martedì 11 giugno 2013

Costruzione Identitaria e culturale della civiltà mediterranea


"... Fin d'allora appare chiaro il concetto di 'Umanesimo Mediterraneo'. Un umanesimo che abbraccia contemporaneamente la Grecia e l'Islam, Cartagine e la Giudea con i Latini. Il Mediterraneo non e' mai stato più esclusivamente latino di quanto sia stato semitico. Non più cristiano che pagano. Non più giudaico che saraceno. L'umanesimo concilia tutte le identità in esso, e cosi' lo dobbiamo vedere, in opposizione a tutte le dottrine che dividono gli uomini e i popoli. 
A questo 'Umanesimo Mediterraneo' bisogna ritornare. Umanesimo che inizia le genti ai valori spirituali di civiltà, ai valori umanitari di tolleranza, di unita' nella diversità... Nel segno della 'Comune Identità Mediterranea' ricostruire la memoria collettiva, ricostruire la storia autentica del Mediterraneo, delle sue culture, delle sue civiltà, (questa e' una delle finalita'!), per... forgiare l'uomo nuovo del terzo millennio. 
Nel segno di questa 'Identita' Mediterranea Comune' e' possibile, anzi doveroso, che il Mediterraneo diventi un ...mare di Pace. 
Per troppi secoli e' stato teatro dello "scontro di civiltà". Anche ora vi si registrano conflitti cruenti (Siria, Israele/Palestina, Libia...), apparentemente insanabili, nonché percorsi tortuosi, lunghi e laceranti verso la democrazia (Islam e democrazia in Tunisia, Egitto, Turchia, Iran...!?!). Ma non può, non deve essere un mare di contrasti... Deve esser un mare che unisce: unisce le genti della sponda Sud con quelle della sponda Nord. Non più mare amaro, dove naufragano le speranze dei migranti africani, medio-orientali, asiatici... Ma un 'ponte' certo e sicuro un'autostrada libera, dove transitare i diritti assicurati di chi vede l'Italia, la Spagna come mete, o come porte per l'Europa, per l'altrove...
Un mare che unisca l'Europa Mediterranea all'Europa Atlantica e del Mare del Nord... Una Europa dei popoli, delle culture e delle civiltà. 

La strada percorsa per secoli dai Crociati partiva o da Durazzo (Albania) o da IGOUMENITSA, il porto greco nel Mediterraneo. Si chiamava 'Egnatia' (o via Ignazia), costruita nel 146 a.C. da Gaio Ignazio, proconsole romano in Macedonia, per unire l'Impero d'Oriente con l'Impero d'Occidente, attraversava l' Epiro, la Macedonia, la Tracia e arrivava a Costantinopoli. Di li' proseguiva per l'Asia Minore il Medio Oriente e... Gerusalemme. 
Oggigiorno, la stessa strada fa parte del "TEN-T" (The Trans-European Transport Networks) ed e' chiamata: "Corridoio numero 8". Collega l'Asia Minore e il Medio Oriente al Mediterraneo e all'Italia, poi, attraverso il "Corridoio numero 5" della Pianura Padana, il Brennero o Il Tarvisio, all'Europa centrale e settentrionale. E' una delle reti commerciali più importanti per il collegamento Asia-Europa. E' percorsa quotidianamente da centinaia, migliaia di camionisti greci, bulgari, turchi, iraniani, iracheni... Domanda: alla guida dei loro mezzi si sentono diversi? Ebrei, Cristiani, Musulmani... Sunniti, Sciiti, Sefarditi... Oppure accomunati nello stesso destino di... Naviganti... fuori di ogni porto... Uniti nel comune "Corridoio numero 8"... Il Mediterraneo... L' Identità Mediterranea Comune... Uniti verso l' Europa... Verso un mondo nuovo. (altra finalita' !) 

" Naviganti... Fuori di ogni porto 
Sempre in alto mare Sempre in ascolto 
Naviganti... Contro tutte le correnti 
Negli Oceani trasparenti 
Verso nuovi mondi... 
Naviganti... Un po' eroi. Un po' perdenti 
Europei e un po' 'migranti' 
Un po' come noi... 
Naviganti... Fuori di ogni porto. " 

(" Naviganti " - Eugenio Bennato) 

Questo e' quanto! Salutissimi Gianni Fabbri