometri dalla Cittadella imperiale di Persepoli, in Iran, la missione archeologica congiunta irano-italiana, portata avanti dall’Università di Bologna, dall’Università di Shiraz e dal Centro Iraniano per le Ricerche Archeologiche con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri italiano, ha ormai raccolto abbastanza elementi per poter tracciare le prime conclusioni sul suo lavoro e avanzare ipotesi sui resti venuti alla luce.
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giovedì 19 dicembre 2013

I lemmi “italiani” della lingua albanese



Italianismi nella lingua albanese" di Brunilda Dashi è un lemmario italo-albanese. Non è un libro solo per specialisti, è la storia di un'antica relazione tra l'Italia e l'Albania attraverso le parole e il loro "prestito". Recensione
Si scrive con una doppia erre iniziale, rruga e la pronuncia è la stessa in albanese come in italiano, con l'unica differenza che nella prima le erre si leggono arrotandole.
Rruga significa in albanese strada, ruga è invece il termine che significa strada nel dialetto veneziano, da cui la prima origina. E nell'italiano standard, per relazione analogica e slittamento di senso, le rughe sono i segni del tempo sul volto, i piccoli solchi che segnalano gli umori, i pensieri ineffabili della gente.
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mercoledì 18 dicembre 2013

L'Onu celebra i migranti


Ha un valore maggiore a pochi giorni dalle crude immagini girate nel centro di prima accoglienza di Lampedusa, la Giornata Internazionale dei Migranti dell'Onu. Proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 4 dicembre del 2000, il Migration day celebra l’adozione della Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e delle loro famiglie.

martedì 17 dicembre 2013

L'Orientale università degli studi di Napoli


STRATEGIE EUROMEDITERRANEE: COOPERAZIONE, DECENTRAMENTO, SUSSIDIARIETÀ
Napoli, 20/12/2013
In uno scenario mediterraneo segnato da profonde trasformazioni del tessuto sociale, del quadro geopolitico e delle relazioni economiche, assumono una crescente rilevanza le iniziative per lo sviluppo promosse dalle autorità locali e dalle realtà associazionistiche diretta espressione del territorio e della società civile.
Il terzo seminario “Strategie Euromediterranee: Cooperazione Decentramento, Sussidiarietà”, con la partecipazione del Prof. Sergio Ventriglia, riprendendo uno studio realizzato da Roberto Giuliani e Paolo Carotenuto in occasione della Call for paper realizzata da Osservatorio Banche Imprese nell’ambito del Sorrento Meeting 2013, mira a stimolare una riflessione sulle prospettive di sviluppo, a livello produttivo ed occupazionale, dell’area euro mediterranea , alla luce delle opportunità delineate dalla programmazione europea e dalle risorse stanziate dalla Politica Europea di Vicinato.
L’analisi dei nuovi strumenti di cooperazione decentrata evidenzia la potenziale spinta propulsiva delle autorità regionali nella creazione di condizioni di attrattività degli investimenti nei “Mezzogiorni” attraverso la valorizzazione delle peculiarità locali, l’ effettiva rappresentatività delle istanze provenienti dal territorio, e la concreta attuazione di un concetto cardine del processo di costruzione europea: il principio di Sussidiarietà, inteso sia nell’accezione orizzontale che in quella verticale.
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lunedì 16 dicembre 2013

Il pentagono e le sue basi militari in Italia


In Italia ci sono 59 basi militari americane. Si tratta del quinto avamposto statunitense nel mondo per numero d’installazioni militari, dopo Germania, con 179 basi, Giappone con 103, Afghanistan con 100 e Corea del Sud con 89. E se la fine della Guerra Fredda ha imposto un graduale disimpegno delle forze americane impegnate in Europa, negli ultimi vent’anni il Pentagono ha invece continuato ad investire sulle basi italiane, divenute negli anni vere e proprie rampe di lancio per operazioni in Africa e Medio Oriente. Mentre in Germania il numero di truppe americane è sceso dai 250.000 del 1989 ai 50.000 di oggi, in Italia il numero è rimasto invariato – 13.000 il personale militare – ma sono cambiate le proporzioni. Tradotto, se durante la prima Guerra del Golfo del 1991 la percentuale delle truppe americane era del 5% di quelle di stanza in tutta Europa, oggi è tre volte tanto, il 15%.
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I Bronzi di Riace tornano in piedi a Palazzo Piacentini, a Reggio Calabria



