giovedì 22 agosto 2013

Quale alternativa ? ( parte 1 )


Per continuare l'approfondimento sul Mediterraneo iniziato con le considerazioni sull' "IDENTITÀ MEDITERRANEA" e successivi contributi sulla Storia del Mediterraneo, si propongono alcuni stralci del Saggio "L'Alternativa Mediterranea" di Franco Cassano e Danilo Zolo, Edizioni Feltrinelli (Campi del Sapere), proposto come lettura interessante all'attenzione di chi segue il Blog.


LA QUESTIONE MEDITERRANEA " Di Danilo Zolo

1 Quale Mediterraneo ?
Il titolo di questa raccolta di saggi - L'Alternativa Mediterranea - può sorprendere e lasciare perplessi.
Che cosa si intende nelle pagine di questo libro per "Mediterraneo"?...
... In che senso può essere proposto come un'alternativa ? Un'alternativa a che cosa ? Per di più, oggi non manca chi parla di emarginazione, di collasso,di fine del Mediterraneo: nel contesto dei processi di globalizzazione "il mare fra le terre" sarebbe uno spazio residuale che si avvia a divenire un secondo Mar Morto.
Il dibattito contemporaneo sulla "QUESTIONE MEDITERRANEA" - e il tentativo di precisarne la dimensione culturale e le implicazioni politiche – ha avuto importanti precedenti sia in Europa, in particolare in Spagna e in Francia, sia nella cultura araba del Maghreb, specialmente in Algeria (la bibliografia sul Mediterraneo e' molto estesa... A partire da Fernand Braudel e Paul Valery... Senza dimenticare la produzione giovanile di Albert Camus... E il ruolo decisivo di "Mediteransky Brevijar" di Predrag Matvejevic...). Basti pensare ai Catalani... A Barcellona, dove ancora oggi esiste ed e' attivo un Institut Catala' de la Mediterrania, il tema mediterraneo e' stato elaborato, sin dagli ultimi decenni dell'Ottocento, in termini che andavano molto oltre il paradigma storico-geografico della tradizione greca e latina.
Il contenuto semantico del predicato "MEDITERRANEO" si e' arricchito sino a denotare lo STILE DI VITA, L'ESTETICA, LA VOCAZIONE COMUNITARIA E COOPERATIVA DELLE GENTI DEL MEDITERRANEO OCCIDENTALE, al di la' della eterogenea pluralità delle tradizioni culturali, politiche e religiose.
"Quiete, armonia e sensualità", scrive il catalano Luis Racionero Grau, sono le caratteristiche del paesaggio mediterraneo che si riverberano sull'antropologia dei suoi abitanti e si oppongono all'industrialismo e al modernismo tecnologico dei "barbari del Nord".
Il Mediterraneo e' la "riserva morale" dell'Occidente, il BACINO ECOLOGICO DEL SUO UMANESIMO...

In Francia e in Algeria, a partire dagli anni Trenta del Novecento, si e' affermata una letteratura mediterranea che si e' posta in diretta polemica con la tradizione coloniale francese...

... Tra Parigi, Marsiglia e Algeri emerge un'idea del Mediterraneo che e' incompatibile con la rappresentazione orientalista del mondo arabo: l'orientalismo esotico degli auropei ignora la civiltà islamica, nega i suoi valori e la pone ai margini della modernità...
Nello stesso tempo, per bocca di autori come Audisio e Camus, la "Scuola di Algeri" respinge il paradigma della mediterraneita' greco-latina che identifica il Mediterraneo con la tradizione romana. Per Camus il Mediterraneo e' la negazione stessa di Roma e del "genio latino", con il suo culto guerriero della grandezza, della forza e della supremazia militare.
L'incontro fra Occidente e Oriente e' realizzabile solo sulla base di un rapporto paritario fra le diverse culture mediterranee che si opponga a ogni egemonia imperiale e superi la frattura coloniale fra la sponda nord e la sponda sud-orientale.
A Camus fa eco Audisio, ammiratore della civiltà musulmana, fiducioso nella rinascita della cultura araba, fermamente antirazzista: per lui la "RAZZA MEDITERRANEA" e' una "RAZZA IMPURA", felicemente contaminata da un molteplice, secolare meticciato.
Audisio respinge la "esclusiva adorazione di Roma" e si dichiara CITTADINO DEL MEDITERRANEO a condizione di avere per CONCITTADINI TUTTI I POPOLI CHE ABITANO LE SUE SPONDE, COMPRESI GLI EBREI, GLI ARABI, I BERBERI E I NERI.
Segue…( di Gianni Fabbri )