martedì 26 novembre 2013

Acta est fabula, plaudite


Fu il principato più lungo della storia romana.Oltre quarant'anni di regno che inaugurano un cambiamento epocale, un'età di pace, di prosperità e di straordinario rigoglio delle arti e della letteratura. Con Gaio Giulio Cesare Ottaviano, dal 27 a.C., insignito del titolo di Augusto, il volto stesso dell'Urbe cambiò radicalmente.
"Ho trovato una città di mattoni e lascio una città di marmo", usava dire l'imperatore al quale si deve la riforma urbanistica di Campo Marzio con la sua meridiana, l'Ara Pacis, il Mausoleo, il Foro.
Le celebrazioni per il bimillenario della morte di Augusto avvenuta a Nola nel 14 d.C., si aprono con una esposizione alle Scuderie del Quirinale, dove circa duecento capolavori, tra i quali celebri statue del princeps richiamate da tutta Europa, documentano quel linguaggio artistico forte ed evocativo coniato nell'età augustea, un nuovo classicismo ancora alla base della civiltà occidentale.
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