Dopo anni di posizionamento orizzontale, distesi su un supporto al Palazzo Campanella, i due Bronzi di Riace sono tornati in piedi. Le operazioni si sono concluse nelle scorse ore a palazzo Piacentini, sede del Museo nazionale della Magna Grecia a Reggio Calabria dove le due celebri statue hanno hanno fatto ritorno dopo il restauro della sede. Le due sculture bronzee vennero ritrovate nel 1972 sui fondali di Riace.
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mutui bancari e finanza islamica


Nella finanza islamica assume un ruolo fondamentale il divieto di Ribà, corrispondente al nostro “interesse”. L’interesse su finanziamento, dovuto a prescindere dai risultati economici derivanti dall’impiego del denaro prestato, viene visto, dall’Islam, come un ingiustificato arricchimento.
La Shariah, però, ammette il principio del profit and loss sharing, la condivisione cioè del rischio (e dei relativi profitti) tra detentore di capitali (a carico del quale restano comunque le perdite) ed imprenditore.

Nella finanza islamica il capitale di rischio (e quindi la partecipazione azionaria) viene sempre preferito rispetto al capitale di debito. Nell’ottica del divieto di (ingiustificato) arricchimento sul prestito finanziario, quindi, anche il mutuo diventa un contratto gratuito e il mutuatario dovrà restituire il solo capitale prestato senza interessi.
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domenica 15 dicembre 2013

Il tempio di Rimini

Il tempio malatestiano, sorto sull’area di una chiesa francescana, fu voluto da Sigismondo Maletesta, ricco e colto signore di Rimini, iniziato ai misteri ermetici. I lavori ebbero inizio nel 1449, con il rifacimento dell’interno dell’antica chiesa. Nel 1450 la progettazione dell’esterno fu affidata a Leon Battista Alberti (Genova 1406 - Roma 1472).

In questa unità il tempio malatestiano è oggetto di analisi da parte dell’architetto Gae Aulenti, che ne ripercorre la storia, individuando le istanze estetiche che ispirarono Leon Battista Alberti nella realizzazione del progetto. Del grande architetto, che fu anche letterato, archeologo, matematico, scienziato e musicista, l’opera rivela meglio di altre “la solennità di studioso e sapiente”, ed essa stessa costituisce una mirabile sintesi di tradizione del mondo antico e, al tempo stesso, annuncio del mondo rinascimentale e moderno.
Alle parole di Gae Aulenti fanno da sfondo le riprese dell’esterno e dell’interno del tempio, con le sue bellissime sei cappelle, ricche di bassorilievi e di affreschi. L’unità comprende inoltre delle sequenze tratte dal film Leon Battista Alberti e Sigismondo Malatesta di Roberto Rossellini e la lettura di un brano tratto da Le vite del Vasari.
www.raiscuola.rai.it il tempio malatestiano

venerdì 13 dicembre 2013

Il miglior passaporto del mondo


 
Il piano di Malta per offrire la cittadinanza a 650mila dollari non è una idea nuova. Cipro offre un passaporto a tre milioni di dollari e il Regno Unito fa lo stesso quando qualcuno decide di investire più di un milione di sterline, qualificandosi così per restare a tempo indeterminato. Altri paesi dell’Ue hanno altre procedure ancora per dare la cittadinanza alle persone che vogliono attirare.
Ma la legge annunciata il mese scorso dal nuovo governo maltese è la più esplicita che si possa immaginare. Ci sono dei controlli, ma a quanto pare dovrebbe trattarsi di una procedura alquanto semplice. Il primo ministro Joseph Muscat ha detto che il piano punta ad attirare soggetti di “grande valore” che possono investire nell’isola.

La diga di Renaissance in Etiopia preoccupa l'Egitto



Il nuovo accordo quadro di cooperazione del Nilo
Il 13 giugno scorso il parlamento etiope ha ratificato il trattato del New Nile Cooperative Framework Agreement (il nuovo accordo quadro di cooperazione del Nilo), osteggiato dall’Egitto. Il successivo 20 giugno, anche il Sudan del sud ha firmato il trattato, portando a sette i membri dell’accordo. Oltre ai due paesi già menzionati, gli altri firmatari sono il Burundi, il Kenya, l’Uganda, il Ruanda e la Tanzania. Sono tutti paesi rivieraschi, posti a monte del corso del Nilo. All’appello mancano l’Egitto e il Sudan: i due Stati a valle.
Il presidente egiziano in carica al momento della ratifica del parlamento etiope, Mohammed Morsi, aveva tuonato nei confronti dell’Etiopia e aveva reso noto che l’Egitto stava prendendo in considerazione tutte le opzioni possibili. Il Cairo vede il nuovo trattato come il primo passo verso una ridefinizione degli accordi sulla spartizione delle acque del Nilo. L’ultimo accordo preso in tal senso risale al 1959 tra i soli Egitto e Sudan. Era stato calcolato che la portata annua del Nilo fosse di 84 miliardi di metri cubi (bmc) e l’accordo prevedeva che all’Egitto spettassero 55,5 bmc, mentre al Sudan 18,5 bmc. I restanti 10 bmc corrispondono all’evaporazione dell’acqua del lago Nasser, creato con la costruzione della diga di Assuan (ma gli studi odierni parlano di 19 bmc persi attraverso l’evaporazione).
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Grecia e Turchia incontro ad Atene



Il ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu, compie oggi una visita ufficiale ad Atene durante la quale incontrerà il premier greco Antonis Samaras e il vice-premier e ministro degli Esteri Evanghelos Venizelos. I colloqui di Davutoglu con i dirigenti greci, secondo la stampa locale porteranno in particolare sulla questione cipriota che sta compromettendo le buone relazioni tra Grecia e Turchia, soprattutto dopo le recenti dichiarazioni del premier turco Recep Tayyip Erdogan, secondo cui "non esiste una nazione chiamata Cipro".
Altro motivo di frizione tra i due Paesi e' la questione del futuro della basilica bizantina Santa Sofia di Constantinopoli (Istanbul), simbolo della cristianità e oggi museo, che gruppi conservatori islamici con l'appoggio di esponenti della nomenclatura turca vorrebbero convertire di nuovo in moschea, una questione che sta suscitando un'aspra polemica tra Ankara ed Atene.
La visita di Davutoglu ad Atene avviene mentre l'Onu e' di nuovo impegnata in uno sforzo diplomatico per raggiungere un accordo tra le due comunità che risiedono a Cipro, quella greco-cipriota e quella turco-cipriota, per la riunificazione dell'isola, e mentre la Grecia si appresta ad assumere, tra pochi giorni, la presidenza di turno dell'Unione europea.
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giovedì 12 dicembre 2013

La nuova Costituzione egiziana: un po’ più laica, un po’ meno democratica



Più poteri ai militari e una norma che impedisce ai partiti religiosi di presentarsi alle elezioni. La nuova Costituzione egiziana cerca di trovare un equilibrio tra i diversi poteri dello stato, attribuendo un ruolo istituzionale all’esercito e stabilendo la definitiva esclusione dei Fratelli musulmani dalla vita politica.
Il documento è stato approvato nei giorni scorsi, ma sarà votato dagli egiziani entro fine gennaio.
 La nuova Costituzione prevede che, entro sei mesi, il presidente ad interim, Adly Mansour, decida la data delle elezioni presidenziali e legislative. È una questione molto importante, visto che dare la precedenza all’elezione del Parlamento rispetto al voto per il presidente significa concedere altro tempo agli ambienti “laici” e “militari” per preparare la probabile candidatura del generale Al Sisi
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mercoledì 11 dicembre 2013

Gerusalemme divisa o condivisa? Oltre gli accordi di Oslo



All'incontro, organizzato in occasione della pubblicazione del volume di Paola Caridi Gerusalemme senza Dio (ed. Feltrinelli), hanno partecipato:
Paolo BRANCA, Università Cattolica di Milano
Paola CARIDI, scrittrice, esperta di Medio Oriente
Stefano JESURUM, scrittore e giornalista
Paolo MAGRI, Vice Presidente Esecutivo e Direttore, ISPI
Francesco MANCA, United Nations Interim Force in Lebanon (UNIFIL)
L'incontro si è tenuto presso la sede dell'ISPI (Palazzo Clerici - Via Clerici, 5 - Milano).
guarda il video dei lavori : http://www.ispionline.it/gerusalemme-divisa-o-condivisa-oltre-gli-accordi-di-oslo

L’accordo per portare acqua al mar Morto



L’accordo per portare acqua al mar Morto
È stato firmato da Israele, Giordania e Autorità Palestinese: fornirà più acqua potabile alla regione, ma ci sono dubbi sulla sua sostenibilità ambientale
Lunedì 9 dicembre la Giordania, l’Autorità Palestinese e Israele hanno firmato nella sede della Banca Mondiale a Washington, negli Stati Uniti, un accordo per la costruzione di un canale che trasporterà acqua salata dal mar Rosso al mar Morto. L’accordo era in discussione ormai da diversi anni (in pratica dal 1994, quando fu firmato l’accordo di pace tra Israele e Giordania), ma le tensioni politiche tra le autorità dei tre paesi e la difficoltà a reperire i finanziamenti necessari alla realizzazione del progetto avevano bloccato più volte le trattative. I principali obiettivi del progetto, secondo i firmatari, sono due: evitare che il mar Morto si prosciughi definitivamente e fornire più acqua potabile alla popolazione della regione.

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lunedì 9 dicembre 2013

Il grande mare - storia del Mediterraneo


Da sempre il Mediterraneo - il "mare fra le terre" - è stato un crocevia di popoli, culture, lingue, religioni, che ne hanno fatto il cuore pulsante del Vecchio Mondo. A segnare la storia del "grande mare", il nome con cui era noto nella tradizione ebraica, non sono stati, secondo lo storico britannico David Abulafia, il clima, i venti o le correnti, ma gli uomini (navigatori, mercanti, missionari, condottieri, crociati, pellegrini, pirati), che, mettendo in contatto le regioni più remote di questo vasto bacino, lo hanno reso "forse il più dinamico luogo di interazione tra società diverse sulla faccia del pianeta". Anziché richiamarsi a un'astratta e statica "identità mediterranea", l'autore pone l'accento sul cambiamento di una regione che nel corso dei millenni ha visto sorgere e tramontare imperi e civiltà, è stata teatro di feroci battaglie per il monopolio politico e commerciale, e che infine, prima con la scoperta della rotta atlantica e poi con l'apertura del canale di Suez, ha perso sempre più importanza nelle relazioni e nei commerci internazionali, per trovare la sua nuova e insospettata vocazione nel turismo di massa e diventare, più recentemente, il complesso scenario di incessanti flussi migratori. Al centro di questa affascinante ricostruzione non ci sono soltanto gli eventi e i personaggi più importanti della storia economica, politica e militare, ma anche figure solo apparentemente di fondo...

sabato 7 dicembre 2013

Cleopatra


Dante la volle all'inferno, tra i lussuriosi e per Shakespeare fu la grande meretrice. Destinata a divenire un'icona, Cleopatra è di certo una delle figure più rappresentate e discusse dell'antichità. Eppure l'archeologia racconta un'altra storia. Cleopatra VII Thea Philopatore, sul trono d'Egitto dal 51 al 30 a.C., era una donna estremamente colta e raffinata che segnò in modo indelebile la sua epoca.
Centottanta opere in mostra al Chiostro del bramante, tra le quali il ritratto della giovane sovrana probabilmente relizzato durante il viaggio nell'Urbe al seguito di Giulio Cesare, ripercorrono gli eventi storici che la videro protagonista sullo sfondo della magnifica citta d'Alessandria, capitale delle fertili terre dominate dai Tolomei e approfondiscono il rapporto di Cleopatra con Roma, che ne volle cancellare la memoria ma che subì l'indiscutibile fascino dell'ultima regina d'Egitto.
Roma, Chiostro del Bramante: Cleopatra. Roma e l'incantesimo dell'Egitto fino al 2 febbraio 2014.

martedì 3 dicembre 2013

Egitto e Turchia ai ferri corti

La pazienza dell’esercito egiziano si è esaurita. Il primo ministro turco Racep Tayyip Erdoğan continua ad alzare al cielo le quattro dita simbolo degli islamisti che chiedono il ritorno del presidente Mohammed Mursi - deposto per mano militare il 3 luglio scorso - e i generali egiziani spediscono a casa l’ambasciatore turco. Tolleranza zero quella che il Cairo riserva al ministro degli esteri di Ankara che ha dichiarato di non aver rispetto per quanti sono tornati al potere grazie a un golpe.
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